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Complimenti per La VOCE, ma su Obama il direttore ha sbagliato

Questo giornale è ormai un' importante e positiva iniziativa per il futuro della lingua italiana in America, ma ho un consiglio per Stefano Vaccara...

Caro Direttore, 

Prima di tutto voglio congratularmi con te per per questa tua importante iniziativa nel creare La Voce Di New York. Io ti auguro tanto successo perché è un'iniziativa veramente positiva per il futuro della lingua italiana qui in America. Tu sei in questa terra dal 1992, io dal 1954, tu sei un affermato giornalista ed un eccellente insegnante, io sono un povero emigrante arrivato qui a 18 anni e con solo otto anni di scuola, fatti per lo più nel dopo guerra senza libri, quaderni o lavagna. Questa enorme disparità sociale e didattica non mi permette di farti degli appunti sulle tue opinioni. Però, facendo leva sulla mia veneranda età un consiglio te lo voglio dare. Se la tua creazione è stata fatta per mettere in evidenza la tua bravura nello scrivere sei sulla buona strada. Se l'hai creata per essere un imparziale osservatore di quello che succede nel mondo, allora sei sulla strada sbagliata. Il tuo articolo sulla visita di Obama a Roma va su quest'ultima direzione. 

Hai sbagliato un po' tutto, hai ricalcato quello che i tuoi amici giornalisti in Italia hanno scritto. Obama non ha bisogno di farsi fotografare col nostro Papa, o con il vecchio Napolitano, perché, come spero hai potuto constatare, qui in America non è che è stato un evento da prima pagina. Obama ha i suoi problemi di consenso, ma non sono certamente quelli che tu hai elencato, anzi tutto il contrario. Quindi sii imparziale, e soprattutto, non ergerti a qualcosa che anche con la tua intelligenza non sei ancora arrivato. Sii umile e non cercare inutili confronti.

Un saluto e tanti auguri di successo.

Donato D'Orazio, Brooklyn

 donadeldor4@optonline.net

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