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La lezione di Barack Obama dal Colosseo

La visita del Presidente degli Stati Uniti al celebre monumento di Roma invece che far sorridere i giornalisti italiani dovrebbe indurli a riflettere

Tutti i media italiani hanno riportato una dichiarazione del Presidente americano, Barack Obama, durante la visita al Colosseo, che non ha mancato di suscitare la perplessità o addirittura l'ilarità di alcuni commentatori italiani, evidentemente con la puzza sotto al naso.

Come riporta infatti Polisblog, "Barack Obama è stato in visita al Colosseo, facendosi scappare un’espressione piuttosto bizzarra: 'È più grande di alcuni stadi di baseball'”. Liberoquotidiano ha chiamato "piuttosto infelice" il commento di Obama.

In realtà, la dichiarazione esatta di Obama sul Colosseo è stata la seguente: "E' più grande di alcuni stadi di baseball dei nostri giorni, compreso quello di Wrigley Field, a Chicago".

Chi è rimasto sorpreso o ha criticato Obama per quest'osservazione non ha capito che non solo l'osservazione del presidente non era banale ma era anche istruttiva.

Tutti sanno, o dovrebbero sapere, che i numeri da soli significano poco e che il miglior modo per stabilire cosa è grande o piccolo è di fare un confronto tra due o più soggetti. Fotografato accanto ad un umano si può capire che un certo rettile  "piccolo" è probabilmente una lucertola mentre, sempre accostato ad un uomo, si può capire che se lo scheletro di un altro rettile è enorme probabilmente apparteneva ad un Tirannosauro Rex.

Proprio per questo, secondo una delle regole fondamentali del buon giornalismo, un giornalista dovrebbe sempre cercare esempi e confronti che permettano ai cittadini di comprendere meglio il significato di numeri in economia, le dimensioni di un oggetto, ecc.

In quest'ottica si capisce che l'esempio citato da Obama permette ad una moltitudine di americani di comprendere che il Colosseo è davvero un edificio molto grande, e quindi ancor più eccezionale come opera costruita nell'antichità, dato che i romani non avevano i mezzi – gru, bulldozer, pale meccaniche, ecc. – di cui disponiamo attualmente.

In un momento come quello attuale, in cui l'economia italiana si trova nel pieno della peggiore crisi dal dopoguerra ad oggi, dovremmo ricordarci sempre che il turismo è una delle principali industrie italiane sul cui fatturato il Bel Paese può ancora contare. A proposito di turismo, è cosa nota l'effetto positivo del movie induced tourism e cioè del "turismo indotto dai film", come per esempio de Il Gladiatore, che ha indotto molti turisti americani a visitare Roma. Proprio per questo gli italiani dovrebbero essere grati ad Obama se, con la sua visita al Colosseo e il suo commento, che molto probabilmente avrà stimolato la curiosità e l'interesse di molti connazionali, più americani sceglieranno di venire in vacanza a Roma.

Ma c'è un altro particolare della visita di Obama al Colosseo che andrebbe sottolineato e invece con pochissime eccezioni, tra cui lavocedivenezia.it, è stato ignorato dalla maggioranza delle testate italiane. "Obama è arrivato ieri pomeriggio prima delle 18 davanti allo storico monumento, e sceso dalla sua Cadillac blindata davanti alla biglietteria del Colosseo, ha messo senza indugi mano al portafoglio estraendo la carta di credito sua – personale – per pagarsi l’ingresso che costa – ricordiamolo – 12 euro. Il presidente ha poi chiesto di pagare anche l’ingresso per tutto il suo staff della Casa Bianca e dell’ambasciata americana di via Veneto al seguito".

E' fin troppo facile sottolineare la differenza tra il comportamento del presidente americano e quello dei politici e degli amministratori italiani, locali e nazionali, che sono abituati ad addebitare ai cittadini, viaggi, pranzi, auto e persino, come abbiamo avuto modo di scoprire recentemente, un vibratore. Il buon esempio che ci è stato dato giovedì da Obama al Colosseo dovrebbe essere raccontato ai bambini nelle scuole italiane.

 

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