Cerca

Primo PianoPrimo Piano

Arresti Expo, un marcio negato, occultato e che nonostante tutto tracima…

Con la prudenza che si deve alle inchieste che spesso sono lacunose quello che sconcerta della situazione a Milano è il déjà vu, il riapparire dei soliti nomi noti nella stagione di Tangentopoli e di un sistema di potere politico-criminale-affaristico che affratella maggioranze reali e sedicenti opposizioni

La notizia: a Milano, dopo l'arresto di Antonio Rognoni, ex direttore generale di Infrastrutture Lombarde, società che realizza tra le più importanti opere pubbliche lombarde, un' altra tempesta giudiziaria si è abbattuta sull'Expo 2015. Proprio quando persino il Segretario Generale dell'ONU Ban Ki-moon in Italia riaffermava il supporto delle Nazioni Unite alla manifestazione che sarà dedicata al cibo, è stato arrestato uno dei manager più importanti dell'esposizione mondiale milanese, Angelo Paris – direttore della divisione Construction and Dismantling (Costruzione e smantellamento) e con lui anche due protagonisti della stagione di Tangentopoli, Primo Greganti e Gianstefano Frigerio. Secondo i magistrati milanesi, gli arrestati avrebbero – con l'assistenza dell'ex senatore del Pdl Luigi Grillo – creato un "patto" fra imprese, cooperative e altri schieramenti politici, da destra a sinistra compresa la Lega (che ricordiamo detiene la presidenza della Regione Lombardia), per condizionare e assegnare appalti in cambio di tangenti. 

 

A lungo negato, perfino occultato, il marcio Milan-lombardo emerge nuovamente, evidenziando la presenza di un nuovo/vecchio che sembra non finire mai. Fermo restando che anche in questa occasione occorre cautela e prudenza, perché troppe volte inchieste che apparivano inattaccabili si sono rivelate più che lacunose, e comunque vale per tutti il principio di innocenza fino a quando non si viene dichiarati colpevoli da sentenza definitiva, quello che sconcerta è da una parte la ripetizione di nomi, persone, ruoli; dall'altra il dover prendere atto del persistere (anzi di un ulteriore consolidamento), di un sistema di potere politico-criminale-affaristico che affratella maggioranze reali e sedicenti opposizioni.

Più in generale: a Milano e in Lombardia i licenziamenti solo quest'anno sono aumentati del 45 per cento, la cassa integrazione del 78 per cento. Sta drammaticamente esplodendo la bomba costituita dagli aeroporti milanesi, 2.300 dipendenti hanno già ricevuto la lettera di licenziamento con nessuna prospettiva di assunzione, mentre l'Unione europea ha comminato una multa di 452 milioni di euro per pasticci contabili. Si registra una pesantissima crisi degli aeroporti, a pochi mesi da Expo 2015, con tutte le immaginabili conseguenze; e metà dei lavori sono in alto mare, mentre le indagini della magistratura mettono in luce inquietanti inquinamenti da parte della 'ndrangheta e della criminalità organizzata. 

Quello che emerge (ma in verità era stato denunciato da tempo dai radicali) circa i veleni che inquinano palazzo di giustizia completa il quadro. Ma sopratutto quello che inquieta e sconcerta è la completa assenza di una politica degna di questo nome. Milano e la Lombardia non meritano tutto ciò, non meritano questi politicanti da strapazzo, buoni a nulla capaci di tutto.

La linea della palma si sposta verso nord, si legge in una poesia giovanile di Leonardo Sciascia. Una "linea" che a Milano e in Lombardia, grazie anche all'assenza della politica e alla presenza attiva di certi politici, si è consolidata da tempo. Possibile che a Milano e in Lombardia non ci siano almeno tredici politici in grado di elaborare una politica che sappia,possa, voglia contrastare tutto questo marcio che emerge e tracima? 

Iscriviti alla nostra newsletter / Subscribe to our newsletter