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Draghi e Renzi, quei brillanti illusionisti che ci danno in pasto ai pescecani

Dunque il governatore della “mostruosa” Banca Centrale Europea, Draghi, auspicherebbe la sparizione degli Stati sovrani. A tutto vantaggio di scaltri e accaniti speculatori. Renzi insorge, ma la sua è una posa. E tuttavia gli italiani, che hanno perso il senso critico, non se ne accorgono

Se abbiamo ben capito nel “marasma” dei nostri  giornali e delle nostre TV, il governatore della “mostruosa” Banca Centrale Europea, Draghi, auspicherebbe la sparizione degli Stati sovrani. A tutto vantaggio, s’intende, degli speculatori più scaltri e più accaniti che esistano sulla faccia della Terra. A tutto vantaggio, questo, dei “maestri”, dei “numi” della Finanza i quali ci promettono di giorno in giorno l’Eden, e invece ci schiaffano all’Inferno. C’inchiodano nel bisogno, nella paura, nell’angoscia. Sono implacabili, come lo è, per esempio, l’AMA, l’azienda municipale romana addetta alla raccolta dell’immondizia, la quale AMA, se salti una rata, te ne presenta una maggiorata del doppio; e a questo punto ci chiediamo che ci stanno a fare la Camera dei Deputati, il Senato, e altre “auliche”, “solenni” istituzioni. Già: che ci stanno a fare se il cittadino lo abbandonano a se stesso, se sono complici di quanti vessano il cittadino onesto, leale, che sgobba come un mulo e che dopo una vita dedicata al lavoro, prende come pensione la miseria  di 700 euro al mese…? Settecento euro al mese rappresentano 10 o 12 pasti consumati in locali del centro romano da eletti dal popolo…; pasti innaffiati da vini di marca… Che ci stanno a fare, appunto, gli eletti dal popolo se il popolo lo tradiscono, lo umiliano, lo esasperano ogni giorno?!

Ora Draghi ci dice, sissignori (sempre se abbiamo ben capito), che, per il bene dell’Europa, gli Stati nazionali andrebbero aboliti… Ci suggerisce di porre il nostro destino nelle mani delle banche, nelle mani dei maestri dell’artifizio, della “circonvenzione” di menti fatalmente deboli, di menti (non è colpa loro!) suggestionabili, impressionabili. Genti che andrebbero invece aiutate coi fatti e non più ingannate, non più turlupinate. Ma da vent’anni a questa parte, l’Italia è un turlupinio senza precedenti nella sua Storia. Turlupinata da Prodi, da D’Alema, da Berlusconi. Presa a cazzotti dall’impresentabile, algido Mario Monti… Dio ce ne scampi e liberi…

Il Presidente del Consiglio (non eletto…) Matteo Renzi è insorto giorni fa contro l’ingombrante, rumoroso Draghi. Ha affermato che l’Italia non prenderà lezioni dalla BCE, che l’Italia di fronte a sé ha “un grande futuro”. Bel concetto! Belle parole… Ma vediamo se il Renzi regge alla distanza… Vediamo se il pittoresco toscano vorrà davvero andare fino in fondo… Vediamo se è quello che egli stesso dichiara, il tipo che non teme nessuno; pronto, un bel giorno, a essere “rottamato” anche lui. Rottamato anche lui… Lettrici e lettori, la sua è una posa, nient’altro che una posa… Come quella di miei numerosi, insopportabili colleghi, i quali, con ossessionante regolarità, con incommensurabile falsa modestia, dicevano d’essere “in prestito al giornalismo”… Loro che avevano invece le “carte in regola” per tenere lezioni, e concioni, nelle patrie Università…

Ma ve la immaginate un’Italia, un’Europa consegnate alle banche? Consegnate ai guardiani di rematori di triremi…? Date in regalo ai “pescecani” di antica memoria? E di novella restaurazione? Vorrebbe dire che si annulla, “ipso facto”, il progresso sociale, morale, economico avvenuto in Italia fra gli anni Trenta e gi anni Settanta. Vorrebbe dire svendere noi stessi. Assassinare noi stessi. Dimenticare le glorie del popolo d’Italia. D’un popolo che, sebbene su barricate opposte, seppe creare, costruire, inventare. Seppe distribuire lavoro e denaro a quanti meritavano lavoro e denaro. D’un popolo che negli anni Cinquanta e Sessanta stupì il mondo intero per la rapidità con cui risorse fiero dalle rovine della Seconda Guerra Mondiale.

Ora gli italiani dovrebbero mettersi nelle mani di Draghi e di Renzi?? Ma questo è uno sconcio: l’uno e l’altro remano a beneficio del proprio mulino. Non ce la raccontano tutta quanta. Sono, a nostro avviso, “brillanti” illusionisti. Sono la nostra dannazione. I nostri cancri. Ma l’Italiano che più non legge, o legge la “grande stampa”, non se n’accorge. Ha smarrito l’antico spirito critico. Più non discerne. Non è più padrone di se stesso. È solo “merce” per i supermercati, per Wind e Vodafone… È solo “materia” da consumismo. Da consumismo sciatto, pretenzioso.

 

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