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Andrew Cuomo alla resa dei conti: niente dibattiti ma uno scandalo che pesa

Martedì 9 settembre i cittadini dello Stato di New York sono chiamati a scegliere il candidato democratico per le elezioni a governatore di novembre. Andrew Cuomo cerca la rielezione e risulta favorito, ma la sua strategia e le accuse di corruzione gli sono già costate l'appoggio del The New York Times. Quanto peseranno sugli elettori?

Martedì 9 Settembre sarà un giorno importante per il partito democratico statunitense. I cittadini dello stato di New York sono chiamati a scegliere il candidato democratico che sfiderà il repubblicano Rob Astorino nelle elezioni a governatore dello stato di New York in programma a novembre.

Candidati alle primarie sono il governatore in carica Andrew Cuomo, la professoressa Zephyr Teachout e il comico Randy Credico, già presentatosi alle primarie democratiche per il sindaco di New York City lo scorso anno. 

Il risultato sia delle primarie che delle elezioni generali, sembra scontato. Stando a quanto riportano i sondaggi, Cuomo resterà in carica per altri quattro anni. Questi risultati si basano in parte sulla grande notorietà tra gli elettori di cui gode il governatore, ex procuratore distrettuale e figlio del tre volte governatore dello stato di New York, Mario Cuomo, ed in parte sull'appoggio ottenuto dallo stesso partito democratico. Non stupisce il supporto di Hilary Clinton al governatore, che è stato ministro delle politiche abitative e lo sviluppo urbano durante la seconda presidenza Clinton. 

Zephyr Teachout

La sfidante democratica Zephyr Teachout

Tutt'altro che famosa è invece la principale sfidante di Cuomo alle primarie, la professoressa di legge della Fordham University Zephyr Teachout. Secondo un sondaggio condotto dalla NBC 4 New York, The Wall Street Journal e il Marist College, tre elettori su quattro non conoscono abbastanza la candidata da  poter esprimere un'opinione a riguardo.

Dopo il fallito tentativo di estromettere la Teachout dalle primarie contestandole di non aver risieduto nei cinque anni precedenti alle elezioni nello stato di New York, requisito necessario per l'eleggibilità, mantenere la sfidante ignota agli elettori è stata la strategia di Cuomo. E il rifiuto di ogni invito al dibattito, l'attuazione di questa strategia. E gli esperti sembrano dargli ragione: Costas Panagopoulos, direttore del Center for Electoral Politics and Democracy della stessa Fordham University, ha sostenuto infatti la validità di questa tattica ritenendo che un eventuale dibattito potrebbe rafforzare la visibilità della Teachout.

A sostegno di questa impostazione, il governatore, giustificandosi per la mancata presenza ai confronti con gli sfidanti, ha affermato la scorsa settimana di aver partecipato in passato a dibattiti considerabili un disservizio alla democrazia. Questa dichiarazione è stata oggetto di molte critiche, soprattutto da parte della Teachout e del repubblicano Astorino durante un dibattito su WNYC radio, al quale, coerentemente, Cuomo non ha partecipato. Durante questo confronto i due candidati, piuttosto che scontrarsi sulle diversità dei loro programmi elettorali, hanno trovato terreno comune nel criticare e accusare di corruzione il governatore, soprattuto alla luce del recente scandalo che vede coinvolta ed indagata l'amministrazione Cuomo nello scioglimento della commissione anti-corruzione Moreland. Da un'inchiesta durata tre mesi condotta dal New York Times, è emerso che Larry Schwartz, uno stretto collaboratore di Cuomo, è spesso intervenuto per evitare che la Commissione Moreland controllasse l'attività di gruppi legati al governatore. La commissione era stata creata dallo stesso Cuomo a luglio per combattere la corruzione imperante ad Albany. Questo era stato indicato come l'obiettivo numero uno durante la scorsa campagna elettorale di Cuomo, quella del 2010, che lo aveva visto vincitore contro il repubblicano Carl Paladino. “Job n.1 is going to be to clean up Albany” (Il nostro primo compito sarà ripulire Albany) disse.

Il mancato conseguimento di questo target è costato a Cuomo l'endorsement da parte del New York Times, come spiegato in un editoriale pubblicato il 26 agosto. Lo stesso editoriale ha però anche sottolineato i molti risultati ottenuti dall'amministrazione Cuomo, tra i quali: il riconoscimento del diritto al matrimonio alle coppie omosessuali, l'adozione di una delle più severe legislazioni in materia di vendita di armi da fuoco, l'aumento del salario minimo e del tasso di occupazione. 

La corruzione resta comunque un serio problema per lo stato di New York, nel quale il limite alle donazioni per le campagne elettorali resta uno dei più alti del paese. Ad ogni modo The Grey Lady ha parimenti negato il suo appoggio alla Teachout, giudicata inesperta per la guida di uno Stato complesso come quello di New York, anche se l'ha suggerita come perfetta candidata per coloro che vogliano dimostrare il proprio malcontento nei confronti dell'amministrazione Cuomo. La docente, esperta in lotta alla corruzione, ha infatti criticato il governatore non solo per la questione Morelan ma anche per il fallimento della riforma dei finanziamenti elettorali,  per la mancata adozione di leggi che proteggano l'uguaglianza di genere e per i tax breaks in favore delle classi più abbienti. 

Lo scandalo Morelandgate resta comunque il fulcro dello scontro elettorale. L'accusa di corruzione che questo porta con sé ha sicuramente ferito il governatore Cuomo, come ha dichiarato un suo stretto collaboratore al Washington Post; ora resta solo da capire quanto seriamente.

 

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