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I panni sporchi non si lavano in famiglia

Nei recenti contrasti tra il sindaco Bill de Blasio e i responsabili delle forze dell'ordine newyorchesi, la "solidarietá a tutti i costi" implicitamente pretesa dalle forze dell'ordine e dai sostenitori conservatori dell'NYPD non é una forma di lealtá ma un bieco tribalismo che crea problemi anziché risolverli

Una decina di anni fa, George Lakoff, uno studioso di linguistica cognitiva alla University of California Berkeley, analizzando i sistemi di valori tipici della cultura conservatrice e di quella progressista conió i termini "Strict father model" (Modello del padre autoritario) e "Nurturing parent model" (Modello del genitore premuroso)

Secondo Lakoff, la maggior parte di noi, spesso in maniera inconsapevole, associa psicologicamente la societá in cui viviamo ad una famiglia, un'associazione che ci spinge ad adottare un'ideologia di destra o di sinistra in base ai valori comportamentali che, secondo noi, dovrebbero regolare l'interazione sociale all'interno di questa stessa "famiglia allargata".

Il "Modello del padre autoritario" é, secondo Lakoff, uno dei pilastri del sistema di valori morali dei conservatori ed é basato su un rigido e severo paternalismo che esige, tra le altre cose, rispetto e obbedienza e il cui ruolo pedagogico principale é quello di inculcare nella testa dei figli-cittadini, il concetto fondamentale di "disciplina" come valore morale.

Gli universi morali dei conservatori e dei progressisti sono stati analizzati ulteriormente da Jonathan Haidt, studioso di Psicologia Sociale alla New York University che, nel suo libro "The Righteous Mind", ha individuato un ulteriore importante distinzione tra i fattori costitutivi di questi due universi: quella tra lealtá, che sarebbe uno dei elementi fondamentali delle culture di destra, ed equitá che constituirebbe invece uno dei valori piú importanti per i progressisti. Per i conservatori quindi, la lealtá, nel senso di solidarietá di gruppo, é un criterio etico che prevale su ogni altra considerazione morale nel giudicare la vita sociale.

Questi studi mi sono tornati alla mente in questi giorni in seguito ai recenti episodi di cronaca che si sono verificati nella cittá di New York.

La morte di Eric Garner ad opera di un gruppo di agenti di polizia che, a dispetto dell'evidenza disponibile, ha, ancora una volta, evitato l'incriminazione, ha comprensibilmente provocato intense manifestazioni di protesta per i metodi utilizzati dalle forze dell'ordine nei confronti di persone afro-americane.

Nel commentare l'accaduto, il sindaco di New York, l'italoamericano Bill de Blasio, ha mantenuto una posizione di notevole equilibrio, ribadendo il suo sostegno al dipartimento di polizia (del quale é responsabile…) ma rivelando anche che, in quanto padre di due figli di colore, é ben consapevole dei problemi che spesso sorgono dall'interazione tra le forze dell'ordine e i membri di specifiche minoranze etniche.

Le dichiarazioni del sindaco hanno suscitato le rabbiose reazioni del sindacato di polizia al quale si é puntualmente unito, all'unanimitá, il commentariato conservatore . Secondo questi critici, le osservazioni di de Blasio sarebbero state fuori luogo perché, nelle parole di Patrick Lynch, il responsabile del sindacato di polizia, "sono le forze dell'ordine che proteggono la cittadinanza talvolta a costo della loro vita".

Nessuno mette in dubbio che il dipartimento di polizia di New York, il piú grande d'America e con una massiccia presenza di italoamericani, faccia un lavoro superlativo ma questo che cosa significa? Che i membri dell'NYPD debbano essere considerati al di sopra della legge? La morte di Eric Garner per mano dell'agente Daniel Pantaleo sará stata anche accidentale ma questo significa forse che non merita neanche, non dico una condanna ma almeno un processo?

Stando a questa logica sostenuta dai critici di de Blasio un uomo disarmato muore per mano di un gruppo di agenti di polizia e ció che ci si dovrebbe aspettare sono solo silenzio e totale impunitá.

E poco importa che il sindaco abbia voluto dire la veritá sulla sua esperienza personale in quanto padre di ragazzi di colore. Stando a Lynch, de Blasio avrebbe invece dovuto sostenere le forze dell'ordine in maniera acritica e incondizionata, a prescindere dalla sua esperienza familiare e dall'evidenza dei fatti legati alla morte di Garner che sono sotto gli occhi di tutti.

Non solo. Ma quando uno psicopatico di Baltimora ha ucciso a sangue freddo i due agenti di polizia di pattuglia a Bed-Stuy, Patrick Lynch e i suoi alleati di turno a Fox News e al New York Post, incredibilmente, hanno avuto l'audacia di attribuire una fantomatica responsabilitá a de Blasio per "aver creato un clima di odio nei confronti della polizia". Roba inimmaginabile!

Questi episodi sembrano esempi lampanti che confermano le conclusioni di Lakoff e Haidt, in particolare, quel concetto di lealtá a tutti i costi secondo il quale il sindaco avrebbe dovuto mettersi dalla parte della polizia in ossequio ad una sorta di implicito tribalismo secondo il quale la "tua famiglia" ha sempre ragione per il solo fatto che é la tua famiglia.

Nella solita parata di opinionisti di destra che si sono scagliati contro Bill de Blasio non poteva mancare l'ex sindaco Rudy Giuliani che, dal pulpito di Fox News, ha dichiarato, senza offrire alcuna evidenza, che "tutte le dimostrazioni, anche quelle non violente, fomentano un clima nel quale la conclusione implicita é che i manifestanti sono i 'buoni' e le forze di polizia i 'cattivi'".

Ecco, questa affermazione mi spinge ad ipotizzare un terzo elemento che contraddistingue la mentalitá conservatrice: il disperato bisogno di ridurre la complessitá del reale ad un semplicismo puerile da asilo d'infanzia: i buoni da una parte e i cattivi dall'altra; noi e loro, chiunque "loro" siano.

In ambito sociale, dove é piú difficile applicare il rigore oggettivo del metodo scientifico, l'intelligenza , a mio avviso, non é altro che la capacitá di navigare questa complessitá del reale seguendo, il piú possibile, le complicate trame di cause ed effetti e discernendo, nelle nostre azioni, tra le ragioni dichiarate e quelle convenientemente celate.

La propaganda conservatrice invece continua a fare proseliti perché soddisfa il bisogno di spiegazioni semplici che, magari puntando un dito accusatore contro il "cattivo" o il "nemico" di turno, possano essere imboccate col cucchiaino a tutti coloro che sono incapaci di comprendere che, all'interno della famiglie veramente unite, il padre potrá anche essere autoritario ma sá bene che la disciplina consiste anche e soprattutto nel saper dire ai propri figli quando e perché hanno sbagliato.

 

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