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L’Italia dei meravigliosi stereotipi

Il video Italy the Extraordinary Commonplace presentato al forum economico di Davos dal Ministero per lo Sviluppo Economico e dall’ICE racconta un'Italia capace di smontare gli stereotipi. Ma poi chi l'ha detto che in quei luoghi comuni non ci possa essere qualcosa di positivo?

Qualche tempo fa un conoscente francese mi disse qualcosa che suonava più o meno così: “Qui in Francia le cose vanno male, non c’è lavoro, non si cresce, ci sono pochi soldi in giro; meglio per te se vai in Italia”. Lo guardai con quella faccia che molti di voi presumo stiate facendo adesso, tra lo sbalordito e chi si sente preso in giro. Gli dissi: “Forse non sai come stanno le cose in Italia, di certo non meglio di qui”. Lui altrettanto stupito ribatté: “Beh….almeno avete il sole”. Non dissi altro. Non volevo offenderlo controbattendo. Pensava che ovunque fuori dalla Francia si potesse stare meglio. 

È vero un po’ di sole ce lo abbiamo ma non sempre. A volte ce lo ricordano turisti troppo ottimisti in braghe corte e infradito nelle giornate piovose e grigie primaverili o autunnali. Pensano che in Italia ci sia sempre il sole, che gli italiani siano dei gran latin lovers, che gesticolano sempre, che siano dei grandi mangiatori di pizza e pasta e amino le feste, che esista ancora la dolce vita, che siano maniaci del calcio e quant’altro.

Tutto questo ce lo ricorda un video realizzato dal Ministero per lo Sviluppo Economico e dall’ICE (Istituto per il commercio estero) presentato a Davos al Forum economico mondiale. Il video si chiama Italy the Extraordinary Commonplace. In pochi giorni ha avuto, solo su YouTube, quasi mezzo milione di click. Di cosa parla? Il video, fatto molto bene e ben curato, ad opera della società di comunicazione, tra le più importanti italiane, Leo Burnett, con l’intenzione di rilanciare il Made in Italy, vuole smontare i luoghi comuni più diffusi sull’Italia e gli italiani.

Il video utilizza una narrazione collaudatissima ma non per questo meno coinvolgente. L’inquadratura su un dettaglio fa pensare allo stereotipo poi si allarga e lo smonta sorprendendo lo spettatore. Un esempio? Il primo: l’inquadratura è sulle mani impolverate, sembra farina, appare la scritta: “Pizza makers?” Qualche secondo e si scopre che le mani polverose sono quelle di un ingegnere che sta progettando un ponte lavorando con dedizione su un modellino. Subito dopo una scritta conferma il nuovo punto di vista rivoluzionato: “Italy is a world leader in the creation of major infrastructures. 1000 costruction sites in 90 countries”. Si va avanti così demolendo colpo su colpo stereotipi  diffusi e riconosciuti. Infine le immagini di un teso e attento spettatore, sembra un tifoso di calcio. Invece no, sta assistendo ad un’opera, l’Aida, nel meraviglioso scenario dell’Arena di Verona. La scritta finale a chiudere: ”Italy is the country with the greatest number of Unesco world heritage sites”.  

Chapeau…ci viene da dire. Il risultato è ottenuto, l’effetto è uno scatto di orgoglio che fa dire: “È vero noi siamo anche questi”. Molti commentatori, tra i quali Beppe Severgnini, hanno lodato l’iniziativa e, chi più chi meno, hanno riportato ben presto lo sguardo alla realtà, non così rosea. Mafia Capitale, corruzione e ruberie varie per Expo e Mose, comuni commissariati per infiltrazioni mafiose, consiglieri regionali che si fanno rimborsare “gratta e vinci”, Iphone, multe, libri e qualcuno anche sex toys, non possono essere dimenticati.    

Ma questa volte ci viene proprio da dire: “Dimentichiamo il resto per un attimo”. Il nostro fardello di cattive notizie quotidiane ha bisogno di una pausa, di un’autocelebrazione per tirare il fiato, per far vedere che c’è ancora qualcosa di buono, se guardiamo dietro, nel retroscena delle notizie non dette. Domani ci rimmergeremo nella melma.

Chi vorrà investire in Italia non sarà certo persuaso da questo video, lo farà sulla base di analisi ed argomentazioni più attente e minuziose. Tuttavia, il successo del video dimostra un desiderio inconscio di riscatto nel mondo, come mostrano i tanti commenti positivi dei lettori. Gli entusiasti speranzosi, li definirei, che scrivono:  “Una boccata di ossigeno per i residenti all'estero che non fanno pizze”, “Video straordinario che mi fa riaffermare: ‘Orgoglioso di essere italiano!’",  Da fresca espatriata in Germania, posso dirvi che di luoghi comuni (buoni e cattivi) su di noi ce ne sono moltissimi e incuriosiscono, ma quando le persone ci conoscono restano sempre piacevolmente sorpresi dalla nostra competenza, dall'affidabilità e dalla nostra creatività professionale. A quel punto si scordano i pregiudizi. Forse valiamo più all'estero che in casa nostra”. 

Poi ci sono anche gli arrabbiati disillusi: “Bella l'idea, peccato che ci sarebbero (e tutto il mondo in realtà lo sa) altre cose da sistemare”, “Belpaese!! Peccato che sia pieno di italiani!”, “Da questo video dovremmo capire quanto potremmo essere grandi senza le palle ai piedi chiamati politici, corrotti e furbetti”. 

Infine i complottisti: “Pura propaganda”, “Bellissimo…per carità…ma avete idea di quanto sia costata a tutti noi questa 'messainscena'? E chi sia stato a realizzarla? E perché?”, “Video bello… ma nessuno ha notato quanto è stato subdolo e vergognoso?”. È normale, ognuno dice la sua e ci dividiamo. 

Ma c’è un’altra riflessione che si aggiunge. C’è poi così da vergognarsi se ci vedono come latin lovers? Come amanti della cucina, mangiatori di pasta e pizza? Tifosi accaniti di calcio? Persone che gesticolano? La lingua italiana è la più seducente al mondo, come ho già scritto, anche perché richiama questo stereotipo. E se abbiamo una buona cucina che ha prodotto la pizza, piatto più consumato al mondo, non è un altro vanto? Quale popolo non vorrebbe affibbiata l’etichetta di latin lovers? Cosa c’è di male se, come dice il video, siamo dei party addicts? Ci piace divertirci e stare con gli altri, convivialità e socievolezza. Perché no?

Gli stereotipi devono essere combattuti mostrando altre facce della medaglia, ma possono essere estirpati mostrandoli, almeno per alcuni di loro, come qualcosa di positivo, che c’è del buono anche in quelli. 

Concludiamo con una “perla” di un lettore, e chissà se ha ragione: “Da spagnolo che vive in Italia devo dire che l'Italia è un paese meraviglioso, che sa fare schifo, ma in maniera meravigliosa”.

 

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