Cerca

Primo PianoPrimo Piano

Il MUOS è illegittimo: una vittoria (parziale) dei movimenti. E ora?

Un attivista del movimento No MUOS mette simbolici sigilli al cantiere della Marina USA

Un attivista del movimento No MUOS mette simbolici sigilli al cantiere della Marina USA

Il TAR Sicilia dichiara abusivo e potenzialmente pericoloso per la salute l’impianto della Marina USA Mobile User Objective System: una sentenza che tuttavia non annulla le autorizzazioni. Ora due ipotesi: un nuovo iter autorizzativo o il ricorso. Ne parliamo con l'avvocato dei comitati No MUOS

 

Vizi di legittimità per “difetti di istruttoria” e mancanza di studi “sulla tutela della salute dalle esposizioni elettromagnetiche e in materia ambientale”. È toccato ai giudici del Tribunale Amministrativo Regionale (TAR) Sicilia scrivere nero su bianco quello che il Governo italiano e il Governo siciliano non hanno mai voluto riconoscere: il MUOS (Mobile User Objective System), il sistema di comunicazione satellitare che la Marina USA ha costruito a Niscemi nella base navale NRFT (Naval Radio Transmitter Facility), in provincia di Caltanissetta, “è abusivo” e “potrebbe essere pericoloso per la salute”.

Giudizi scolpiti nella sentenza, depositata venerdì scorso, con la quale i magistrati hanno accolto i ricorsi dei Comitati No MUOS e delle associazioni ambientaliste che da sempre contestano la regolarità dell’iter autorizzativo e denunciano i profili di rischio sanitario e ambientale.

Il TAR ha censurato, pesantemente, l’operato del governo di Rosario Crocetta che in una prima fase, sollecitato dalle massicce proteste popolari, aveva annullato le autorizzazioni. Salvo poi rimangiarsi tutto con la cosiddetta “revoca delle revoche” emessa nel Luglio del 2013, con cui l’esecutivo siciliano, con una incredibile marcia indietro, ha annullato lo stop ai lavori sulla base di uno studio confezionato ad hoc dall’Istituto Superiore della Sanità (ISS). Studio che faceva acqua da tutte le parti.

Per i giudici amministrativi, innanzitutto, l’operato della Regione siciliana è “illogico” , poiché la prima revoca era fondata su “vizi autorizzativi originari”, relativi a nulla osta ambientali, che non erano mai stati sanati. La revoca dunque, era motivata e non si poteva annullare.

Ma l’aspetto della sentenza che sta suscitando più clamore è senza dubbio quello legato ai rischi per la salute. I giudici scrivono a chiare lettere che lo studio commissionato dal Governo nazionale all’ISS (che è un organo governativo) per rassicurare (o raggirare?) la popolazione, e preso per buono dall’esecutivo siciliano, presenta non poche lacune.

Un impianto MUOS alle Hawaii

Un impianto MUOS alle Hawaii

Nella sentenza, infatti, si legge che “lo studio dell’Istituto superiore di sanità costituisce un documento non condiviso da tutti i professionisti che hanno composto il gruppo di lavoro” e, fatto ancor più significativo, “risulta non condiviso proprio dai componenti designati dalla Regione siciliana, Mario Palermo e Massimo Zucchetti”. I due esperti, con una loro autonoma relazione allegata allo studio ISS, avevano evidenziato la mancanza di valutazioni specifiche e sottolineato come “non era stata accertata neppure la reale dimensione del rischio alla salute”. Ma pur essendo stati nominati dal Governo Crocetta, le loro tesi sono state del tutto ignorate dallo stesso. Non c’è peggiore sordo di chi non vuole sentire.

Una tesi, quella della superficialità dello studio ISS confermata dal professor Marcello D’Amore, perito nominato dal TAR “con lo specifico compito – spiegano i magistrati – di integrare la precedente verificazione, estendendola allo studio dell’Istituto Superiore di Sanità e alle osservazioni critiche dei due esperti Mario Palermo e Massimo Zucchetti”.

Secondo l’esperto “le osservazioni critiche dei due esperti sono condivisibili e comunque l’ISS si è basato su procedure di calcolo semplificate che non forniscono accettabili indicazioni nell’ottica del caso peggiore”. Insomma, non solo si è sottovalutata tutta l’evidenza scientifica sui rischi dell’elettromagnetismo per la salute umana, ma si è del tutto ignorato anche il principio di precauzione che impone cautela in assenza di una sicura valutazione del rischio.

Il perito del TAR, inoltre, chiama in causa anche altri enti governativi. In particolare l’l'Istituto Superiore per la Protezione e la Ricerca Ambientale (ISPRA) e l’Ente nazionale per l’aviazione civile (ENAV): “I possibili effetti causati dall’interazione di aeromobili con il fascio del MUOS sono trattati rispettivamente dall’ISS, dall’ISPRA e dall’ENAV in maniera non esaustiva e come tale suscettibile di ulteriori doverosi approfondimenti”.

In sintesi, non si sono valutati in maniera appropriata i rischi per la salute, ma nemmeno quelli per la navigazione aerea (il riferimento è all’aeroporto di Comiso, nel ragusano).

Conclusioni che hanno fatto esultare il popolo No MUOS, gli scienziati e i legali che hanno sostenuto questa battaglia. Ma, pur parlando di una “sentenza storica che finalmente dà atto di torti subiti”, nessuno si illude più di tanto.

Innanzitutto perché i lavori del Muos sono già ultimati anche se l’impianto non è ancora entrato in funzione (si attende il lancio dei satelliti del sistema).

Ma, soprattutto, perché il TAR non ha il potere di revocare la decisione politica di ospitare tale impianto. Il Tribunale Amministrativo ha solo sancito l’irregolarità dell’iter autorizzativo. Che potrebbe essere ripetuto ex novo.

Lo spiega a La VOCE di New York, Nello Papandrea, uno dei legali dei Comitati No MUOS: “Contrariamente a quanto erroneamente uscito su alcune agenzie di stampa occorre precisare che il TAR Palermo, con la Sentenza n. 461/2015 non ha affatto annullato le autorizzazioni rilasciate per la realizzazione del MUOS per motivi legati alla tutela della salute della popolazione, né è vero che ciò sia avvenuto in accoglimento del ricorso del Comune di Niscemi. In realtà il TAR ha basato la propria decisione sull’accoglimento dei ricorsi presentati da Legambiente (documento scritto in collaborazione con i legali del Coordinamento Regionale dei Comitati No MUOS) e dal Movimento No MUOS Sicilia avverso il provvedimento della Regione Siciliana del 24 luglio 2013, c.d. 'revoca delle revoche'”.

Il TAR ha accolto i motivi di ricorso che evidenziavano come la Regione Siciliana aveva fondato i suoi provvedimenti di “revoca”, non già su sopravvenute valutazioni di interesse pubblico (che tecnicamente giustificano il provvedimento di revoca) bensì su vizi delle autorizzazioni originarie (emesse in data 1 e 11 giugno 2011) perché carenti di validi studi sui rischi per la popolazione e l’ambiente e di studi riguardo i rischi per il traffico aereo (assolutamente non preso in considerazione in fase di autorizzazione).

Nello Papandrea, uno dei legali dei Comitati No MUOS

Nello Papandrea, uno dei legali dei Comitati No MUOS

“Il TAR rileva – sottolinea Papandrea – che i lavori sono iniziati e proseguiti in assenza di valido titolo autorizzativo dovendosi qualificare, quindi, come abusivi”.

Assenza di “valido titolo autorizzativo” che potrebbe portare gli USA, attraverso il Ministero della Difesa italiana (soggetto da cui è arrivato il via libera originario) a ricominciare da capo l’iter. “L’unica vera difficoltà dinnanzi a questa ipotesi è che il sito dove ricade il MUOS, la Sughereta di Niscemi, è un sito di interesse comunitario, una riserva naturalistica, che è stato dichiarata a totale inedificabilità”.

C’è poi l’ipotesi del ricorso. Quella del TAR è, infatti, una sentenza di primo grado. Per l’appello c’è il Consiglio di Giustizia Amministrativa (CGA): “Non credo che sarà la Regione ad appellarsi – dice il legale No MUOS – probabilmente lo farà il Ministero della Difesa anche se la sentenza è davvero difficilmente smontabile”.

Contattato dal nostro giornale, il Ministero della Difesa per ora ha escluso questa ipotesi: “Al momento non stiamo parlando di ricorso”. Ma, in ogni caso, non ne parlerebbero con noi.

In tutta questa storia, ancora una volta, a fare una pessima figura è la politica italiana (e siciliana) che ha sottovalutato la portata di una protesta che in Sicilia non si vedeva da tempo e che si nutriva di pareri di illustri scienziati e legali agguerriti.

Particolare che non sfuggiva neanche agli osservatori più neutrali. Memorabile, in questo senso il commento del presidente onorario della Corte dei Conti, Antonino Sancetta che nel corso di un convegno, ha sottolineato “che una protesta simile non si vedeva dai tempi dei Vespri” e che “la politica fa male ad ignorare la portata di questo fenomeno”.

Parole al vento per un Governo italiano convinto di potere piegare sempre la Sicilia e di potere commettere qualsiasi abuso sugli iter amministrativi e sulla legislazione ambientale. Una arroganza che si è tradotta in una immensa magra figura nei confronti degli USA.

Parole al vento per un Governo siciliano asservito ai diktat romani che ha confezionato l’ennesimo pasticcio burocratico.

Parole al vento per quei politici siciliani eletti al Parlamento nazionale che, tranne rare eccezioni (Movimento 5 Stelle, Sinistra Ecologia e Libertà e qualche rara intelligenza libera del PD) hanno ancora una volta ignorato la voce del territorio che li ha eletti.

Intanto gli attivisti No MUOS hanno posto dei sigilli simbolici al cantiere. Comunque vada, dopo una valanga di arresti e di denunce che hanno svelato una vera e propria offensiva nei loro confronti, la sentenza del TAR è una loro vittoria.

 

Iscriviti alla nostra newsletter / Subscribe to our newsletter