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Il troppo facile sacco olandese di Roma

Nella capitale i tifosi olandesi al seguito della squadra del Feyenoord, spaventano i cittadini e arrivano a danneggiare anche la fontana del Bernini di Piazza di Spagna. Se questo è il risultato del coordinamento delle forze dell'ordine da parte di chi dovrebbe proteggere anche dal terrorismo...

Ho avuto modo di scrivere in altre occasioni, su La Voce, di come la capitale d’Italia venga quotidianamente maltrattata da governo e amministratori capitolini. Ma quello che è accaduto ieri nel circuito dell’eleganza e della bellezza collocato a piazza di Spagna e dintorni, nella quasi totale incapacità delle forze dell’ordine a garantire sicurezza alle persone e al patrimonio culturale, supera il limite della sopportabilità. 

I fatti prima, poi alcune considerazioni.

Alle 19 di ieri è in programma allo stadio Olimpico, Roma-Feyenoord. Da settimane anche i sampietrini romani sanno che dall’Olanda sono annunciati al seguito 6 mila tifosi organizzati. Non si tratta di una buona notizia: i tifosi della squadra che prende il nome dall’omonimo quartiere di Rotterdam, hanno fama di trucidi hooligan, provocatori e picchiatori. Non è casuale che nella subcultura rave, Rotterdam vibri in opposizione all’house-acid-mellow di Amsterdam e che proprio dall’estetica dei seguaci del Feyenoord si sviluppi il cosiddetto gabber, termine che sotto la scorza del significato letterale olandese-yiddish “amico” mette comportamenti tutt’altro che amichevoli verso l’avversario vero  o presunto. 

Mercoledì Roma subisce la prima ondata. A Campo de’ Fiori, un migliaio di mascalzoni inciuchiti da birra vino e superalcolici, terrorizzano passanti e turisti, costringendo i commercianti a tirar giù le serrande e proteggere le vetrine. Terrore e fumogeni, vetri rotti ovunque, gente asserragliata dove può temendo il peggio. Sul Corriere della Sera di ieri mattina, nell’edizione delle 07 00 della cronaca cittadina, esce la testimonianza di un panificatore della piazza del centro storico: “Il quartiere è ostaggio dei tifosi olandesi ubriachi. La fontana era piena di bottiglie. Sono indignato”.

La Questura minimizza e tranquillizza, vantando, tra l’altro, la collaborazione della polizia olandese, venuta in trasferta per dare una mano ai colleghi romani. Con quello che si legge sui giornali un cittadino comune cosa pensa? Che tra vigili e polizia, in una capitale sotto scorta permanente dei militari per via del timore di attacchi del terrorismo islamico, la giornata sarebbe filata liscia. 

E difatti, ne offro testimonianza oculare visto che ero presente sul luogo, intorno a mezzogiorno, in piazza di Spagna iniziano a farla da padrone bombe carta e minacciosi cori in stile nazista, mentre i vandali calati dalla civilissima Olanda se la vedono con i nostri pochi poliziotti in servizio, timorosi (si guardino le immagini su Google) di essere sopraffatti. Le ferite inferte da questi mascalzoni alla barcaccia di Bernini, alcune purtroppo definite “permanenti” dai tecnici, sono dolorosissime per chiunque abbia un senso minimo della cultura, della storia, dell’armonia dei nostri centri storici. Gli operatori igienici comunali impiegheranno tre ore per pulire il monumento, e rilasceranno ai giornalisti che li intervistano dichiarazioni scandalizzate su quello che si trovano a dover rimuovere dalla fontana e dalla piazza. 

L’Olanda è sotto choc. E’ dai giorni della vergogna di Srebrenica, quando i suoi caschi blu tradirono il mandato Onu lasciando assassinare nell’indifferenza troppi innocenti bosniaci, che non si ritrovava ad arrossire così di fronte all’intera Europa. Il presidente della stampa estera in Italia, l’olandese Maarten Van Aalderen, che ha appena mandato in stampa il libro “Il bello dell’Italia”, si fa interprete di questo stato d’animo e chiede scusa a Roma. Lo stesso ancora non fa il club di Rotterdam

Piazza di Spagna è regolarmente ostaggio di zingari, centurioni, taccheggiatori, venditori illegali. In occasione delle competizioni calcistiche, a questa fauna umana stanziale, si aggiungono pericolose bande criminali (formate da ragazzi bene oltre che da sbandati e marginali si faccia attenzione) il cui unico scopo nel calare sulla scalinata di Trinità dei Monti sembra essere quello di esibirsi a base di alcol, droghe e violenza. Responsabili i loro paesi di farli partire, responsabili noi di farli entrare e comunque di non trattarli come meriterebbero.

Il governo chiama i romani, minacciati a ripetizione dal terrorismo islamista, alla calma tranquilla di chi sa di essere protetto da forze dell’ordine vigili e addestrate. Noi, signor governo, siamo molto preoccupati. Ma se non riusciamo neppure a rinchiudere in un corral una mandria di bufali inferociti chiamati tifosi!

 

 

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