Cerca

Primo PianoPrimo Piano

Insegnanti italiani all’estero. Il MAIE a Gentiloni: modificare la normativa

di La VOCE NY

Circa 5 milioni di euro in meno per gli insegnanti italiani all'estero ​nei prossimi anni sono previsi nella manovra per il 2015, denuncia Ricardo Merlo, presidente MAIE. Sembra che le scuole italiane all'estero non siano una priorità, commenta il deputato eletto in Sud America

“Modificare immediatamente la normativa che disciplina il settore degli insegnanti italiani all'estero”. È quanto sostiene Ricardo Merlo, presidente e deputato del MAIE (Movimento Associativo Italiani all'Estero), in una interrogazione al Ministro degli Esteri Paolo Gentiloni.

“Dai provvedimenti sin d'ora assunti dal Governo – scrive, critico, Merlo nella premessa – sembrerebbe che le scuole d'italiano all'estero non sono una priorità, preferendo ridurre il numero degli insegnanti, per ridurre le spese; il ridimensionamento del personale era già stato previsto dalla spending review; per gli insegnanti italiani nel mondo sono previsti circa 5 milioni di euro in meno per i prossimi anni, che dovrebbero significare una riduzione della busta paga del 10 per cento per tutti; tagli sono contenuti nella manovra per il 2015 e sono previsti non nel capitolo dedicato al Ministero dell'istruzione, dell'università e della ricerca ma a quello degli affari esteri e della cooperazione internazionale, da cui dipendono questi docenti”.

“In particolare  continua Merlo – si parla di una contrazione di 3,7 milioni nel 2015 e 5,1 milioni per il 2016 e il 2017 sugli stanziamenti per le indennità di servizio. Oltre allo stipendio tradizionale, infatti, gli insegnanti all'estero percepiscono un assegno "extra", che varia a seconda delle sedi di lavoro e che sino ad oggi non veniva sottoposto a tassazione, se non per una minima parte considerata reddito. Su questo trattamento ha deciso di intervenire il Governo, quadruplicando l'imponibile; il provvedimento riguarda tutto il personale all'estero: già decurtato di 57 milioni tra il 2011 e il 2014; il fondo per le indennità di servizio passa da 212 a 170 milioni di euro l'anno, con un taglio pari circa al 20 per cento. Il risultato è stato quello di ridurre l'indebitamento netto di circa 31 milioni di euro, ma a spese dei lavoratori”.

“La spending review – ricorda il deputato eletto in Sud America – aveva già deciso un taglio di quasi il 50 per cento del contingente, passando dai circa mille insegnanti del 2010 a 624. Il ridimensionamento doveva essere attuato entro il 2017, ma ci si è arrivati con due anni d'anticipo sulla tabella di marcia, decidendo di non rinnovare tutti i mandati in scadenza; dall'Algeria al Venezuela, da New York negli Stati Uniti a Brazzaville nella Repubblica Democratica del Congo, le scuole d'italiano all'estero sono 51, di cui otto istituti onnicomprensivi statali, e 43 istituti paritari, a cui si aggiungono 79 sezioni italiane presso scuole straniere. In totale ospitano circa 31.000 alunni, di cui il 90 per cento stranieri, proprio per quella che è la loro funzione di promuovere la lingua e la cultura italiana nel mondo”.

“I docenti però devono superare delle prove di lingua, e poi inserirsi in graduatorie a punteggio divise per classi di concorso e aree linguistiche. Sono queste liste – spiega Merlo – a determinare la sede d'assegnazione, ciascuna delle quali prevede un coefficiente (sulla base di vari criteri come la distanza da casa, la pericolosità della regione, il costo e la qualità della vita, e altro) per calcolare l'importo dell'indennità di servizio”.

Visto che “dal 1° luglio 2015 quest'assegno avrà un regime fiscale decisamente più sfavorevole”, Merlo chiede a Gentiloni “se ritenga necessaria una revisione delle riduzioni di spesa esposte in premessa, che hanno come unico scopo quello di colpire i docenti, continuando a portare una serie di tagli lineari che non risolvono i problemi e riducono il servizio necessario per un prestazione minima” e “se non ritenga di assumere iniziative per una modifica immediata della normativa che disciplina il settore degli insegnanti italiani all'estero”. 

(Aise)

 

Iscriviti alla nostra newsletter / Subscribe to our newsletter