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Contro i criminali dell’ISIS ci vuole l’austizia, anche di Putin

di Elisabetta De Dominis

“La comunità internazionale non resti muta e inerte sulla strage dei cristiani” ha invocato papa Francesco.  Purtroppo in Italia non abbiamo condottieri con le palle ma solo capaci di raccontarle. Come si distrugge allora l'ISIS?  Con l'aiuto di Russia e Iran. Abbiamo la tecnologia e i servizi segreti: usiamoli

Quando tutto manca, c’è la Russia. Tsipras è volato a Mosca per rammentare a Putin le radici spirituali comuni, in occasione dell’imminente Pasqua ortodossa, al fine di dare un nuovo inizio ai rapporti tra i due Paesi. E perché non usare la religione per monetizzare, piuttosto che per sterminare? Tanto il fine della guerra è sempre il benessere materiale, non spirituale. Le rivoluzioni le fanno i poveri, non i ricchi; certo opportunamente strumentalizzati e indirizzati da quest’ultimi che non sono capaci di dividere quanto hanno con il prossimo.  Platone scrisse che il più ricco non può guadagnare oltre cinque volte il più povero. Se appunto vuole sopravvivere in pace. Ma l’avidità non ha limiti. Come quella degli emiri arabi che hanno lasciato nell’indigenza e nell’ignoranza le masse, dando vita a fenomeni di delinquenza come l’Isis. Solo che hanno fatto i conti senza il loro dio il quale, stanco di essere invocato a sproposito, ha punito il suo popolo inviando una siccità biblica, anzi coranica. E ora per un sorso d’acqua e un pezzo di pane si uccidono tra di loro. Certo, prima i cristiani e poi i musulmani. La religione è sempre solo il pretesto per infuocare le masse, seppoi è diversa, apriti cielo: qualche dio cadrà. 

 “La comunità internazionale non resti muta e inerte sulla strage dei cristiani” ha invocato pap a Francesco.  E il ministro degli Esteri Gentiloni, lancia in resta, è pronto alla crociata; tanto lui resta a casa. Un momento: siamo nel 2015 e non nel 1571. Papa Francesco non è Pio V e soprattutto non abbiamo condottieri con le palle ma solo capaci di raccontarle. Ve li vedete voi Renzi e Berlusconi, Fassino e Brunetta, D’Alema con le sue bottiglie e Grillo con la sua allegria salpare alla volta di Lepanto? Certo potremmo risolvere il problema dell’erogazione delle pensioni e dei vitalizi, considerato che non tornerebbero sani e salvi, ma non salveremmo nemmeno la cristianità. Cioè la nostra cultura, noi stessi. Tuttavia, anche se il re di Giordania dice che i musulmani stessi devono sconfiggere i rinnegati dell’Isis, è meglio non stare a guardare. E allora che fare? Usare il medesimo subdolo sistema d’attacco: agire d’astuzia, sorprenderli, accerchiarli. Abbiamo la tecnologia, le armi e i servizi segreti: usiamoli. 

Parlare con l’Iran di quanto uranio gli lasciamo produrre va bene, ma non è risolutivo. Considerato pure che intanto si ammazzano tra sciti e sunniti, cioè tra iraniani e iracheni, arabi ed egiziani. Come è sempre stato nei secoli. Ma la loro storia qualcuno l’ha letta? Viene il voltastomaco: si sono sempre sterminati tra loro, ben prima di Maometto, invocando qualche dio. Poi lasciavano appese teste, mani, gambe lungo le strade delle città conquistate, per attestare la loro forza e il loro potere. Niente di nuovo sotto il sole, purtroppo. Eppure erano migliori di quelli d’adesso, perché avevano rispetto degli dei altrui. Preferivano collezionarne uno in più, per non crearsi nemico un dio invincibile. E non distruggevano le opere del nemico sconfitto ma se le portavano a casa. Come fece Shutruk-Nakhunte che, dopo aver saccheggiato Babilonia (Iraq), si portò a Susa (Iran) come trofei di guerra i principali capolavori babilonesi, tra cui il codice di Hammurabi. E poi, leggendolo, avrà pure imparato qualcosa. Ma ora ci troviamo attaccati da delinquenti comuni, che per puro piacere uccidono in nome di Maometto. Dei rinnegati appunto, che vanno eliminati dalla faccia della terra prima possibile, prima che colpiscano di nuovo. E’ quello che intende il papa, perché non c’è redenzione nel loro futuro. 

Pertanto non è il momento di considerare nemico Putin, il quale almeno non ne fa una questione di religione. Se vuole riannettersi qualche paese dell’Est, faccia pure: tanto di risparmiato per l’Europa. Inutile che la Merkel guardando Putin veda rosso: lei non è un toro e lui non è un comunista. Forse il contrario. Perché l’unico imbarco che possiamo portare a termine con successo è quello commerciale ma, se blocchiamo anche quello, prima o poi la Merkel potrebbe trovarsi qualche imprenditore sotto le finestre pronto a spararle. E non sarà un delinquente comune, ma un disperato che non ne può più dei diktat tedeschi. Speriamo che Putin voglia comprarsi qualche isolotto greco e gli piaccia il formaggio feta, dunque.

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