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Le mani dei bambini nei campi di tabacco americani: lavoro minorile, sfruttamento, malattie

Foto: Human Rights Watch

Foto: Human Rights Watch

Negli USA, quarto produttore mondiale di tabacco, un'industria multimilionaria è alimentata dal lavoro di ragazzini spinti dalla necessità. Human Rights Watch pubblica dati preoccupanti, manca una legislazione e i piccoli progressi vengono dalle multinazionali, mentre Stati e Governo non seguono

Per molti ragazzi, l'estate è sinonimo di tempo libero, relax, o vacanze in famiglia. Per quelli meno fortunati, l'estate coincide con il lavoro: sono tanti infatti i giovani che svolgono un lavoro part-time per contribuire alle spese familiari.  

Negli Stati Uniti, per alcuni ragazzi il lavoro part time non è un optional ed è anche malsano. Specialmente per quelli che vengono assunti nelle piantagioni di tabacco. Recenti misure, incentrate sull'eliminazione del lavoro minorile all'interno dell'industria del tabacco, hanno raggiunto qualche risultato, ma per molti attivisti la battaglia non è ancora finita.

Gioventù avvelenata

L'organizzazione Human Rights Watch (HRW) ha pubblicato, nel 2014, uno studio sulle condizioni di lavoro dei bambini nei quattro maggiori stati produttori degli Stati Uniti: Carolina del Nord, Kentucky, Tennessee e Virginia che, insieme, producono il 90 per cento della produzione domestica di tabacco. Nel 2012, il ricavato della produzione totale di foglie di tabacco nel paese ha sfiorato l'1.5 miliardi di dollari.

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Un ragazzo a lavoro nelle piantagioni di tabacco americane. Foto: Human Rights Watch

Secondo questo studio, la maggior parte dei bambini, alcuni perfino di 12 anni, proviene da famiglie di migranti ispanici, e lavorano nelle coltivazioni di tabacco per contribuire alle spese di affitto, bollette, cibo e per comprare il necessario per andare a scuola.

Margareth Wurth, co-autrice dello studio e ricercatrice per i diritti dei bambini alla HRW, spiega che molti bambini scelgono di fare questo lavoro perché non vi sono alternative nelle comunità dove vivono. “Fondamentale – dice Wurth – è che la legge federale degli Stati Uniti e l'industria del tabacco facciano passi avanti per eliminare lo sfruttamento e stabilire delle alternative appropriate per questi ragazzi. Così, le famiglie non sono costrette a fare avvelenare i figli di 12 anni con la nicotina nei campi di lavoro”.

Tra i 141 ragazzi intervistati dalla HRW, due terzi hanno raccontato di aver sofferto gli effetti dell'avvelenamento da nicotina, la cosiddetta Green Tobacco Sickness (GTS), la malattia del tabacco verde. La GTS colpisce quando, durante la raccolta delle foglie di tabacco, la pelle assorbe la nicotina, specialmente se le foglie sono bagnate. I tipici sintomi della GTS sono giramenti di testa, nausea, vomito, e mal di testa. Alcuni bambini hanno raccontato che i datori di lavoro non fornivano corsi di addestramento, né protezioni adeguate. Alcuni lavoravano a piedi nudi; altri indossavano solo calzini per proteggere i piedi dal fango nei campi, secondo l'analisi della HRW.

“La più difficile tra tutte le coltivazioni nelle quali abbiamo lavorato è quella di tabacco. Ti sfinisce, ti toglie energie, ti fa ammalare, ma il giorno dopo devi comunque tornare a lavorare” ha raccontato Dario, di sedici anni, intervistato dall'organizzazione. E la HRW racconta ancora di Fabiana, ragazzina quattordicenne, “Indossavo buste di plastica per proteggere i miei vestiti dall'acqua al mattino. Ci facevamo dei buchi per le braccia […]. Ma poi il sole usciva, e ti sentivi soffocare sotto le buste. Sentivi il bisogno di togliertele”.

Un monopolio da riformare

Secondo lo United States Centers for Disease Control and Prevention (CDC, Centro per il Controllo e la Prevenzione delle Malattie degli Stati Uniti), nel 2012 sono stati prodotti circa 800 milioni di libbre di tabacco (circa 363 milioni di chili). Gli Stati Uniti sono il quarto produttore mondiale di tabacco dopo la Cina, il Brasile e l'India. Ma contrariamente ai suoi competitori, che hanno leggi sull'accesso alle piantagioni per i minorenni, gli Stati Uniti non ne hanno, spiega Alfonso Lopez, rappresentante democratico della Camera Legislativa della Virginia. 

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Una piantagione di tabacco del Godwin, North Carolina. Foto; Gerry Dincher via Flickr

Recentemente, la Virginia ha sfiorato la possibilità di diventare il primo stato statunitense a promulgare una legge sul lavoro minorile nelle piantagioni di tabacco, con l'obiettivo di raggiungere uno standard minimo di età per l'accesso dei minori ai campi. La legge, però, non è stata approvata.

“La mia proposta  di legge, vieta l'assunzione dei minori al di sotto dei 18 anni per lavori a stretto contatto con le piante di tabacco, con l'eccezione per i ragazzi che ottengono il consenso dei genitori per lavorare nelle piantagioni di famiglia”, spiega Lopez.

Le pressioni degli attivisti e studi come quello di HRW hanno lentamente convinto due grandi associazioni di coltivatori di tabacco statunitensi, The Tobacco Growers Association del Nord Carolina  (TGANC) ed il Council for Burley Tobacco in Kentucky, ad adottare nuove misure che vietano appunto l'assunzione di minori di 16 anni, con l'obbligo del consenso dei genitori per i minori di 16-17 anni.

Questa nuova politica ha spinto due delle maggiori compagnie di tabacco degli Stati Uniti – il Gruppo Altria, con base in Virginia, casa madre della Philip Morris USA, ed il gruppo R. J. Reynolds – ad adottare le stesse misure nelle piantagioni dei loro fornitori di tabacco, spiega Wurth.

Nel 2014, il Gruppo Altria si è impegnato a firmare un documento internazionale (pledge of commitment) a difesa dei bambini e per l'eliminazione dello sfruttamento minorile, promosso dalla Eliminate Child Labour in Tobacco Foundation (ECLT, Fondazione per l'Eliminazione del Lavoro Minorile nelle Coltivazioni di Tabacco). Secondo quanto riferisce Jeff Caldwell, portavoce di  Altria, nel 2015 la compagnia ha iniziato ad acquistare tabacco direttamente dai coltivatori, invece che da venditori intermediari, proprio per garantire che i produttori, in quanto interessati a vendere i loro raccolto, promettessero di non assumere minori. “Abbiamo anche un programma ben strutturato per formare i nostri coltivatori di tabacco –  dice il portavoce – Dettiamo loro le procedure standard da seguire per una coltivazione sostenibile, cosicché tutti i coltivatori siano informati su leggi e regolamenti dell'industria del tabacco, per proteggere i minori”.  

Aspettando la legge federale

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Le condizioni di lavoro costringono al continuo contatto con le piante di tabacco. Qui un raccoglitore nel centro-nord della Carolina. Foto: Organizacion International Para las Migraciones (OIM)

Tuttavia, queste nuove misure adottate dalle compagnie di tabacco hanno un effetto solo all'interno della loro catena di fornitori. Questo vuol dire che i coltivatori  di tabacco che non vendono il proprio raccolto a queste compagnie sono esenti dal seguire tali regole, come spiega il delegato Lopez: “La maggior parte di queste compagnie di tabacco ha adottato politiche protezioniste nei confronti dei minori molto più efficaci della stessa legge federale degli Stati Uniti. Ma sono convinto che senza una legislazione federale concreta, dozzine di minori siano ancora a rischio”.

Come spiega Wurth, a 16-17 anni si è ancora piccoli: “Corpo e cervello a quell'età si stanno ancora formando, quindi, per quanto qui alla HRW vediamo di buon occhio questi miglioramenti avviati dall'industria, vogliamo delle azioni concrete per far sì che queste regole vengano applicate a difesa di tutti i ragazzi al di sotto dei 18 anni”.

La settimana scorsa, il Dipartimento del Lavoro degli Stati Uniti ha rilasciato un bollettino  con suggerimenti pratici, elaborato dall'Occupational Safety and Health Administration (OSHA, Amministrazione Occupazionale per la Sicurezza e la Salute americana) in collaborazione con il National Institute for Occupational Safety and Health (NIOSH, Istituto Nazionale Per la Sicurezza e la Salute Occupazionale).

Un portavoce del Dipartimento ha spiegato che il bollettino sottolinea i rischi ai quali sono sottoposti i lavoratori nelle piantagioni di tabacco. I suggerimenti servono ad informare le compagnie di tabacco, i coltivatori ed i lavoratori stessi su come prevenire gli effetti da avvelenamento da nicotina durante la raccolta delle foglie di tabacco, sottolineando l'utilità di adatte attrezzature protettive e training specifico. Come ha spiegato il portavoce del Dipartimento nazionale, la guida raccomanda l'utilizzo di guanti, maglie e pantaloni a maniche lunghe, ed abiti resistenti all'acqua per impedire la penetrazione delle nicotina attraverso la pelle. Il bollettino segnala, inoltre, che i bambini rappresentano la fascia di lavoratori più a rischio e che senza adeguate misure di protezione potrebbero soffrire conseguenze peggiori degli adulti. Tuttavia il documento non contiene riferimenti espliciti al lavoro minorile né propone strategie per affrontare la questione in maniera concreta. 

 


A version in English of this article was published by IPS (Inter Press News Agency)

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