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Il linguaggio perduto degli antenati

di Elisabetta De Dominis
Il Presidente russo Vladimir Putin con Papa Francesco

Il Presidente russo Vladimir Putin con Papa Francesco

Quando Enea lasciò Troia, portò con sé, oltre al vecchio padre Anchise, anche i Penati. Erano i protettori della sopravvivenza della sua famiglia e sarebbero divenuti i protettori del fuoco di Roma, custodito nel tempio di Vesta, cioè dell’esistenza stessa dello Stato romano. Ecco, questi antenati, qualcuno li ha dimenticati. Putin, no

All’America dobbiamo la nostra libertà, la libertà dell’Italia. Ma sono passati 70 anni e ora la minaccia non è l’imperialismo russo ma quello arabo, targato Isis. E se anche lo fosse, meglio finire sotto degli acculturati che dei beduini. Obama avrà le sue ragioni, ma sembra che sia consigliato male in politica internazionale, troppo bellica o poco politica, come spesso è avvenuto ai presidenti americani. L’America è un continente a sé con grandi valori fondanti, ma qualche volta non riesce a mettersi nei panni dell’altro, sia esso l’Occidente o l’Oriente. Non li capisce, perché si misura con il suo metro che, sebbene sia fatto di valori nobilissimi, non sempre può applicarsi da un’altra parte. Perché quell’altra parte ne ha un altro. L’Europa, oggi è dominata da un’accozzaglia di interessi che confliggono e dimenticano i valori della propria civiltà. E se questi valori vanno recuperati per individuare un procedere comune, per di più talvolta non sono conosciuti o capiti dagli Americani, che pure hanno le loro origini culturali in Europa. 

Quando Enea lasciò Troia, portò con sé, oltre al vecchio padre Anchise, anche i Penati. Erano i protettori della sopravvivenza della sua famiglia e sarebbero divenuti i protettori del fuoco di Roma, custodito nel tempio di Vesta, cioè dell’esistenza stessa dello Stato romano. Ecco, qualcuno li ha dimenticati.

E’ questo sentire comune, linguaggio ancestrale, che si è perduto. Putin, con tutte le colpe che ha, ha però il merito di essersi adoperato per migliorare il dialogo tra la Chiesa cattolica e la Chiesa ortodossa. Il presidente russo ha capito quello che né all’America né all’Europa passa nemmeno per l’anticamera del cervello: in questo momento di invasione musulmana dobbiamo riconoscere i valori che abbiamo in comune, perché ce li abbiamo, e lavorare su questi. Infatti è andato dal Papa che in questo momento sembra avere più sale in zucca di tutti gli europeisti, perché i presidenti dell’Europa ancora europei non sono. E il Papa non gli ha detto: “Vade retro, Satana”, perché è Putin che ha cercato il dialogo e questo è un buon segnale.

Ok, la Crimea è stata invasa e l’America è scandalizzata e non vuole ritirare l’embargo sino a che non verranno rispettati gli accordi di Minsk. Ma non mi pare che si sia scandalizzata quando gli albanesi, che avevano invaso il Kosovo serbo stabilendosi e proliferando, hanno annunciato che si chiamavano kosovari ed essendo la maggioranza nella regione avevano diritto ad annetterla. Anzi, l’America ha aiutato i kosovari nella guerra d’invasione e nell’autodeterminazione. L’Albania è musulmana, il Kosovo è musulmano. Viene da chiedersi se l’America non se ne renda conto o si renda conto troppo bene, avendo lobby arabe al suo interno. Come peraltro l’Inghilterra, che sta tanto a parlare d’indipendenza dall’Europa ma se non avesse i soldi della mezza luna potrebbe chiudere la City di Londra.

All’Italia è costato un miliardo di euro l’embargo alla Russia, oltre a fallimenti di aziende e suicidi di imprenditori. Ma i fatti personali non fanno notizia, dobbiamo essere fedeli agli alleati storici. Com’è allora che l’America ha moltiplicato il fatturato con la Russia? Passi che Renzi non conosce la storia, passi che non conosce la geografia, ma almeno i conti li saprà fare, no?

Un italiano, fiorentino per giunta, che non conosce le materie umanistiche non ha Lari. E’ lo spirito degli antenati, il lar era il padre degli etruschi, che fa di un politico uno statista. L’alternativa è fare lo zimbello di qualsiasi sia più forte di lui. Ora l’Italia è lo zimbello degli invasori musulmani. Saranno dei poveretti che scappano dalla guerra e dalla fame, ma fanno parte di un disegno di espansione che il governo non vuole riconoscere perché non sa come affrontare. La pietà è un lusso che si può permettere chi ha risorse per aiutare. Ma non è tollerabile togliere queste risorse al proprio popolo, vessarlo di tasse e di disagi esistenziali, per soccorrere chi non si può matematicamente aiutare. Come hanno capito gli altri Stati europei. Abbiamo le strade, i parchi pieni di gente che dorme all’aperto. Il governo italiano è come un vecchio padre scellerato che, aprendo le sue porte a tutti i lebbrosi, annienterà la sua casa. Nemmeno la Bibbia insegna questo.

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