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Con Renzi, Saro, Silvio, Manfredi & Lucia la grande lirica ritorna in Sicilia…

Nel melodramma, come ci ricorda Lucio Dalla, ogni dramma è un falso. E infatti il vero dramma non è di tutti questi signori che si fanno solo i cavoli loro, ma di 5 milioni di siciliani derubati e gabbati dai governi nazionale e regionale. Accordo Renzi-Berlusconi per un candidato unico anti grillino? 

Riassumiamo. La scorsa settimana il settimanale L’Espresso pubblica un articolo dove si parla delle intercettazioni tra il presidente della Regione, Rosario Crocetta, e il medico personale dello stesso governatore, Matteo Tutino. In questa intercettazione Tutino direbbe a Crocetta che Lucia Borsellino, ex assessore regionale alla Salute del governo regionale, dovrebbe fare la fine del padre, il giudice Paolo Borsellino, ucciso, a quanto pare, perché avrebbe voluto mandare all’aria la trattativa tra Stato e mafia voluta da alcuni politici dell’epoca – si era nel 1992 – che temevano di essere ammazzati dagli uomini di Cosa nostra.

Una notizia – che per mezza giornata viene data per certa – scatena una canea contro un presidente della Regione che definire inadeguato è poco. I quotidiani on line e, soprattutto, i Tg, non danno tregua. Due ore dopo il lancio della notizia Crocetta viene dato per dimissionario. Quattro ore dopo è già pronto il suo ‘funerale’ politico. I più solerti a chiedere la testa del presidente della Regione siciliana sono Renzi e i suoi ‘giannizzeri’ romani e siciliani. Otto ore dopo si parla già dei possibili sostituti di Crocetta. Insomma, i giochi sembrano fatti. 

Dodici ore dopo, o giù di lì, arriva la precisazione della Procura della Repubblica presso il Tribunale di intercettazionePalermo. L’intercettazione di cui tanto si parla non c’è, dice a chiare lettere il procuratore capo, Francesco Lo Voi. L’Espresso replica dicendo che l’intercettazione c’è, si troverebbe in un altro procedimento. Ulteriore precisazione del procuratore Lo Voi: l’intercettazione non c’è. Ma L’Espresso insiste: l’intercettazione c’è. Per la Procura di Palermo, questa volta, parla l’aggiunto, Leonardo Agueci: “L’intercettazione è una bufala”.

Cinque giorni dopo – e siamo arrivati ad oggi – dell’intercettazione non c’è ancora traccia. Si dice che si troverebbe in un’inchiesta partita da Palermo, finita al Tribunale di Caltanissetta e poi arrivata dalle parti di Catania. Si dice di qua, si dice di là. Insomma, fino ad ora, di questa storia, l’unica certezza è il dubbio. Ma da cinque giorni i Tg continuano a martellare su Crocetta. L’intercettazione non c’è, ma nel frattempo la grande stampa si è accorta di quello che i siciliani sanno da oltre due anni: e cioè che l’attuale presidente della Regione e le sue Giunte sono disastrose. Intanto, sempre oggi,  il legale di Crocetta ha chiesto un risarcimento di 10 milioni di euro al settimanale.

Tanti gli elementi che debbono fare riflettere. Da cinque giorni la grande informazione italiana parla della ‘Rivoluzione’ mancata di Crocetta, finita in una farsa. Ma non parla dei ‘rivoluzionari’ che, insieme con il governatore dell’Isola, hanno rapinato la Sicilia. Giornali nazionali e Tg parlano del ‘buco’ di 8 miliardi di euro della Regione, ma non fanno il minimo cenno – chissà perché – al fatto che il governo Renzi, negli ultimi due anni, ha scippato alla Sicilia oltre 10 miliardi di euro, calpestando lo Statuto di una Regione che dovrebbe essere autonoma, ma che invece dipende dai capricci del PD e del suo leader.

rivoluzione crocettiana

Il manifesto della ‘Rivoluzione’ di Crocetta

Nel frattempo c’è stata la commemorazione di Paolo Borsellino. Pochi giorni prima la figlia – la già citata Lucia Borsellino – si è dimessa da ‘sacerdotessa’ della sanità siciliana, pardon, da assessore regionale alla Salute. La famiglia aveva fatto sapere che non avrebbe partecipato a cerimonie ufficiali perché stanca delle antimafie di facciata. Ma Manfredi Borsellino, fratello di Lucia, fa uno strappo e si presenta alla manifestazione officiale. E chi trova ad attenderlo? Il Presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, quello che ha fatto parte – da giudice costituzionale – della Corte Costituzionale che ha ‘cassato’ la legge elettorale Porcellum; e che, da Presidente della Repubblica, ha firmato la legge elettorale Italicum, che è simile, se non peggiore, del Porcellum…

Dal discorso di Manfredi alla commemorazione officiale apprendiamo che sua sorella Lucia, che per quattro anni – dal 2008 al 2012 – è stata ‘valorizzata’ dal governo regionale di Raffaele Lombardo, condannato in primo grado per mafia, e che dal novembre del 2012 fino a qualche settimana fa è stato assessore del governo ‘Rivoluzionario’ di Crocetta, avrebbe portato non abbiamo ancora capito che tipo di croce. La cosa ci ha colpito molto, perché – visto che parliamo di sanità – andrebbe subito individuato e radiato il ‘medico’ che ha ‘prescritto’ a Lucia Borsellino prima di farsi quattro anni con Raffaele Lombardo e poi due anni e 8 mesi con Crocetta. Perché solo una prescrizione medica che travolge l’umana volontà può obbligare una persona sana di mente ad accompagnarsi, anzi a mettere la propria faccia accanto a due personaggi del ‘calibro’ di Lombardo e Crocetta.

Né può valere la scusa che Crocetta sembrava diverso da Lombardo. Perché Lombardo, nell’autunno del 2012, ha contribuito a fare eleggere l’attuale governatore dell’Isola, fornendo addirittura candidati alla Lista Crocetta e sponsorizzando la candidatura di Gianfranco Miccichè. Come ha spiegato bene in un post uno dei fondatori del Movimento 5 Stelle in Sicilia, l’avvocato Francesco Menallo, anche Berlusconi, poco più di tre anni fa, ha partecipato attivamente all’elezione di Crocetta, piazzando in lista il suo pupillo Miccichè con il solo obiettivo di fare perdere il candidato ufficiale del centrodestra, Nello Musumeci (perché ha fatto questo lo potete leggere qui).

Insomma, Lucia Borsellino ha ‘resistito’ due anni e otto mesi con Crocetta portando la croce. Poi non ce l’ha fatta più e ha mollato la poltrona di governo, pardon, la croce (vabbé, tutt’e due). Parola di Manfredi Borsellino che, alla fine del suo accorato discorso – come da libro Cuore – è stato solennemente e calorosamente abbracciato dal Presidente Mattarella (quello dell’Italicum che, in realtà, ha firmato anche la legge sulla ‘Buona scuola’: e vedi che mangi…). Il melodramma è compiuto!

Nel frattempo Crocetta che – maledizione! – avrebbe sempre potuto dimettersi prima della smentita della Procura, non solo non si è dimesso, ma non vuole addirittura dimettersi. “Io – dice con il piglio di un guerriero (non sappiamo se troiano o acheo: fate voi) – sono un combattente”. E i “combattenti”, si sa, cadono in battaglia, come il grande Ettore (in fondo Crocetta è più troiano che acheo). Insomma, Rosario non sloggia da Palazzo d’Orleans, sede del governo siciliano, da dove era scappato via nelle ore del dubbio (dubbio che si condensava nel dilemma: la trovano o non la trovano, ‘sta benedetta intercettazione?). Quando ha avuto la certezza che l’intercettazione malandrina somiglia un po’ all’Araba Fenice del Metastasio (“Che vi sia, ciascun lo dice, dove sia, nessun lo sa”), Saro da Gela si è ringalluzzito e ha chiamato in causa i “poteri forti” che, addirittura!, vorrebbero farlo fuori! E ha anche aggiunto che è stato così ferito dall’incedere di eventi così malevoli e maligni che avrebbe potuto anche togliersi la vita!

Quanto a Lucia – ribattezzata Santa Lucia dopo la scoperta della croce – Rosario non l’ha mai tradita. Anzi l’ha sempre difesa. Lucia ha portato la croce? E io, Saro Crocetta, sto vivendo un Calvario! Per ora nessuno ha parlato di crocifissione, anche se il dubbio è che, ad essere crocifissi da un governo imbelle – quello di Rosario Crocetta – e da un governo di ‘predoni’ – quello di Renzi – siano stati 5 milioni di siciliani. Sui ladroni non è stato trovato l’accordo perché nel centrosinistra, da Roma in Sicilia, ce n’è così tanti che per ‘sistemarli’ non basterebbero le colline della Sicilia…

Una parte – da tenore? – spetta anche al PD. Renzi – quello che ha trafugato 10 miliardi alla Sicilia nel silenzio generale – tiene sempre, su Crocetta, il pollice verso come al tempo degl’imperatori. In sua vece parlano le galline e le ‘Faraone’ del suo pollaio: “Dopo le parole di Manfredi di qua, dopo le parole di Manfredi di là… Crocetta non può più restare”. Insomma, chi lo doveva dire che ‘sto Manfredi Borsellino, che non doveva partecipare alle commemorazioni officiali e che invece ha fatto uno strappo per abbracciare il Presidente della Repubblica che ha firmato Italicum e ‘Buona scuola’, sarebbe diventato la ‘Cassazione’ del PD e, soprattutto, di Crocetta?

Un posto – magari come basso – andrebbe al segretario regionale del PD siciliano, Fausto Raciti. Un dirigente politico tutto d’un pezzo. Un uomo di “tenace concetto”, direbbe Leonardo Sciascia. Di così “tenace concetto” che ha cambiato opinione in ventiquattr’ore. A caldo, il giorno dopo l’ossimorica scoperta d’un’intercettazione che ancora non c’è, il prode Raciti afferma: "Il governo Crocetta deve andare avanti”. Ma quando Renzi mostra il pollice verso, Raciti ha una ‘folgorazione’. Sulla strada di Damasco? No, sulla strada di Roma. Nel senso che, se non si adegua, il giovane Raciti si può dimenticare la ricandidatura al Parlamento nazionale. Il futuro di parlamentare nella Capitale per salvare Crocetta e l'onore del PD siciliano? Ma che siamo matti?

Del resto, perché si chiama Partito Democratico? Perché uno – Renzi – detta democraticamente gli ordini. E gli altri, sempre democraticamente, obbediscono. Proprio come quando c’era ‘Lui’, il grande Benito da Predappio, quello della legge elettorale Acerbo, versione un po’ più seria della legge elettorale Italicum abbracciata dal Presidente Mattarella. Pardon, firmata dal Presidente Mattarella, l’abbracciato è Manfredi Borsellino, la Cassazione del PD e lo scopritore della croce di Lucia…

Grande Renzi: che in un solo colpo si vuole liberare di Crocetta e, contemporaneamente, vuole bloccare la legge per il ritorno all’acqua pubblica in discussione al Parlamento siciliano, legge chiesta da un elettorato di sinistra del quale il capo del governo vuole soli i voti, non certo le ragioni politiche e culturali. L’acqua deve restare ai privati. E su questo l’amico Berlusconi è d’accordo. Tra ‘banditi’ ci si intende sempre, no?  

Bene. Mentre infuria ancora la sceneggiata, mentre il cattivo Crocetta è ancora la notizia del giorno, “al di là dell’intercettazione” (ma non sarebbe stato meglio dire, soprattutto in Tv: “Crocetta deve andare a casa al di là del bene e del male”: sarebbe stato più ‘filosofico’, più d’effetto, più ‘culturale’, più ‘in’: già immaginiamo un titolo sul Tg5, che figata!), mentre il deputato del PD del Parlamento siciliano, Fabrizio Ferrandelli, in un momento di estasi, si è dimesso, invitando agli altri deputati a fare lo stesso per mandare a casa Crocetta (per sciogliere anticipatamente il Parlamento siciliano servono 46 deputati dimissionari su 90: dimissioni simultanee, altrimenti i deputati dimissionari vengono sostituiti), insomma mentre già infuria il toto-candidati in sostituzione di un Crocetta barricato a Palazzo d’Orleans, noi vorremmo porre due domande.

Prima domanda: ma chi è che si sta occupando dei siciliani mentre il centrosinistra sta dimostrando tutta la propria incapacità politica e la strafottenza istituzionale? Lo chiediamo perché Renzi e Crocetta – ma questo non lo dicono i Tg e non lo leggerete sui grandi giornali nazionali – hanno letteralmente massacrato un’Isola di 5 milioni di abitanti. Tutti gli indicatori economici e sociali sono negativi. In questo momento non c’è un solo settore della vita pubblica siciliana che funzioni. Sopravvivono solo gli imprenditori che, per loro fortuna, non hanno mai avuto a che fare con la pubblica amministrazione e i dipendenti pubblici. Ma sono in difficoltà sia i primi, sia i secondi. I primi sono massacrati dalle tasse e dalle imposte: Irpef e Irap più alte d’Italia (come se la Sicilia fosse più ricca della Lombardia!), Imu monian-napolitana, Imu agricola e via tassando. I secondi – dipendenti e pensionati – sono nei ‘cuori’ di Renzi che, non sapendo più cosa depredare da un’Isola ridotta in mutande, sta iniziando ad erodere anche stipendi e pensioni.

Seconda domanda rivolta a Renzi: presidente, a noi lo può dire, le ‘giuriamo’ che la cosa rimane tra noi: cos’avete in testa? Sul fatto che, in un modo o nell’altro – non sappiamo se ora o a settembre – manderete a casa Crocetta, beh, non abbiamo dubbi. Anche perché, se rifiuterà di togliere le tende, lo lascerete senza soldi provocando quella ‘Rivoluzione’ utilizzata dallo stesso presidente della Regione per gabbare i siciliani.

Del resto, presidente Renzi, avete utilizzato Crocetta per ‘spremere’ a dovere la Sicilia e i siciliani. Siete riusciti a fargli firmare un accordo scellerato – ricorda? era l’estate dello scorso anno – in base al quale 5 milioni di siciliani si rifiutano, per quattro anni, di incassare 5 miliardi di euro da voi. Avete, contemporaneamente, aggirato una sentenza della Corte Costituzionale e raggirato Crocetta e la Sicilia. Grandioso! Poi vi siete pappati 1 miliardo e 200 milioni di euro di fondi Pac. Più 2 miliardi e 300 milioni di euro di accantonamenti in due anni. Più 200 milioni per i famigerati 80 euro al mese. E continuate a tenervi 600 milioni di euro all’anno sulla sanità.

Ricorda? Dal 2009 fate pagare alla Sicilia 600 milioni di euro in più in termini di co-partecipazione della Regione alle spese sanitarie. In cambio lo Stato avrebbe dovuto riconoscere alla Sicilia una percentuale sulle accise. Lo prevedeva la legge Finanziaria nazionale del 2007 che, nel passaggio dal Senato, con la regia di ‘Annuzza’, al secolo Anna Finocchiaro, è stata annacquata, ma così annacquata che il codicillo che prevede la quota delle accise in favore della Sicilia non si trova più. Grande Anna ‘Annuzza’ Finocchiaro! 'Ascarismo' alla Norma, come i rigatoni della Catania di ‘Annuzza’.     

Detto questo, Presidente Renzi, ci racconti: avete pronto un candidato, magari l’ennesima foglia di fico dell’antimafia del piffero, maschietto o femminuccia che sia, da candidare in Sicilia? Si profila un'altra sceneggiata antimafiosa? Ce la farete o i siciliani vi manderanno a quel paese?

Certo, finora siete stati bravissimi. La legge dello schifo in politica, come la applicate voi, nessuno è in grado di applicarla. Più schifo fa la politica, più la gente si allontana e più non va a votare. Rimangono solo i sodali e i fedeli. E siccome più schifo del centrosinistra italiano non si può, siete imbattibili. Eh già: Mafia Capitale, Mare Nostrum & ruberie sui centri di accoglienza per immigrati, scafisti, Nuovo Centrodestra di Angelino Alfano (che a quanto pare andrà alle elezioni in coppia con il Nuovo centrosinistra di Renzi: Giuseppe Castiglione candidato nel Nuovo centrodestra PD: questa sì che è una notizia, altro che intercettazione!), Monte dei Paschi di Siena, Expo di Milano. Insomma, come si dice in Sicilia, mettendo insieme tutte queste cose viene il ‘lanzo’ (viene da rimettere, per i non siciliani).

Ma sicuro che terrete i siciliani lontani dalle urne? Noi siamo preoccupati per la presenza dei grillini. Se ci saranno tre candidati (e magari qualcuno in più) – uno di centrosinistra, uno di centrodestra e un grillino, beh, Presidente Renzi, i grillini vi faranno il mazzo! Che è? Avete l’accordo sottobanco con il Merluzzo in umido di Arcore? Berlusconi ha già ‘collaudato’ i deputati di Forza Italia del Parlamento siciliano facendogli votare il mutuo da un miliardo di euro con Crocetta? Certo, questo è vero. Gli ‘ascari’ azzurri esistono. Non sono una categoria dello spirito. 

E Nello Musumeci che potrebbe scendere di nuovo in pista? Berlusconi vi ha detto che, così come l’ha ‘impiombato’ nel 2012, lo ‘impiomberebbe’ di nuovo? Presidente Renzi, ci dica, ultima considerazione: ma secondo lei Berlusconi non si vergogna a prendere per il culo gli elettori italiani di centrodestra, carpendo i loro voti e utilizzandoli per parare il culo a lei e al suo PD? Se non fa così i ‘mercati’ gli mangiano le aziende? Questa sì che è grande politica, Presidente Renzi…  

 

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