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Ferguson un anno e 1.083 morti dopo: qualche numero

Un'immagine delle proteste a Ferguson di domenica 9 agosto condivisa su Twitter da Democracy Now! ?@democracynow

Un'immagine delle proteste a Ferguson di domenica 9 agosto condivisa su Twitter da Democracy Now! ?@democracynow

A un anno dall'uccisione del giovane afroamericano Michael Brown per mano del poliziotto bianco Darren Wilson, a Ferguson si riaccendono proteste e  violenza. Un ragazzo di 18 anni è stato gravemente ferito durante una sparatoria con la polizia e la contea di St. Louis ha dichiarato lo stato d'emergenza. Abbiamo messo insieme qualche numero per capire cosa sta succedendo nell'America dei conflitti razziali

9/8/2014 – 9/8/2015

Il 9 agosto 2014, a Ferguson, Missouri, il diciottenne afroamericano Michael Brown venne ucciso per mano del poliziotto bianco Darren Wilson. Brown era disarmato. L’evento fu la scintilla di un movimento che per un intero anno ha riempito le strade d’America e dato vita a un dibattito ancora in corso. Un anno dopo la morte di Brown, domenica 9 agosto, la città di Ferguson si è mobilitata per ricordare il giovane afroamericano ucciso dalla polizia e gridare “black lives matter”, lo slogan di una protesta che non accenna a spegnersi.

90 secondi – 4 ore

La dinamica degli eventi che portarono alla morte di Michael Brown non è ancora del tutto chiara, anche perché si basa in buona parte su quanto raccontato da Wilson e da Dorian Johnson, il ragazzo che era con Brown al momento dell’incontro con il poliziotto. Quello che appare chiaro dalla ricostruzioni fatte sulla base delle comunicazioni radio della polizia è che, dal momento dell’incontro tra il poliziotto e i due ragazzi e il momento della morte di Brown, trascorsero 90 secondi. Furono invece 4 le ore per cui il cadavere del ragazzo rimase sull’asfalto, mentre intorno si radunava una folla la cui indignazione fu la prima scintilla della protesta che nei giorni seguenti infiammò Ferguson e l’America.

grafico

Una ricostruzione grafica della dinamica dell’uccisione di Michael Brown a Ferguson. Via Wikipedia

18 anni

Dopo una giornata di manifestazioni in larga parte pacifiche, domenica scorsa le proteste a Ferguson si sono concluse con una caotica sparatoria. Secondo la polizia, a sparare per primi sarebbero stati due gruppi di attivisti. Tra loro c’era Tyrone Harris, 18 anni, in seguito colpito a sua volta da proiettili sparati da quattro poliziotti in borghese. Il padre del ragazzo, che è ora in condizioni critiche, ha dichiarato al Washington Post che il figlio domenica era uscito con la ragazza e degli amici e che il ragazzo aveva frequentato la stessa scuola di Michael Brown.

Poche ore dopo la sparatoria in cui è stato colpito Harris, altri due adolescenti sono stati feriti da proiettili vaganti sulla strada di Ferguson dove un anno fa era stato ucciso Brown. La polizia sta indagando sulla dinamica dei fatti.

250.000 dollari

La cauzione fissata per il rilascio di Harris, che al momento è in custodia in ospedale, è di 250.000 dollari in contanti.

targa

Una targa commemorativa sulla strada di Ferguson in cui fu ucciso Michael Brown, il 9 agosto 2014. Immagine scattata durante la commemorazione di domenica 9 agosto 2015: Law K. Jackson via Twitter @lawkjackson

60 arresti, una polizia 

A seguito delle sparatorie di domenica e dopo l’arresto di una sessantina di attivisti fermati mentre cercavano di irrompere in un tribunale federale, la contea di St Louis, dove si trova Ferguson, ha dichiarato lo stato d’emergenza a partire da lunedì sera. Lo stato d’emergenza comporta che il corpo di polizia della contea coordini le operazioni a Ferguson dove sono arrivate unità di polizia dalle città vicine, per cercare di mantenere la calma.

1.083 morti

Secondo una ricerca condotta da Vice News, 1.083 persone sarebbero state uccise dalla polizia dal 9 agosto 2014 con California e Texas in cima alla classifica. Sulla base di questo numero, il magazine Refinery 29 stima che siano stati 314 gli afroamericani uccisi dalla polizia dal 9 agosto 2014 alla stessa data del 2015.

197 neri

Il sito Internet Mapping Police Violence fornisce invece i numeri del solo 2015: almeno 197 cittadini neri sarebbero stati uccisi dalla polizia dall’inizio dell’anno, il 33 per cento dei quali sarebbe stato disarmato (contro il 18 per cento dei bianchi uccisi dalla polizia). Secondo la stessa fonte, le probabilità che un cittadino afroamericano venga ucciso dalla polizia sono 3 volte maggiori rispetto alle possibilità che la stessa cosa accada a un cittadino bianco.

3 incriminati

A novembre 2014 il Gran Giurì ha deciso di non incriminare Darren Wilson, una decisione accolta da proteste in tutto il paese. Nessun poliziotto è stato incriminato anche nel caso di Eric Garner, l’afroamericano  soffocato durante uno scontro con agenti del New York Police Department che lo avevano fermato mentre vendeva sigarette sfuse su un marciapiede di Staten Island: anche in quel caso New York e l’America avevano reagito con sentite manifestazioni di protesta. Secondo Mapping Police Violence soltanto tre dei poliziotti implicati nella morte di 197 cittadini neri dall’inizio del 2015 sarebbero stati incriminati.

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