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La Misercordia e il sacrificio di Roma

di Elisabetta De Dominis

Dicono che sia stato il papa a dare il colpo di grazia al sindaco Ignazio Marino, cacciato proprio quando Francesco si prepara al Giubileo dedicando alla Misericordia l’Anno Santo per la remissione dei peccati. Purtroppo non sarà certo il papa a fare il miracolo con questo Giubileo: Roma rimarrà sacra e profana, come lo è stata finora

Il capro espiatorio è stato già sacrificato prima del Giubileo. Eppure l’ex-sindaco di Roma Ignazio Marino non sarà beatificato, nonostante papa Francesco abbia dedicato alla Misericordia l’Anno Santo per la remissione dei peccati. Questo perché non è mai corso buon sangue tra i due re di Roma.  

Giubileo deriva da jobel, caprone in ebraico: esso scontava con la morte i peccati dell’antico popolo di Dio. Ma prima, quando la divinità era femminile, era il re stesso ad essere sacrificato. Ogni anno. Il che assicurava alla regina, che faceva le veci della Grande Madre, sempre carne fresca nel suo talamo. Ma parliamo di riti umani precedenti al 2000 avanti Cristo e protrattisi per un millennio fino a quando la sorte venne invertita dai greci: il responso del dio Apollo consigliò ad Agamennone di sacrificare la figlia Ifigenia per poter salpare alla conquista di Troia. Fortunatamente poi prese piede la religione biblica tra le popolazioni più evolute che tuttora sacrificano agnelli, capretti e tacchini alle feste comandate.

Ora siamo nel XXI secolo dopo Cristo, eppure il concetto di trasmissione del male nel sacrificio umano è ritornato in auge nella diffusione della religione coranica. Anzi, non ci siamo proprio soffermati sulla valenza che ha assunto nell’islam e cosa possa istigare. Non solo giovani che si fanno saltare in aria, ma anche vittime inconsapevoli mandate a morire su gommoni per impietosire gli infedeli. Donne, bambini che sono strumenti di un’invasione pianificata dell’Europa. Perfino la dura Merkel ha aperto le porte per compassione. Alla quale ha sommato la compassione per il destino del suo popolo eletto, al quale necessitano non solo braccia di operai ma anche cervelli di medici e ingegneri. Ma i tedeschi si lamentano dei disagi e quindi è pronta a partire per Ankara con valigetta contenente 3 miliardi di euro europei per convincere Erdogan a tenersi i profughi in Turchia. Illusa. Quello si prenderà i soldi e poi dirà che hanno forzato i confini, come sta appunto avvenendo in Bulgaria i cui poliziotti sparano per contenerli e c’è già scappato il morto. Per l’islam sacrificare un po’ dei loro è propedeutico al buon esito della causa di conquista. 

La compassionevole Italia da sola ha già speso 3 miliardi e 300 milioni per assistere i profughi arrivati dal mare. Meno male che il buon Francesco si è accollato due famiglie siriane in Vaticano. Del resto il suo è un apporto prettamente spirituale e appunto dispensando ai pellegrini la sua Misericordia dall’8 dicembre chissà che non riuscirà ad unire il sacro con il profano e riempire non solo le casse del Vaticano ma pure quelle del Comune di Roma. 

Purtroppo non sarà certo il papa a fare il miracolo con questo Giubileo: Roma rimarrà sacra e profana, come lo è stata finora. Dicono che sia stato proprio il papa a dare il colpo di grazia al sindaco Marino; del resto lui aveva già da un bel pezzo assunto il ruolo di vittima.  E nessuno si è ricordato dell’operato del sindaco precedente Alemanno, che si è condotto senza timore di Dio e tanto più delle leggi terrene. Dunque milioni di pellegrini pentiti porteranno i loro peccati in Vaticano, li lasceranno lì e ritorneranno immacolati a casa. Per guadagnare bisogna saperla raccontare. E’ sempre questione di marketing. 

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