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Arresti eccellenti in Sicilia: un altro colpo al sistema dell’antimafia

Una nuova inchiesta della procura della Repubblica di Palermo fa tremare la Sicilia che conta. Ai domiciliari finisce Dario Lo Bosco, presidente di Rete ferroviaria italiana e dell'Azienda siciliana trasporti, considerato espressione della lobby dei' professionisti dell'antimafia' di Confindustria Sicilia. Trovata anche una black list con "nomi importanti' 

Un altro nome 'eccellente' della Sicilia che conta cade sotto i colpi di una inchiesta della Procura della Repubblica di Palermo. Che, da quando è guidata da Francesco Lo Voi,- si sussurra in città, – non guarda in faccia nessuno, andando a rovistare nei cassetti di quelli che fino a qualche anno fa erano considerati 'intoccabili'.

Ha cominciato con Roberto Helg, ex presidente della Confcommercio di Palermo, e, soprattutto, 'paladino' della legalità e dell'anti racket, finito agli arresti per una squallida storia di tangenti nel suo ruolo di vice presidente della società che gestisce l'aeroporto di Palermo. Un durissimo colpo al mondo, ricco e variegato, degli affaristi della legalità. 

Oggi è la volta di un altro nome importante, ancora più di Helg. Parliamo di Dario Lo Bosco, originario di Raffadali, nell'agrigentino, ma di gran carriera a Palermo e Roma, tanto da ricoprire il ruolo di presidente di RFI,  Rete Ferrroviaria italiana, società del gruppo Ferrovie dello Stato. Da stamattina all'alba è ai domiciliari per un'altra storia di presunte tangenti.  L'accusa è di quelle pesanti: concussione e induzione indebita a dare o promettere utilità.

lB

Dario Lo Bosco

Lo Bosco è anche presidente dell'Ast, l'Azienda siciliana dei trasporti,  ed è considerato espressione della lobby dei 'professionisti dell'antimafia' di Confindustria Sicilia, il cui presidente, Antonello Montante, è indagato per fatti di mafia dalla Procura della Repubblica di Caltanissetta. 

Quello di oggi è, dunque, un altro colpo che la magistratura assesta a quel sistema di potere che, dietro il paravento dell'antimafia, ha scalato le vette del potere pubblico.  

Con Lo Bosco sono finiti in manette anche due dirigenti del Corpo Forestale siciliano. Si tratta di Salvatore Marranca e Giuseppe Quattrocchi. L'inchiesta, infatti, è partita dall'appalto da 26 milioni di euro aggiudicato per ammodernare la comunicazione della Forestale (la cosiddetta "Dorsale digitale"). Indagini che hanno scoperchiato il vaso di Pandora da cui è uscito anche il progetto di un appalto per dotare i treni di sensori. 

Secondo l'accusa, Quattrocchi e Marranca avrebbero incassato tangenti rispettivamente per 149 mila e 90 mila euro. Per il presidente di Rfi si parla, invece, di 58 mila euro.

Ma non è tutto. Gli investigatori hanno sequestrato all'imprenditore agrigentino, Marco Campione (che, insieme ai fratelli, è a capo di un gruppo di imprese dalle multiformi attivitaà, prevalentemente interessate ai lavori pubblici e che è al centro dell'inchiesta), una 'black list', una lista dove sarebebro annotati cifre e nomi anche noti, oltre ai tre sopra citati. 

E, proprio in queste ore, sono in corso decine di perquisizioni negli uffici del Corpo forestale della Regione siciliana, nella sede di Rete ferroviaria italiana a Roma, negli uffici dell'Ast e anche a casa di numerosi altri indagati che "ricoprono importanti cariche pubbliche" dicono i magistrati. 

Insomma, non è da escludere un vero e proprio terremoto giudiziario pronto ad abbattersi su politici e funzionari pubblici.  

Quello che è certo è che, per il procuratore Lo Voi, siamo dinnanzi ad un quadro deprimente:  "La corruzione diventa sempre più pervasiva, ormai costituisce un fenomeno. Qualche giorno fa il procuratore di Roma ebbe a definire 'deprimente' la quotidianità della corruzione riscontrata in un diverso ambito – dice Lo Voi ai giornalisti – Credo che io possa oggi utilizzare quello stesso aggettivo per descrivere non una quotidianità, ma descrivere la pervasività del fenomeno corruttivo, che è un fenomeno grave perché mina la liceità e le legittimità delle attività economiche impedendo il corretto svolgimento dei procedimenti amministrativi, la libera concorrenza, danneggiando il mercato e il territorio dei suoi cittadini".

E ancora: "Noi eravamo abituati a sequestrare i cosiddetti libri mastri degli estorsori, – ha aggiunto Lo Voi riferendosi alla black list- ora ci siamo trovati davanti a un diverso libro mastro, a metà tra libro mastro e 'lista delle spesà con nomi e cifre. Gli elementi di prova che hanno passato il vaglio del gip – riprende il procuratore Lo Voi – si basano essenzialmente su questo libro mastro, sulle dichiarazioni dell'imprenditore che, dopo un momento di riluttanza ha sostanzialmente confermato il contenuto. E cioe' che si trattava di tangenti. E anche sulle intercettazioni. Che ci tengo a sottolineare in questo momento, sono strumenti essenziali per perseguire questo tipo di reati".

Lo Voi

Francesco Lo Voi

Sempre parlando con i giornalisti, il procuratore aggiunto Dino Petralia si è soffermato sull'atteggiamento dei due funzionari della Forestale arrestati: "C'era un atteggiamento di vero e proprio asservimento dei forestali che si mettevano al servizio dell'imprenditore che lucrava denaro pubblico. Chissà- ha poi aggiunto riferendosi alle proteste di questi giorni dei 24mila forestali licenziati- se i problemi della forestale non siano dovuti proprio a questi che lucrano e tolgono soldi alle casse pubbliche".

Intanto, il Presidente della Regione siciliana, Rosario Crocetta, da Tunisi (dove è volato per partecipare ad un Fiera dell'Agricoltura, mentre infuriano le proteste dei Forestali) ha annunciato che azzererà il consiglio d'amministrazione dell'Ast: " Lo Bosco era in scadenza di mandato. Nel giro di pochi giorni saranno ricostituiti gli organismi" ha detto all'Ansa. 

C'è da dire che le polemiche sul ruolo di Lo Bosco all'interno della società pubblica siciliana non sono mai mancate. Ci si è chiesto, infatti, se fosse opportuno che chi si occupava di reti ferroviarie si occupasse anche di autobus pubblici. 

L'Ast, infatti, ha guadagnato molto dallo smantellamento della rete ferroviaria siciliana.  Con i suoi autobus ha trasportato passeggeri che prima potevano contare sui treni che via via sono stati soppressi. 

Parliamo di una società per azioni  controllata dalla Regione, ma che nel suo capitale, tramite la  Joinica Trasporti, vanta anche la presenza di un privato: Antonello Montante, leader di Confindustria Sicilia, di cui, come detto, Lo Bosco è considerato espressione. 

Il particolare che ha destato polemiche è proprio questo: Lo Bosco ha deciso sulle  sorti degli autobus regionali e sulle sorti del sistema ferroviario. 

In contrasto con il decreto legislativo n. 39 del 2013 (norme su incompatibilità degli incarichi)?  Di certo non è sembrata una mossa molto ponderata. E i risultati sembrano confermarlo: i treni sono spariti dall'Isola e l'Ast è una società con deficit milionari che ha sempre ricevuto finanziamenti sostanziosi dalla Regione.

In ogni caso Crocetta, che fino a qualche mese fa era 'compare' di Montante (adesso accusato anche dai suoi ex sodali) , ha sempre fatto orecchie da mercante sul caso. 

Oltre alle tre persone finite oggi ai domiciliari per avere intascato mazzette per un appalto pubblico e per l'acquisto di un prototipo che avrebbe dovuto utilizzare Rfi, la procura ha iscritto nel registro degli indagati, Pietro Tolomeo, ex dirigente generale della forestale, Giovanni Tesoriere, preside di ingegneria alla Kore di Enna, Libero Cannarozzi, ingegnere alla forestale, e Maria Grazia Buttice', compagna dall'imprenditore agrigentino Massimo Campione. 

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