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Se l’Islam ci fa archiviare il Natale

di Elisabetta De Dominis

Per non offendere i musulmani si arriverà a sostituire il Natale con una più laica Festa d'inverno, ma al figlio di Erdogan pare che stare in Italia non dispiaccia, mentre la Turchia riceve tre miliardi di euro comunitari per fermare i migranti. Ma il bello, ci mandano a dire i fratelli musulmani, deve ancora venire

Siamo o non siamo in un mondo globalizzato? Gli scolari non possono più cantare Santo Natale nelle scuole italiane per non offendere i compagni musulmani? Embè, basta fare un accordo con la Tailandia e mandarli a cantare là. La scorsa settimana ero a Bangkok e sono stata deliziata ogni giorno in albergo da una scolaresca locale che intonava canti natalizi all'ombra di un grande pino decorato, corredato di presepe, casetta di biscotti e Babbo Natale con due Christmas girl. I turisti, in maggioranza tedeschi, erano estasiati.

Del resto noi siamo professionisti di scambi culturali, altro che bombardamenti aerei alla francese. Per esempio in Siria facciamo formazione bellica, anche agli jihadisti. Per sbaglio ovvio, ma come si fa a distinguere tra arabo buono e arabo cattivo? Sembrano tutti uguali… Che soddisfazione però quando poi vediamo nelle foto che prediligono le armi italiane, benché i loro carri armati siano tedeschi. Ma gli arabi sanno sempre scegliere il meglio sul mercato. Non badano a spese. Soprattutto quando comprano con i soldi nostri: la Libia riceve 5 miliardi di euro italiani l'anno sotto forma di navi, motovedette, jeep, gommoni per fermare il flusso di migranti… Elargizione di Berlusconi a Gheddafi in modo che la smettesse di rinfacciargli il colonialismo di Mussolini. Ma le strade in Libia, se non le avesse fatte la buonanima di Benito, se le sarebbero fatte da soli? Ora la Turchia riceverà solo 3 miliardi di euro comunitari per fermare anch'essa il flusso dei migranti. Sempre sull'onda degli scambi, il presidente turco Erdogan ha mandato il figlio a fare un food educational a Bologna e quello si rifiuta di tornare in patria, perché ha scoperto le tagliatelle e non vuole più saperne di tagliagole. "Caro babbo — gli scrive — ho scoperto la vera vita: il sugo alla bolognese mi fa morire!". In modo figurato, certo: il ragazzo non è scemo e ha capito che è meglio darsi a un trito di carne che al tritacarne. Putin non scherza: è solo questione di tempo. L'Italia si sta ulteriormente attrezzando a dare cristiano asilo ai musulmani che scapperanno all'avanzata zarista. Ovviamente nessuno verrà convertito al cristianesimo, solo accolto con il solito caritatevole spirito cattocomunista. Anzi, si sta pensando di rifornire i gommoni vuoti nei loro viaggi di ritorno di antichi crocefissi e quadri raffiguranti scene bibliche o quant'altro di sacro abbiamo in Italia che possa offendere lo spirito islamico. Una volta arrivate le imbarcazioni in Turchia, la famiglia Erdogan provvederà a vendere la sacra merce sui mercati orientali e ad aiutare con il ricavato quei poveri cristi del Califfato, accerchiati dai russi.

Abbiamo un inverno davvero mite, quindi il sacro Natale non ha senso: festeggeremo piuttosto una laica Festa d'Inverno a gennaio, come suggerito da quell'oscuro dirigente di un istituto scolastico di Rozzano, nel Milanese. All'uopo, anziché il Cirque du Soleil, arriverà il Circo della Mezza Luna con effetti a sorpresa. Di cui, in effetti, abbiamo già avuto qualche anticipazione in Europa e dintorni. Ma il bello — ci mandano a dire i fratelli musulmani — deve ancora venire. Soprattutto per loro. Perché, se continuiamo così, non avremo il privilegio di vederlo. Non avremo la possibilità di vedere come ci conceranno il nostro Paese, la nostra Europa. Anche se possiamo immaginarlo, visto che l'islam odierno non si contraddistingue per fantasia nell'arte e nella cultura, per non parlare del cibo. Avete mai visto il mercato di un paese musulmano? Le carcasse di animali sono esposte sotto un sole cocente e coperte di mosche e polvere che si alza dalle strade non asfaltate. Ovviamente le donne preferiscono girare coperte, occhi compresi, per non prendersi qualche microbo. È più comodo che tenere le città pulite. È solo una balla che i loro uomini le obblighino a coprirsi. Infatti sotto sono tutte firmate e con gli artigli laccati. Le donne sono delle privilegiate: trattate come regine, non devono lavorare e nemmeno fare le casalinghe. In cambio però si devono fasciare il cervello per non far fuoriuscire qualche idea malsana. E sottoporsi al taglia e cuci vaginale per non essere tentate da alcun uomo, non potendo raccontare poi che era un dio. Perché è chiaro che Allah non scenderebbe mai sulla terra a fecondarle essendo troppo impegnato con le sue vergini in paradiso.

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