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Cantami Vecchioni, la funesta Sicilia del pelide Crocetta al mare mentre i siciliani affogano

Il cantautore milanese in un incontro all'Universià di Palermo, aveva provocato il pubblico di studenti definendo la Sicilia "un'isola di merda". Il Presidente della Regione siciliana Rosario Crocetta interviene nelle polemiche facendosi fotografare in una spiaggia con una copia del Giornale di Sicilia di Dicembre, provocando l'effetto contrario a quello desiderato

Roberto Vecchioni, a Palermo per un incontro promosso dall'Università del capoluogo, ha definito la Sicilia "un'isola di merda". Tra le tante repliche, più o meno dirette, alla provocazione del cantautore milanese, la più singolare è stata quella del Presidente della Regione Siciliana, Rosario Crocetta, che si è fatto ritrarre a mare, domenica 6 Dicembre, mentre prende il sole prima di fare addirittura un bagno. E ha postato questa foto su Facebook con un commento dal titolo: "La mia risposta a chi parla male della Sicilia". Nel commento il governatore dove parla di un' "isola bellissima" e di un "popolo straordinario", seppur con "problemi" che però "stiamo superando".

L'iniziativa di Crocetta si è rivelata una specie di boomerang. Sugli stessi social network fioccano sfottò e prese in giro, e l'immagine del governatore siciliano a mare sembra proprio non andare a genio ai più.  Perchè?  Lui ci prova. Si fa vedere in spiaggia (sono ciottoli, ma vabbè…) niente di meno che a Dicembre. E' la classica immagine che molti di noi mandano agli amici sui social (Instagram, in questo senso, è gettonatissimo), con commenti del tipo: "Mi dispiace per voi ma noi viviamo in paradiso", oppure "Al mare a Dicembre, si può solo in Sicilia", eccetera. Lo facciamo noi, e ci sentiamo dei gran fighi orgogliosi della loro terra. Lo fa Crocetta, e qualcosa non ci torna, perchè? 

Forse è la posa da sirenetto. Questo corpo disteso, per nulla imbarazzato, rilassato. Quasi fosse una foto provata e riprovata, quasi mancasse un po' di spontaneità, di sorpresa. E poi, la copia del Giornale di Sicilia in mano, fa molto Aldo Moro, rasenta il cattivo gusto. Si, serve, il Giornale di Sicilia, per giustificare la data: 6 Dicembre 2015. Ma, anche per la smorfia del governatore, c'è un che di tetro, in questa posa, quasi una parabola politica che si compie, dalla smorfia di Moro a quella di Crocetta, come se la storia avesse voluto certificare, in due immagini, l'inizio e la fine di un ciclo e il ciclo stesso è una perdita di ruolo, di significato, della politica. Si tiene in mano il giornale per testimoniare l'esistenza in vita nel nascondiglio degli aguzzini, 35 anni dopo si tiene in mano un giornale per testimoniare un'insolita temperatura primaverile a Dicembre, e qualche altra cosa che dirò tra poco.

Prima, però, un'altra stortura, un'altra cosa che non torna. Facciamo un passo indietro. Vecchioni cosa ha detto di così scandaloso? La Sicilia è un'isola bellissima, peccato che però ci sono tanti comportamenti incivili e molte cose che non funzionano, quindi è inutile essere il posto più del mondo se sei un'isola di merda. Questo il ragionamento di Roberto Vecchioni. E Crocetta che fa? Replica proprio con un'immagine da cartolina: il mare a dicembre. Cade nella trappola della banalità. Ecco, sembra quasi voler dar ragione a Vecchioni. Noi siamo l'isola del mare, del buon vino, delle arancine e dei cannoli – sembra dire il governatore in questa posa – e pazienza se ci sono tanti problemi: noi siamo quelli che la domenica di dicembre si va a mare. Si, dà ragione a Vecchioni. Voleva mostrare un aspetto diverso dell'isola? Poteva farsi riprendere, che ne so, al lavoro alle prime luci dell'alba di domenica, nonostante il ponte, o in un cantiere miracolosamente finito prima della scadenza, per dire: anche noi in Sicilia siamo efficienti, e l'isola è bellissima proprio perché alcune cose funzionano, mica solo a Milano le cose funzionano, anche da noi… 

Non l'ha fatto, ha preferito il mare.  E poi c'è un'altra cosa che da fastidio, tipica tra l'altro di Crocetta, per come lo abbiamo conosciuto in questi anni: l'esagerazione. Ogni cosa è esagerata. Le riforme diventano rivoluzioni, le crisi politiche tragedie, ogni ostacolo diventa mafia, ogni opposizione complotto. E così è anche in questa foto.  Vecchioni dice che la Sicilia è una merda, e io faccio una foto al mare di Dicembre, che è bellissimo, anzi no, mi faccio un selfie al mare, anzi no, mi spoglio, mi faccio la foto, mi faccio il bagno, alla faccia sua. Che esagerazione.

Riguardate con attenzione questa foto, sullo sfondo si noterà una coppia che si fa una foto ricordo. Lei in posa su uno scoglio, lui sta scattando la foto. Una foto ricordo sul mare, in una bella e insolita mite giornata invernale. Mite, non calda. I due non sono ignudi, non sono in costume. Sono vestiti. Fanno quello che tutti faremmo. Una bella passeggiata a mare, mica il bagno. Il bagno a mare, a Dicembre – diciamocelo – è una cliché da guasconi, lo fanno gli studenti scapestrati per scommessa e Montalbano nei racconti di Camilleri, mica il Presidente della Regione Siciliana. 

Ma c'è una cosa che rende questa foto più insopportabile ancora: ed è il corpo di Crocetta. A guardarla e riguardarla, infatti, resta il dubbio che in realtà con questa foto il Presidente Rosario abbia voluto replicare a Vecchioni e a chi critica la Sicilia mostrando l'unica cosa che può mostrare: questo corpo che non invecchia, questa criniera da ventenne, questa plasticità tonica degli arti, questa magrezza invidiabile.  Vi ricordate le polemiche di queste estate sullo "sbiancamento anale?". Ecco siamo sempre da quelle parti lì. Tant'è che la battuta ricorrente, in queste ore, sui social, è su cosa ci sia dietro la copia del Giornale di Sicilia che Crocetta tiene ad altezza del ventre. Qualcuno ironizza: sarà mica in costume adamitico, il nostro presidente Colapesce? Uno capace, non io, farebbe tutto un ragionamento su questa ostentazione del corpo, che è la bandana di Berlusconi, è il corpo che non invecchia, è l'addome asciugato dalla chirurgia, è un'immagine ideale da ripetere all'infinito. 

Io, nel mio piccolo, posso solo dire che in questa immagine del corpo nel mare da cartolina c'è anche un qualcosa in più, e quel qualcosa siamo noi, noi siciliani. Ci siamo anche noi, in quella foto, mica solo Crocetta.  Il presidente è lì, lo vedete, nel suo corpo. E noi? Noi ci siamo, ma non siamo venuti bene, noi siciliani: nella cartolina siamo quelli sott'acqua.

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