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La grande democrazia del Natale

C’è un Natale per tutti, nessuno escluso, per chi lo ama e per chi lo odia

natale
C'è il Natale dell’albero e quello del presepe, quello dei bambini che aspettano i doni e quello degli anziani che vogliono solo che tu sia lì con loro e quello del tanto basta il pensiero. C'è il Natale in famiglia: che bello! C'è il Natale in famiglia: che palle!

E siamo arrivati anche a questo Natale… o forse dovrei usare il plurale. Sì, perché dietro un Natale in realtà se ne nascondono tanti. C’è il Natale dell’albero: finto, vero, bianco, argentato, dorato o rosso. C’è il Natale del presepe: mettiamo Gesù Bambino alla mezzanotte del 25, i Re Magi il giorno di Befana, nel frattempo un pastore e pescatore sono in mille pezzi. Poi ci sono i post con le foto dell’albero e del presepe, la bacheca di Facebook intasata di selfie con cappellino natalizio. C’è il Natale già iniziato, in alcuni negozi, ad ottobre. Come quello dei bambini che comincia quando li minacci che non riceveranno i regali da Babbo Natale se non si comportano bene. C’è il Natale degli anziani, che di regali vogliono solo che tu sia lì con loro. E poi c’è il Natale degli amici e colleghi, quello della cena prenatalizia, del regalo mai giusto, tanto basta il pensiero. Sì, i pensieri sono tanti, ce n’è per tutti.

C’è il Natale del rito e di chi quel rito lo vorrebbe vedere finire al più presto. C’è il Natale della nevrosi prenatalizia… sembrano impazziti ma sorridono. C’è il Natale solo al freddo e chi lo sogna al caldo. C’è il Natale meno male ho la tredicesima e quello manco ho la prima mensilità. C’è il Natale in famiglia: che bello! C’è il Natale in famiglia: che palle! C’è il Natale da soli. No, non c’è il Natale per 12 persone che stavano a Berlino ma c’è per altre vive per miracolo. C’è il Natale di Una poltrona per due e quello di una poltrona per sempre. C’è il Natale posso mangiare finché ce n’ho, tanto lo fanno tutti.

C’è il Natale degli auguri del Papa in TV in tutte le lingue del mondo e non sai se lo guardi perché vuoi imparare anche tu a dire gli auguri in qualche lingua sconosciuta o perché aspetti la benedizione. C’è il Natale delle luci dalle finestre di un ospedale, tirando un sospiro di sollievo perché tu non sei lì. C’è il Natale dentro, nelle stanze di quell’ospedale, dove tiri un sospiro di speranza e malinconia perché vorresti esser fuori. C’è il Natale vorrei sparire e quello vorrei ricominciare.

C’è il Natale di Dickens, Quasimodo, Ungaretti, Calvino. C’è il Natale e la sua playlist che al 7 gennaio diventa inascoltabile. C’è il Natale di quelli che vedi solo a Natale e non riesci neanche ad immaginarli in estate, in costume e infradito. C’è il Natale non vedo l’ora che arrivi e quello non vedo l’ora che passi. C’è il Natale del volemose bene… per qualche ora. C’è il Natale delle recite dei piccoli e dei grandi, delle sottili ipocrisie, quelle che tengono su la società. C’è il Natale dei grandi slanci di generosità, anche quelli tengono su la società. E poi c’è il Natale delle liste: auguri e regali da fare. Quello di chat vorticose, di mail con insopportabili cartoline natalizie con la casetta nella neve o di gnomi che ballano con la tua faccia.

C’è il Natale dei ritorni e delle partenze. Quello del Sol invictus, poi diventato cristiano. C’è il Natale dei ricchi, quello dei poveri, sparisce quello della classe media. C’è il Natale che dura fino al 6 gennaio, l’albero qualche giorno in più. C’è la tombola, mercante in fiera, poker, Trivial e Taboo così i grandi tornano bambini e i piccoli si sentono più grandi. C’è il Natale del Pandoro, Panettone, Torrone e Ricciarelli, tanto buoni ma li mangi solo a Natale. Fuori da quei giorni è come ascoltare “tu scendi dalle stelle” con 30 gradi.

C’è il Natale come stato d’animo e non un giorno sul calendario, solo che coincidono sempre. C’è il Natale della politica che sparisce ma solo per qualche giorno. C’è il Natale festa da santificare in chiesa, sempre se trovi parcheggio. C’è il Natale tutto calore e calorie. C’è il Natale di una signora che chiede l’elemosina, ha perso il lavoro, ha due bambini, eppure sembra un persona “normale”. Si, è proprio normale. C’è il Natale magia e miracoli e il Natale realtà, di chi i miracoli li fa tutti i giorni. C’è il Natale dei bambini, anelato, vero, puro; la festa è soprattutto per loro.

C’è il mio Natale, il tuo, il nostro, il vostro, il loro. C’è un Natale per tutti, nessuno escluso. È la grande democrazia del Natale. Auguri!!

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