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In Sicilia il Summit della poesia per scuotere il G7

La superiorità del principio della Bellezza e della Conoscenza rispetto a quello della mera finanza e dell’economia de-umanizzata

Antonio Presti al centro con Josephine Pace (a destra) e un'altra amica della Fondazione Fiumara d'Arte, presso la Piramide 38° Parallelo sita nel parco di Land Art di grandi sculture della Fiumara, in Sicilia

Parla Antonio Presti, organizzatore con Josephine Pace e Gianfranco Molino della Fondazione Fiumara d'Arte, del "G37 Summit della Poesia": “La Potenza della Conoscenza non vuole essere un affronto nei confronti dei potenti presenti al G7, ma una melodia pervasiva che orienti diversamente lo sguardo su questa terra… Non c’è futuro, non c’è democrazia, non c’è economia senza Conoscenza"

Dal 25 al 27 maggio si svolgerà un grande evento corale che, in concomitanza al G7 di Taormina, valorizzerà i territori siciliani di Savoca, Linguaglossa e Castiglione di Sicilia, nonché la riserva etnea del Bosco delle Betulle, sita a 1700 mt di altezza sul fianco del vulcano più alto d’Europa. L’evento, ideato da Antonio Presti, artista, mecenate e Presidente della Fondazione Fiumara D’arte, è stato denominato G37 Il Summit della Poesia, avrà come tema “La Potenza della Conoscenza” e sarà focalizzato sul ruolo indispensabile dell’arte e della bellezza e quindi della conoscenza per uno sviluppo davvero sostenibile e incentrato sui valori umani, troppo frequentemente sacrificati alle mere logiche economico-finanziarie. Il coinvolgimento attivo delle popolazioni, dei giovani e dei tanti artisti, intellettuali, attivisti vuole essere un messaggio ai potenti della terra a non ignorare la dimensione della crescita spirituale insieme e prima che quella economica, anzi proprio a sostegno di essa, in modo che le decisioni e le azioni pianificate portino ad un benessere diffuso e durevole per il pianeta.

Abbiamo cercato di approfondire l’idea del mecenate messinese Antonio Presti, nonché dei suoi collaboratori: Gianfranco Molino, Vicepresidente e produttore esecutivo delle attività di Fiumara d’Arte, e Josephine Pace, curatrice dell’evento.

 Da cosa nasce l’idea di un Summit di Poesia dedicato alla conoscenza?

Antonio Presti– “Il G7 rappresenta l’opportunità per i sette Paesi più industrializzati e influenti della Terra di prendere decisioni per l’intero pianeta e quest’anno si terrà a Taormina il 26 e 27 maggio. Contemporaneamente, noi con la Fondazione Fiumara d’Arte intendiamo attivare un grande evento della parola che raggiunga il cuore della gente, toccare le loro radici, risvegliarne l’umanità a volte assopita, ingrigita dalla mediocrità del suo tempo. G37 Summit della Poesia dal titolo “La Potenza della Conoscenza” non vuole essere un urlo o un affronto nei confronti dei potenti presenti al G7, ma vuole essere un mantra, una sottile melodia pervasiva che orienti diversamente lo sguardo su questa terra…di cui la Sicilia, con le sue contraddizioni, è una sintesi perfetta. La poesia affermerà così la superiorità del principio della Bellezza rispetto a quello della mera finanza e dell’economia de-umanizzata che spesso governa le scelte dei potenti. Allo stesso tempo svelerà l’inganno di un certo tipo di “potere” economico, autoreferenziale e distruttivo, quando non si preoccupa della sostenibilità globale, della crescita armonica e della felicità dei popoli indispensabile per costruire un mondo pacifico”.

Come mai avete scelto proprio questa forma d’arte?

Josephine Pace – “La Poesia contemporanea mantiene (e cerca di portare avanti) la missione di svegliare le coscienze attraverso un uso consapevole del linguaggio, di innescare il senso critico di ogni essere umano, di riportarlo verso valori originari e rivitalizzanti di virtù individuale, bellezza, comprensione del mondo, rispetto dell’altro. Non è una missione facile in tempi di comunicazione assordante, tutta tesa alla “visibilità”, alla rappresentazione pre-confezionata e consumistica della società. La poesia ci consente di uscire da queste logiche e da questa coazione a ripetere per riportarci ad un nucleo di semplicità, verità e compassione nel senso di capacità di immedesimarsi in modo empatico con chi soffre, chi lotta per la sopravvivenza. Per questo abbiamo anche scelto un luogo quasi magico per i reading mattutini, a cui parteciperanno migliaia di ragazzi delle scuole, il Bosco delle Betulle, alberi dai tronchi bianchi pieni di “occhi”, che crescono sul nero terreno lavico ai fianchi dell’Etna, la nostra Grande Madre.

Lì la parola poetica si farà mantra e sarà possibile osservare l’invisibile, ossia ciò che non è visibile agli occhi come diceva Antonine De Saint Exupéry : L’essenziale è invisibile agli occhi”.

 E quindi quale messaggio volete consegnare ai ragazzi delle scuole e ai giovani siciliani e del mondo?

Antonio Presti – “Attraverso questo grande evento culturale, vogliamo lanciare un messaggio a tutte le giovani generazioni, non solo quelle della nostra isola, il nostro è un pensiero collettivo che abbraccia le diverse culture (che sono tutte passate da qui nei secoli e che abbiamo accolto e assorbito): intendiamo affermare che il potere economico è dipendente rispetto al potere della conoscenza. Per essere uomini e donne liberi bisogna nutrirsi di conoscenza, e le giovani generazioni devono comprendere che l’unico mezzo per vivere in libertà e democrazia è lo studio, il sapere. La poesia, dono del cuore attraverso la parola, è vera Conoscenza. Non c’è futuro, non c’è democrazia, non c’è economia senza Conoscenza.

La Fondazione Fiumara d’Arte, i poeti e gli studenti coinvolti nella tre giorni di eventi tra Savoca, Castiglione di Sicilia e Linguaglossa (in un immaginario cerchio intorno all’Etna e alla sua energia primordiale) ri-affermeranno questo principio di rigenerazione, sostenendo per il futuro la consapevolezza della scala dei valori umani e della vera “potenza” dell’essere umano e del suo stare attivamente nel mondo”.

Il numero 37 ha un significato preciso?

Josephine Pace-  “Il linguaggio è fatto di simboli, inizialmente volevamo trasmettere l’idea che i valori umani, la consapevolezza e la bellezza sono “superiori” ai valori meramente economico-finanziari che regolano i rapporti di forza tra nazioni e potentati. Quindi abbiamo scelto un numero che riecheggiasse il G7 e lo superasse.

Poi ci siamo resi conto che secondo varie tradizioni il numero 37 è legato proprio ad un diverso modo di guardare la realtà: nella Cabala è legato alle arti nobili, tra cui la poesia, e sviluppo degli interessi e organizzazioni culturali, nella Smorfia napoletana è collegato alla figura del monaco ossia alla capacità di elevare lo spirito, a conservare e tramandare la cultura, a preservare la purezza senza essere scalfiti dalle tentazioni e ipocrisie quotidiane, nella tradizione cristiana il 37 ha tantissimi significati e rimandi nelle sacre scritture… e potremmo continuare a lungo, ma in realtà sono tutte “coincidenze” su un numero che abbiamo scelto per puro “caso” ad intuito”.

Organizzare un evento di queste proporzioni in concomitanza del G7 non deve essere stato facile…

Gianfranco Molino – “Non lo è stato affatto! Innanzitutto per i tanti limiti che le questioni di sicurezza pongono in questo momento. Per questo ci siamo basati su una scelta di territori e luoghi simbolici ma poco frequentati che non fossero stati inclusi nel percorso del G7, anche allo scopo di valorizzarli e farli conoscere al grande pubblico. La presenza di Poeti nazionali ed internazionali (come lo statunitense John R. Keene), rende questo evento un momento unico per accendere i riflettori su questi territori dimenticati o comunque fuori dai circuiti classici del turismo di massa.

Del resto il Summit della Poesia si inserisce in un progetto più ampio della nostra Fondazione rivolto alla valorizzazione, recupero e alla ri-consegna di luoghi bellissimi vittime dell’incuria e dell’abbandono da parte delle istituzioni.

Questo è il nostro progetto ad esempio per Le Rocce: concesso in comodato d’uso per 99 anni dalla cittá metropolitana di Messina alla Fondazione Fiumara d’Arte, luogo dimenticato per oltre 50 anni che rinascerà con l’arte e la bio-architettura del paesaggio, uno spazio profanato che ritorna a vivere in nome della Bellezza, una politica della Bellezza che creerà percorsi artistici, culturali, turistici e ambientalistici in sinergia con i comuni del comprensorio. Insomma vogliamo propagare dalla Sicilia un’onda di rigenerazione, attraverso l’arte e la bellezza, e di messaggio positivo per un futuro sostenibile di tutta l’umanità”.

 

 

Antonio Presti artista e mecenate di Messina, presidente e fondatore della Fondazione Fiumara D’Arte, ha realizzato in Sicilia negli ultimi trent’anni opere artistiche monumentali di valore internazionale: il museo a cielo aperto Parco “Fiumara d’Arte”, l’albergo-museo di arte contemporanea “Atelier sul Mare” a Tusa, la Porta della Bellezza nel quartiere di Librino a Catania,opera quest’ultima che ha ottenuto il riconoscimento di Papa Benedetto XVI e del Presidente della Repubblica Giorgio Napolitano e ha determinato l’assegnazione a Presti della cittadinanza onoraria di Catania. La città metropolitana di Messina nel 2016 ha riconosciuto il ruolo e il valore etico delle sue attività, siglando lo scorso dicembre l’accordo per la concessione in comodato d’uso per 99 anni del villaggio turistico Le Rocce di Taormina, uno dei posti più suggestivi dell’Isola e oasi turistica ambientale abbandonata dal 1972 e rimasta per quasi 50 anni chiusa al pubblico. “Le Rocce” diventeranno così il tramite per riconsegnare un bene comune negato a un territorio diventato nel tempo simbolo di spreco e di degrado.

Josephine Pace, imprenditrice, consulente, scrittrice, poeta e amica di poeti, ama far interferire in modo creativo i vari suoi interessi e passioni, riconoscendo il potere rigenerativo delle arti in particolare di quelle che usano il linguaggio e lo ricaricano di significato. Ha pubblicato due raccolte di poesie, racconti brevi e saggi letterari per diverse case editrici (Zona, Scheiwiller, Giulio Perrone) e riviste specializzate. Ha curato l’ideazione e l’organizzazione di molte edizioni di Festival Internazionali di Poesia per la Città di Caltagirone e rassegne annuali di incontri con autori contemporanei e dato vita a molti eventi culturali anche in ambito socio-economico.

Gianfranco Molino è vicepresidente della Fondazione Antonio Presti – Fiumara d’Arte, creativo e da sempre attivo in azioni civili e di promozione sociale, è impegnato nella produzione esecutiva degli eventi della Fondazione, dalla progettazione all’allestimento, fino alla comunicazione. Ha curato la programmazione, l’editing, i titoli, le sequenze fotografiche e le colonne sonore di parecchi video e documentari della fondazione. Ricordiamo tra questi la regia del documentario I 25 anni di Fiumara d’Arte, Fiumara d’Arte:  I colori della Sicilia sulla strada delle ceramiche e la direzione del montaggio di 500 spot per Librino.

 

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