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Il terrore di Las Vegas e le responsabilità della stolta America di Trump

Un cittadino "nativo" USA, incensurato, dalla stanza di un albergo a Las Vegas, spara sugli spettatori di un concerto compiendo un massacro

Giovani in fuga dal concerto durante la sparatoria a Las Vegas

Oltre 50 morti e oltre 400 feriti: durante un concerto country tenuto nella "streep" di Las Vegas, da una finestra del Mandalay Bay Hotel, un terrorista americano spara sulla folla rimasta senza riparo. E' il più grande massacro di civili compiuto negli Stati Uniti e da un singolo sparatore. A parte un tweet di colpo pacato (il terrorista si chiamava Stephen Paddock), Donald Trump ci appare il più inadatto presidente per proteggere una nazione da se stessa

Stephen Paddock

Terrore che più terrorista di così non é possibile immaginare persino nell’America post 9-11: oltre 50 morti, oltre 400 feriti a Las Vegas, Nevada, durante un concerto che chiudeva un famoso festival di musica country. Quello che ormai diventerà il più grande massacro di civili causato da una sparatoria della storia degli Stati Uniti, sembra che sia stato ideato e commesso da un solo uomo: Stephen Paddock, 64 anni anni, incensurato, residente a Las Vegas. Passock alla fine si è suicidato quando ormai la polizia di Las Vegas aveva individuato la sua stanza al 32esimo piano del Mandalay Bay Casino and Resort Hotel. Ma prima di uccidersi, il terrorista  ha scaricato diversi caricatori dalla sua arma automatica, puntata contro la folla che dalla dalla finestra poteva osservare mentre riempiva parte della famosa “Strip”, chiusa per il concerto. Quando la folla (c’erano 22 mila persone al concerto!) ha finalmente capito che era diventata il target di una pioggia di pallottole, ha cercato di trovare una via di fuga, ma non sempre questa era immediata. Per lunghissimi minuti al rumore secco degli spari provenienti dall’Hotel replicavano le disperate grida della calca in panico; per chi era ormai diventato il troppo facile bersaglio di quella scarica di piombo, il tempo si è fermato. Quando poi è stato chiesto ai superstiti quanto tempo era durato quell’inferno in cui migliaia di persone si accalcavano uno sopra all’altra per cercare di scampare alla morte, molti degli intervistati dalle tv americane, non riuscivano più a determinare il tempo. Quei dieci o quindici minuti, saranno sembrati l’eternità di quando si precipita all’inferno. 

Il presidente Donald Trump, di solito pronto a dare giudizi affrettati con il suo account twitter, alle 7:11 di stamattina (ora di NY), ha scritto un messaggio di cordoglio per le vittime: “My warmest condolences and sympathies to the victims and families of the terrible Las Vegas shooting. God bless you!”.

Ci viene immediato il pensiero: cosa avrebbe scritto nel suo tweet Trump, se invece di Stephen Paddock, lo sparatore di Las Vegas si fosse chiamato Abdul Hammad?

In questa tragedia umana, di cui presto inevitabilmente sapremo altri particolari agghiaccianti, ci preme ribadire quanto sia difficile fermare la mano assassina di una mente omicida, ma un paese civile deve rendere un piano criminale almeno più difficile da attuare, invece che facilitarlo con le sue leggi.  L’America in cui, in molti stati, chiunque in possesso di una carta d’identità può ancora comprare un’arma capace di uccidere in pochi istanti decine di persone, non sembra essere un paese che mette la protezione della vita dei sui cittadini come fondamentale dovere dello stato democratico.

L’attuale inquilino della Casa Bianca, come suo primo atto da presidente, cercava di far passare executive order per bloccare l’ingresso di migranti legali provenienti da paesi a maggioranza musulmana e da dove mai nessun cittadino aveva commesso un attentato terroristico nel territorio USA.  Lo stesso presidente cioè, che appena entrato alla Casa Bianca si è messo a proteggere, come se non bastasse già purtroppo il Congresso a maggioranza repubblicana,  la lobby della National Rifle Association, che approfitta di interpretazioni costituzionali sul diritto di possedere armi non più in linea con quelle di un paese civile, ed è ormai diventata la maggiore “facilitatrice” del terrorismo made in USA.

Il festival era di musica country, quella che si ascolta ed è più amata proprio in quegli stati “rossi” del Middle West e del Far West, che hanno eletto Donald Trump. Ci appare legittimo il sospetto, che tra le migliaia di fan terrorizzati dal terrorista di Las Vegas, molti abbiano votato per Trump, e che alla sua entrata alla Casa Bianca abbiano pensato di essere più sicuri con lui, soprattutto dopo quell’executive order contro gli immigrati legali ma musulmani. Dal 2 ottobre, la logica dovrebbe far pensare che quella loro sicurezza basata sulle promesse di Trump di chiudere le frontiere e costruire muri, dovrebbe rivelarsi per quella che era: semplice illusione, demagogia elettorale di un profittatore del senso di insicurezza dei cittadini. Chi guida oggi gli Stati Uniti d’America semmai facilita la “libertà” di poter diventare, in ogni momento, un terrorista americano armato fino ai denti. Il presidente prima di Trump, Barack Obama, pur rimanendo bloccato dal Congresso, lo abbiamo visto versare lacrime quando i bambini venivano massacrati da questo tipo di terrorismo e si é sempre schierato, anche se inutilmente, per una legislazione che aumentasse il controllo delle armi. Il presidente Trump non lo vediamo capace di piangere e ammettere le sue colpe, ma almeno speriamo che venga smosso, se non dalla compassione, dalla realizzazione che chi lo ha votato, dopo questa immensa tragedia, possa avere un sussulto e capisca quanto sia da stolti e persino da complici continuare a dare licenza di uccidere in questo paese.

Il presidente Trump ieri aveva scritto, sempre in uno dei suoi twitter,  che il Segretario di Stato Rex Tillerson stesse “perdendo tempo” a cercare di trovare una soluzione diplomatica con “rocket man”, come Trump chiama il dittatore della Nord Corea. Speriamo che Trump, dopo questa tragedia per nulla inevitabile a Las Vegas,  lasci lavorare in pace chi sta cercando di evitare una catastrofica guerra nella penisola coreana, e si occupi invece seriamente della sicurezza dei cittadini americani, oggi lasciata in bilico più che da terroristi venuti da lontano o dittatori di paesi isolati, da un criminale supporto politico agli interessi di costruttori e venditori di armi.

AGGIORNAMENTO (Ore 10:55 di New York).

Il Presidente Donald Trump ha appena parlato in televisione alla nazione. Qui il video e clicca qui per la traduzione.

Aggiornamento ore 4:00 pm di NY: i morti sono ora saliti a 59. I feriti oltre 500.

  • Luigi Angelini

    Trovo vergognoso che si utilizzi il proprio pensiero politico per deformare la realtà ; sparatorie in ogni luogo sono la caratteristica degli stati uniti sotto tutte le presidenze. Un pò di onestà intellettuale ed una lettura dei fatti nel tempo non farebbe male e forse sarebbe ora di cominciare a capire come rimettere i valori nella nostra società invece di continuare come guelfi e ghibellini.

    • StefanoVNY

      Caro Luigi Angelini,
      legga la mia risposta al lettore Santini, vale anche per il suo intervento. Cordialità SV

  • antonello santini

    caro Stefano Vaccara, mi perdoni se saro’ diretto, ma il suo articolo e’ insulso e decisamente superficiale. Lei parla della ” stolta america di Trump” come se il massacro di Las Vegas dipendesse da lui o dalla sua politica. Il signor trump, che personalmente mi da fastidio, non c’entra nulla, negli stati uniti si spara da una vita, e massacri, tragedie e sparatorie accadono da sempre, e’ successo anche sotto Obama, visto dal mondo come il nuovo messia. Sia piu’ lucido nelle sue ” analisi” ma soprattutto faccia di piu’ il giornalista, visto che dice di esserlo. Saluti.

    • StefanoVNY

      Caro Antonello Santini,
      Obama si opponeva alla lobby della NRA e spingeva (senza risultati) il Congresso a legiferare per il gun control. Trump ha preso 30 milioni di dollari dalla NRA per la sua campagna elettorale ed e’ al 100% allineato alla sua posizione: non fare assolutamente nulla. Certo le sparatorie accadono da sempre, ma mi sembra che ci sia una bella diffeerenza di responsabilità politica e morale tra chi ha cercato di opporsi alla NRA e chi invece l’appoggia e in cambio ne riceve sostegno elettorale. Non crede? Saluti SV

      • Paolo Martelli

        la Clinton ha speso enormemente più di Trump per la propria campagna elettorale, finanziata da Soros, autore di colpi di Stato in giro per il mondo da 20 anni – lo dicono i documenti segreti USA stessi svelati da Wikileaks – e da Israele Qatar e Sauditi, che sono ricchi clienti del mercato delle armi di guerra dagli USA: secondo il suo sillogismo, ergo, questa è la spiegazione dei conflitti in Medio Oriente Siria Iraq così come del terrorismo islamico, Al Quaeda Nusra e Isis. in effetti questo hanno spiegato pubblicamente Dick Cheeney, McCain e generali americani e NATO, e tenendo a mente le parole esaltate della Clinton sulle “primavere arabe”, la guerra in Libia e il finanziamento di jihadisti ribelli, cioè terroristi, rivendicandoli quali suoi grandi successi. per la cronaca, ISIS ha rivendicato “il terrore di Las Vegas” e inneggiato a Paddock “soldato di Daesh”. Cari saluti

        • fabio

          quante banalita da complottaro, russobot. aggiornail sistema, questa volta l isis non c entra.
          ps da fastidio essere chiamato russobot? ecco tu pensi che dietro il male del mondo ci siano i complotti di soros io quelli di Puteen. chissa chi ha ragione rossobruno

  • Paolo Martelli

    è la stolta America non di Trump, ma della Clinton di Obama dei Bush
    Trump è stato eletto Presidente appena 11 mesi fa, si è insediato ufficialmente solo 9 mesi fa alla Casa Bianca, e nemmeno viene riconosciuto legittimo ancora oggi.
    Bush – da sempre ostile a Trump alla pari della maggioranza dei senatori repubblicani – ha ricevuto 2 mandati consecutivi, così come Obama; tutti i mass media americani ed europei sono schierati ferocemente contro la Presidenza Trump; e ripetono che gli ambienti istituzionali e le lobby varie – dalla stampa a Hollywood, dalle ONG Associazioni e Comitati di quartiere e le loro “adunate di piazza” finanziate da Soros e simili; dallo Show Business di Madonna Beyonce REM Bruce Springsteen e Lady Gaga, ai Social Network di Zuckerberg ed Evan Williams, alla NBA e la NFL perfino!.. – sono schierati sempre contro la Presidenza Trump; qualche giornalista fuori dal coro ha il coraggio ogni tanto di spiegare che l’intero apparato governativo, la Pubblica Amministrazione, il cosiddetto Deep State che è la versione operativa “sul territorio” delle istituzioni governative, sono tutti schierati ferocemente contro Trump, e perfino i Servizi informativi e le gerarchie militari sono contro Trump, CIA NSA Esercito… l’ONU la NATO l’UE sono schierati contro Trump; un po’ di tempo fa la Rowling, autrice del mitico Harry Potter, ha rivelato che Trump è un mostro più mostruoso di Voldemort…!
    di fronte a tutto questo, dire che questa è l’America di Trump, suona ridicolo, grottesco e vergognosamente manipolativo; ci sarebbe da ridere sulle narrazioni pretestuose, fantasiose e capricciose di tale e tanta stampa “libera” e democratica; solo che i morti fatti da questa retorica ipocrita e violenta, sono reali; e chi mente e inganna per interessi di bottega o partito ne è orrendamente complice.

  • Mikahel

    Ma davvero ci prendete per idioti?
    Pensate sia possibile portarsi 10 fucili dentro una camera d’albergo di Las Vegas (mica Canicattì)!
    Per poi cosa farci, se ne basta 1 con alcu i caricatori per fare strage!
    Forse chi è dietro questo atto sono gli stessi che alimentavano ISIS dalle loro poltrone occidentali?
    Più che la voce di New York, questo giornale sembra orientato alla voce del deep state.

    • StefanoVNY

      Da quello che si è capito, sembra che fosse invece piuttosto facile portare quelle borse in camera senza destare sospetti. Soprattutto direttamente dal garage senza passare dalla hall. Per quanto riguarda il “deep state”, non resistiamo alla battuta: da gola… a voce profonda… 🙂

  • Mikahel

    Che strano però, quel signore come avrà portato 10 fucili in camera?
    E perchè 10 e non 1 soltanto con 10 caricatori?
    chiarisca prr noi sig. Vaccara

  • StefanoVNY

    Caro Mikahel, non sto difendendo nessuno, mi sembra solo troppo presto per tirare conclusioni in merito ai dieci fucili. In quanto a deep state e film porno, per la verità pensavo più allo scandalo watergate e “gola profonda” era chiamato colui (numero 2 Fbi poi si e’ saputo) che informava i giornalisti… Comunque sempre su Deep State etc, scrissi non tanto tempo fa un libro sull’omicidio JFK, non mi sembra che quello aiutasse a prenotare un posto nella loro civiltà orwelliana. Saluti

    • Mikahel

      Ok, vada per il Watergate e JFK, ma questo è il suo titolo:
      “Un cittadino “nativo” USA, incensurato, dalla stanza di un albergo a Las Vegas, spara sugli spettatori di un concerto compiendo un massacro”.
      Le prove non possono essere certe sia stato lui, troppo presto.
      Credo bisogni tornare ad un giornalismo indagativo ed aggressivo che metta in discussione l’ufficialità sbrigativa delle indagini o forse di alcuni uffici di Washington o TelAviv che saltano le indagini e vanno al sodo.
      Quest’uomo potrebbe essere innocente, viste le attuali indagini da cui non perviene molto oltre arruffate dichiarazioni contrastanti tra FBI e altri organi più o meno ufficiali.

      È successo il giorno 11 anche stavolta (10/1) è come nel caso delle twin tower il colpevole è stato trovato subito, chissenefrega delle dichiarazioni farneticazioni di alcuni testimoni che parlano di spari multipli e poi chissenefrega se la polizia è entrata in camera della presunta vittima di infondate notizie, solo 75 minuti dopo gli spari!

      Non è teoria del complotto, ma ribellione ai complotti che vedono i “restaurati babilonesi di Nimrod” contro l’essere umano, ovvero Noi tutti. È bene prenderne definitivamente atto e non fare finta di nulla, al prossimo sacrificio Lucifero potremmo esserci noi.
      Non mi dia dell’esaltato, guardi l’inaugurazione del Gottardo, non era carnevale quel giorno!

  • votochivoglio

    Caro Stefano Vaccara, articolo insulso e pieno di livore. Ancora non digerisce cil fatto che l’America abbia liberamente scelto Trump. Se ne faccias una ragione. per la gente come lei, se ogni cosa è colpa di Trump. Intanto se ne va giustamente da quel consesso pieno di odio per Israele che è l’unesco. Bisogna uscire dall’onu, organismo obsoleto, inutile e parassitario. In Italia ne abbiamo un esempio , ha prodotto la boldrrina, il nulla cosmico.

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