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State Department: valigie in mano per Tillerson, Pompeo supera Haley?

Secondo il New York Times, la Casa Bianca avrebbe un piano per forzare il Segretario di Stato Rex Tillerson a lasciare il posto

Rex Tillerson, Segretario di Stato degli USA

La voce secondo cui sarebbe Mike Pompeo, direttore della CIA, a rimpiazzare Tillerson in caso di licenziamento, metterebbe per il momento in secondo piano la figura di Nikki Haley. L'ambasciatrice USA alle Nazioni Unite è un profilo spigoloso, tagliente, polemico. Forse troppo invadente anche agli occhi dello stesso Donald Trump, a cui però spetterà l'ultima parola (anche su Tillerson)

Mike Pompeo, direttore della CIA

Dopo Steve Bannon, Michael Flynn, John Spicer, Anthony Scaramucci, Reince Priebus e Derek Harvey, la Casa Bianca sembra sia davvero vicina a perdere un nuovo pezzo da novanta: il Segretario di Stato Rex Tillerson. Secondo una fonte interna sentita dal The New York Times, infatti, la White House avrebbe un piano per forzare Tillerson alle dimissioni o al licenziamento e per porre al suo posto Mike Pompeo, direttore della CIA. Pompeo che a sua volte verrebbe rimpiazzato nel suo ruolo attuale dal senatore Tom Cotton, Repubblicano dall’Arkansas. Un piano che sarebbe stato sottoposto a Donald Trump e sul quale il presidente, come riporta il Times, non avrebbe ancora detto l’ultima parola.

Pungolato dai giornalisti, nella mattinata di giovedì 30 novembre, lo stesso Trump si è limitato a ripetere: “Lui è qui. Rex è qui”. Ma le voci che si sono rincorse nelle ultime ore, riprese dal New York Times e riportate anche dall’agenzia stampa Reuters, confermano un trend che sembra andare avanti da tempo.

Numerosi, infatti, gli episodi che hanno visto la figura di Rex Tillerson in bilico, debole, con un piede fuori dal Dipartimento di Stato e con l’altro in affanno. Dalla polemica sul presunto “moron” (tradotto: “imbecille, deficiente, o peggio menomato psichico”), che Tillerson stesso avrebbe pronunciato parlando di Trump. Passando per le divergenze di posizioni sull’accordo nucleare fatto con l’Iran (per il quale Tillerson è sempre parso più soft di Trump). Fino alla Corea del Nord, fronte sul quale Donald Trump aveva pubblicamente criticato Tillerson “di perdere il suo tempo” nel tentare la via diplomatica con Pyongyang.

L’ambasciatrice USA Nikki Haley parla con i giornalisti prima di un Consiglio di Sicurezza sulla Siria, a novembre

La voce secondo cui sarebbe Mike Pompeo a rimpiazzare Tillerson in caso di licenziamento, metterebbe per il momento in secondo piano la figura di Nikki Haley. L’ambasciatrice statunitense alle Nazioni Unite, che in questo primo anno al Palazzo di Vetro è finita agli onori delle cronache in più di un’occasione per il suo linguaggio diretto, schietto, spesso polemico, era stata accostata in più occasioni a nuovo Segretario di Stato, nel caso di licenziamento di Tillerson. La stessa Haley che non si era palesata al Consiglio di Sicurezza del 21 settembre 2017, quando durante la 72esima Assemblea Generale ONU, il texano solitario Tillerson era intervenuto sul pericolo delle armi nucleari in qualità di Segretario di Stato. La stessa Haley che forse, però, proprio per la sua personalità e il suo profilo in evidente crescita, potrebbe apparire troppo scomoda persino per Trump. A cui, comunque, spetterà l’ultima parola.

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