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Conte a Washington: proverà come Gentiloni a smuovere Trump sulla Libia?

In un periodo in cui le relazioni tra USA e UE sembrano in discussione, la visita di Conte dirà qualcosa in più dei rapporti con l'Italia

Donald Trump e Giuseppe Conte al Vertice Nato.

Giuseppe Conte a Washington. Il Premier italiano incontrerà il presidente degli Stati Uniti Donald Trump in occasione di una bilaterale in programma per lunedì prossimo, 30 luglio. Non è il primo incontro tra i due leader: Conte e Trump si sono già incontrati in occasione del G7 e dell’ultimo vertice Nato. In entrambi i casi, i due sembrano aver trovato una certa comunanza di idee e intenti.

La visita cade in un periodo in cui le storiche relazioni tra Stati Uniti e Unione Europea sono sempre più messe in discussione. In occasione dell’incontro di Helsinki con Vladimir Putin, Trump non aveva fatto mistero di considerare l’Europa tra i “nemici”, i “rivali” degli USA, facendo chiaramente riferimento alla guerra commerciale ingaggiata dal Presidente a colpi di dazi.

Le tensioni sembrano essersi in parte diradate nelle ultime ore, dopo la missione del presidente della Commissione Ue Jean-Claude Juncker a Capitol Hill, dopo la quale Trump sembra aver sventolato, rigorosamente a colpi di tweet, bandiera bianca.

Di certo, tra l’amministrazione Trump e il nuovo Esecutivo italiano sembrano esserci alcuni punti di convergenza: in primis, sul tema dei rapporti con la Russia e delle sanzioni. Un punto di divergenza potrebbe essere, invece, l’intenzione del Commander-in-Chief di comminare sanzioni ai Paesi europei che fanno affari in Iran. Nella nota di Palazzo Chigi, si legge: “I due Paesi approfondiranno la loro collaborazione, che è essenziale per la sicurezza e la stabilità internazionale nei principali teatri, quali il Mediterraneo, l’Iraq e l’Afghanistan, e intensificheranno la cooperazione ai fini della reciproca crescita economica”.

Chissà se, dal canto suo, Conte seguirà i passi del suo predecessore Gentiloni – all’epoca freddato dall’indifferenza del suo interlocutore sulla questione -, nel chiedere l’aiuto di Washington nella stabilizzazione della Libia. Dossier decisamente lontano dagli interessi degli States.

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