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9/11, diciassette anni dopo: la resilienza di New York a Cortlandt Street

Riapre la stazione della metropolitana distrutta durante gli attentati, le parole di chi non ha dimenticato

"WTC Cortlandt è più che una fermata della metropolitana" dichiara il presidente della società MTA Joseph Lhota "È simbolo della determinazione dei newyorkesi di ripristinare e migliorare l'intero sito del World Trade Center"

New York ha una sua forza, un suo potere che va oltre le individualità dei singoli cittadini. La città e i i suoi abitanti si alimentano a vicenda, sopravvivono insieme, in un legame simbiotico unico al mondo. Diciassette anni: tanto ci è voluto per riaprire la stazione di Cortlandt Street, distrutta durante gli attentati alle Torri Gemelle. 

Un punto grigio solitario, in mezzo ai colori delle linee della metro newyorkese: ecco cosa rappresentava la stazione fino a qualche giorno fa. Ma compariva in qualsiasi mappa, vibrando di un’energia propria. Era una promessa, una vittoria che aspettava di essere colta.

“Dedicated to Those who fell and Those who carry on”: il tributo ai vigili del fuoco invita tutti coloro che passano a ricordare, ma anche a continuare, a proseguire. Non sono una New Yorker, ma sfiorando le parole incise nel bronzo, sento la forza di volontà di una città intera e delle persone che hanno scelto di lottare. Non importa se all’epoca si era troppo piccoli per capire: la sofferenza la riconosci ovunque, anche a chilometri di distanza. Il dolore aveva ammutolito il mondo, ma la forza di volontà ci aveva legati indissolubilmente. 

La pioggia lenta e fitta che cade in questi giorni a New York bagna le vasche del World Trade Center. Le persone passano, lasciando un fiore, sfiorando un nome. Ci parlano dei loro cari, senza lacrime; ci raccontano di persone comuni che sono diventate eroi. Ma ne parlano. La città non dimentica né chi è scomparso né chi è sopravvissuto: l’ultimo capitolo è stato scritto, le ultime macerie tolte; le pareti della stazione della metropolitana recitano le parole della Dichiarazione di Indipendenza e della Dichiarazione Universale dei Diritti Umani, a perenne monito che il dolore e la distruzione possono unire.

“CHORUS” a Cortlandt Street (foto www.mta.info)

“Era una mattina bellissima ed avevo accompagnato mia figlia a visitare il nuovo asilo , quando si è sparsa la notizia”, ci raccontano Loredana, Hanover Township, New Jersey, “A incredulità  e stordimento iniziale è seguito un senso di affanno e premura di sapere che tanti si potessero ancora salvare .Invece verso sera un senso di gelo , piombo nello stomaco e lacrime sotto le coperte. Anche se non coinvolta direttamente , è come se fosse mancato un familiare e con LORO fosse svanito un po’ del mio “sogno americano”. Non apprezzo tanto le celebrazioni ufficiali, ma quelle piccole rose bianche sui nomi dei cari perduti  sono la testimonianza più struggente”.

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