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Thanksgiving 2018: nulla da ringraziare per quell’idiota ancora alla Casa Bianca

Trump continua a confermare di essere il peggior presidente della storia USA e in questo giorno di festa bisogna ricordare i pericoli che comporta

Trump-Mussolini (by Antonio Giambanco for VNY)

Ma in che paese crede di governare Donald Trump? Dalle sue ultime mosse, si crede già un dittatore, ma per fortuna la democrazia USA non è fatta con le banane ma dalle leggi costituzionali, che nel giorno di Thanksgiving 2018 siamo grati di avere ancora forti e chiare.

In questo Thanksgiving 2018 c’è sicuramente qualcuno da non ringraziare in America: il presidente Donald Trump.
Ormai, tranne quei suoi elettori che lo rieleggerebbero anche “se lo rivedessero” sparare sulla Quinta Avenue, la maggioranza degli americani, così come dei cittadini sparsi del mondo, si è resa conto del gravissimo pericolo che corriamo tutti nell’avere alla Casa Bianca un uomo tanto idiota quanto egoista, incapace nel prendere qualsiasi decisione senza guardare soltanto al suo tornaconto personale.

L’ultimo comunicato presidenziale, che annunciava perché il governo degli Stati Uniti prendeva la decisione di non punire più di tanto il regime dell’Arabia Saudita nonostante le agenzie di intelligence americane gli avessero confermato che il principe Saud fosse stato il mandante dell’omicidio e smembramento del corpo del giornalista residente negli Usa Jamal Khashoggi mentre si trovava nel consolato saudita di Istanbul, è l’ennesima conferma – ma non ne avevamo certo bisogno  – che Trump è il peggiore presidente della storia degli Stati Uniti: questo non solo per le decisione sbagliate che continuamente prende, ma soprattutto per i messaggi di disprezzo nei confronti della democrazia e dei suoi valori che  egli trasmette ai cittadini. In quest’ultimo messaggio Trump ha praticamente ufficializzato al mondo intero che il suo governo – parlando quindi a nome di tutti gli Stati Uniti – se ne fotte della vita e dei diritti umani dei giornalisti o di chiunque venga massacrato per le sue idee, basta che con i massacratori si facciano buoni affari. Adesso è ufficiale e su carta intestata e firmata della Casa Bianca.

Donald Trump (by Antonio Giambanco/VNY).

E poi sempre in questi giorni si è avuta conferma che quello che Trump urlava nei comizi elettorali non erano sparate per acchiappare voti anche da coloro (una piccola minoranza, ne siamo ancora convinti) che non nutrono alcun rispetto per le regole democratiche, ma che quelle di Trump sono idee autoritarie e fasciste che lui intendeva attuare una volta arrivato al potere. Trump si crede insomma di avere avuto dai suoi elettori il mandato non alla presidenza per il governo degli Stati Uniti, ma alla sua dittatura!

Come si potrebbe  interpretare diversamente la notizia bomba pubblicata dal New York Times che descrive un Trump da poco entrato alla Casa Bianca che cerca di far indagare (e arrestare ?) la sua rivale alle elezioni Hillary Clinton? Ma in che paese crede di vivere Trump e, a questo punto ci chiediamo, chi lo continuerebbe a votare?

E ancora, mentre un giudice gli tira le orecchie sulle decisioni incostituzionali sui migranti, ecco che Trump si scatena nel suo sogno dittatoriale contro il potere giudiziario. E non basta che lo richiami il giudice capo della Corte Suprema John Roberts, Trump si scatena anche contro di lui!

No, non c’è nulla da essere grati e ringraziare alla Casa Bianca per questo Thanksgiving 2018. E non cominciamo a tirar fuori la storiella dell’ economia a gonfie vele perché Trump, un figlio di papà che ha fatto già bancarotta e chissà da quali soldi è stato più volte salvato quando aveva finito quelli di papà, non solo aveva trovato una economia resuscitata da Obama dopo i disastri finanziai del 2008, ma con i suoi tagli fiscali ai ricchi e alle grandi società ci porterà alla bancarotta dello stato federale!

Ma in che Paese crede di governare Donald Trump? Dalle sue ultime mosse, sembra proprio che the Donald soffra delle vertigini del potere,  ma la dittatura può attendere: per fortuna la democrazia USA non è fatta di banane ma da leggi costituzionali forti e chiare, che nel giorno di Thanksgiving 2018 siamo grati di avere. Il 6 novembre di quest’anno abbiamo visto come la maggioranza degli elettori non ne possa più di vederlo alla Casa Bianca (Un buon auspicio è la notizia che Trump ha perso deputati del suo partito alla Camera con un margine che non accadeva dallo scandalo Watergate! Beh, sappiamo poi come andò a finire a Nixon…). Attendiamo quindi che il Partito Democratico si sappia riorganizzare per rispondere alle aspettative degli elettori, che ci sia ancora qualche repubblicano che voglia proteggere i valori e la costituzione degli Stati Uniti, per vedere questo idiota di presidente cacciato per sempre dalla Casa Bianca.  Allora sì che sarebbe un gran bel giorno di ringraziamento per l’America e tutto il resto del mondo.

 

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