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Tutto il potere al “Buon Capo” Salvini per la breve marcia degli italiani all’inferno

In questo passaggio storico-politico il soggetto politico Salvini puó presentarsi nella, davvero classica, condizione di ogni aspirante tiranno

Matteo Salvini (Foto Wolfgang Achtner)

Una prossima maggioranza assoluta, alla Camera e al Senato, con sostanza plebiscitaria ma in forme ancora parlamentari e democratiche, darebbe “attuazione” agli invocati “pieni poteri”: di cui è deliberatamente definita la sola attitudine di “promessa”, di “viatico per un Mondo Nuovo”.

La Lega presenta una mozione di sfiducia contro il Governo di Giuseppe Conte, che è stato, come si vede anche da questo atto, decisivamente un (primo) Governo Salvini.

Matteo Salvini chiede “pieni poteri”: per “avere la forza di salvare questo Paese”, avendo avuto la responsabilità di governo negli ultimi sedici mesi.

Sono parole illogiche, evidentemente.

Ma proprio in simile apparente debolezza, risiede la loro potenza, la loro attitudine a rendersi stabile impostura.

In questo passaggio storico-politico, il soggetto politico Salvini, puó, cioè, presentarsi nella, davvero classica, condizione di ogni aspirante tiranno: quella del Buon Capo, che altri ostacolano, frenano nella sua marcia verso il Bene.

Si dice “Soggetto Politico Salvini”, perché ogni altra denominazione, come “partito”, “ministro” o “leader”, sarebbe parziale o fuorviante. 

La prima, perché esiste solo una persona e non una struttura autonoma; la seconda, perché designa un’unità istituzionale limitata, e che si iscrive in una collegialità che normativamente la limita: a fronte di una tendenza chiaramente volta a disconoscere simili caratteri; la terza, perché tradizionalmente, rimanda a prassi politiche rappresentativo-parlamentari, di orientamento occidentale e ancorato ad una tradizione, anche grammaticale, di fonte anglosassone: precisamente avversate e disconosciute dal filo-siberiano Salvini.

L’illusionismo della irresponsabilità, riesce quando si può, con un solo tratto di penna (o con un tweet), cancellare sè da un quadro, e lasciarvi solo gli “altri”: come tipicamente faceva Stalin, “ripulendo” le fotografie di gruppo che lo ritraevano “con” gli “altri”, essendo in effetti non “altri”, ma “sè”.

Quando si giunge a questa soglia di possibile manipolazione, in realtà, si è già dentro un processo costitutivo di una tirannide.

Una prossima maggioranza assoluta, alla Camera e al Senato, con sostanza plebiscitaria ma in forme ancora parlamentari e democratiche, darebbe “attuazione” agli invocati “pieni poteri”: di cui è deliberatamente definita la sola attitudine di “promessa”, di “viatico per un Mondo Nuovo”. A quel punto, anche il M5S  sarebbe stato già “tradotto” in “Soggetto Politico Salvini”.

D’altra parte, la “promessa” si innerva di tutte le già annunciate “prove preliminari”:

  1. la costruzione di un Nemico Pubblico, che imponga un Potere Unico e Risoluto, capace 
  2. di disfarsi di sentenze o provvedimenti che liberano quando si vorrebbe arbitrariamente condannassero, o condannino, quando, viceversa, si vorrebbe pronto un patibolo: e oggi su “un fronte” e domani dove meglio piacerà;
  3. di dileggiare ed estromettere la pur minoritaria libera stampa: non essendo sufficiente che la più parte di essa si mostri già ampiamente prona e paga di stare in ginocchio;
  4. di porre l’Apparato coercitivo dello Stato in postura capillarmente persecutoria verso ogni critica, fosse la più minuta (un lenzuolo da un balcone);
  5. di esporre il patrimonio e il reddito degli italiani ad ogni inquietudine finanziaria: traendo dal caos il pretesto per ulteriori avventurismi geopolitici, e per un’incomprensibile e inedita collocazione randagia dell’Italia sul terreno internazionale;
  6. di avviare la libertà individuale verso il buio di carcerazioni similsovietiche, senza mutare una virgola dai pur gravi errori dei suoi predecessori, e anzi rilanciandone i peggiori demeriti.

Di mentire; di minacciare; di liquidare.

È tutto pronto. Non c’è altra opposizione possibile, se liberale e democratica, che il rifiuto indefesso, integrale, di questo piano dittatoriale e di questo “Soggetto Politico”, nelle ultime come nelle prossime insegne.

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