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New York studia il “Modello Riace” di Mimmo: l’accoglienza è un’opportunità

Il calabrese Mimmo Lucano ospite della Casa Italiana Zerilli-Marimò della NYU parla di come ha rilanciato l'economia di Riace attraverso l'accoglienza

Left to Right: Teresa Fiore, Mimmo Lucano and Stefano Albertini (Photo Luca Mascia)

Il messaggio dell'ex sindaco è semplice e conciso: “bisogna riconoscere nello straniero non un nemico, ma essere fieri di conoscere un’altra persona”.

BACAS – Borghi Antichi Cultura Arti e Scienze – in collaborazione con la Casa Italiana Zerilli-Marimò della New York University ha organizzato l’evento “A Conversation with Mimmo Lucano” per parlare dell’“accoglienza”, un principio che ci ricordano essere legato all’essere inclusivi e accoglienti con il prossimo, soprattutto con coloro che cercano aiuto. Per l’evento è stato invitato direttamente dall’Italia Domenico Lucano, detto “Mimmo”, esempio concreto dell’accoglienza italiana nei confronti degli immigrati: sindaco di Riace, Calabria, dal 2004 al 2018, è l’ideatore del “Modello Riace”.

Mimmo e la sua amministrazione hanno incluso nella comunità i migranti arrivati a Riace, convertendo quello che per il resto dell’Italia è un “problema immigrazione” in una risorsa: le case abbandonate da tempo sono state date agli immigrati, i quali hanno cominciato a lavorare per far rifiorire la cittadina. Oggi Riace ospita persone da venti paesi diversi e vanta un innalzamento delle nascite annuali, rispetto alla situazione di forte emigrazione e spopolamento che viveva prima dell’attuazione “Modello Riace”.

Mimmo Lucano con il pubblico della Casa Italiana Zerilli-Marimò della New York University

Pietro Costa, fondatore e direttore creativo ed esecutivo di BACAS, a settembre si è recato a Riace per incontrare l’ex sindaco Lucano e lo ha invitato personalmente a presenziare alla serata sull’accoglienza svoltasi ieri a New York, in una sala affollata di persone. Costa ha aperto la serata, passando poi la parola a Tiziana Rinaldi Castro, la quale ha omaggiato gli ospiti con riflessioni sul significato di “ospitalità” e concludendo il suo discorso con un passo omerico:

“Straniero, non è mia abitudine trattar male un ospite,
anche se venisse qui qualcuno più misero di te,
perché tutti gli stranieri e i fuggiaschi sono protetti da Zeus,
e anche un nostro piccolo dono è prezioso.” (Omero,OdisseaLibro XIV)

Tiziana Rinaldi Fiore in “A Conversation with Mimmo” (foto Luca Mascia)

A seguito, Teresa Fiore – titolare della cattedra di Studi italiani e italo-americani alla Montclair State University – e Stefano Albertini – Direttore della Casa Italiana della NYU – hanno affiancato e moderato il resto della conferenza sul tema “accoglienza”, dibattendo con l’ex-sindaco di Riace sul suo operato rivoluzionario in quella che era una cittadina di 1600 abitanti. Mimmo in tutta la sua semplicità racconta di come è nata la sua, come la definisce lui, “missione impossibile”: dal lontano 1998 quando i Curdi sono sbarcati sulle spiagge di Riace fino ad oggi, in cui i migranti cercano un caldo abbraccio tra le mura della piccola cittadina. Grazie al “Modello Riace” non solo molti immigrati hanno trovato un posto in cui vivere dignitosamente, ma hanno anche ottenuto un modo per rendersi utili alla società lavorando e sentendosi dunque ancora più inclusi all’interno della comunità.

Teresa Fiore e Mimmo Lucano durante l’evento (foto Luca Mascia)

Il messaggio di Mimmo è semplice e conciso: “bisogna riconoscere nello straniero non un nemico, ma essere fieri di conoscere un’altra persona”, “dare priorità a quello che di umano è in noi”. In un momento che per Riace si presentava come una grande crisi di spopolamento a causa dell’emigrazione dei giovani verso il Nord d’Italia e all’estero, “il mare ha fatto tornare persone a Riace con volti diversi, volti del mondo”. È così che Mimmo parla della sua comunità, la quale ha mostrato la sua accoglienza a stranieri che si sono rivelati una nuova speranza per il futuro della città.

Albertini durante l’evento “A Conversation with Mimmo” (foto Luca Mascia)

Il “Modello Riace” è stato ripreso e studiato in tutto il mondo, creando un “turismo dell’accoglienza”, in cui persone si recano a Riace per studiarla e approfondire il fenomeno. In una “Europa fortemente divisa”, Mimmo Lucano presenta la sua città come un faro di speranza per l’accoglienza e la solidarietà, per l’unione di paesi ed etnie. “Quella di Riace – dice Mimmo – è un’opera immateriale che proprio per questo non conosce rovina” ed è destinata a durare attraverso il suo messaggio per sempre.

In un periodo storico e politico appena trascorso in cui l’immigrazione pareva esser diventata solo un motivo di preoccupazione ed un ostacolo al benessere sociale, il “Modello Riace” si afferma in tutta la sua evidenza come esempio di opportunità economica sia per l’immigrato che per colui che lo accoglie.

Mimmo Lucano risponde alle domande di Eleonora Francica per La Voce di New York

Al termine della conferenza, La Voce di New York ha posto un paio di domande a Mimmo riguardo il particolare scenario in cui si trova Riace e le recenti elezioni che hanno portato alla guida della città l’amministrazione Trifoli:

Con la vicinanza geografica tra Riace e Locri, uno dei principali luoghi calabresi colpiti dalla ‘Ndrangheta, il rischio di ricevere minacce per via della sua iniziativa è molto alto. Ha ricevuto minacce da parte di organizzazioni criminali, quali ‘Ndrangheta? E nel caso, come le ha combattute?

“In Calabria è sempre comune… Devi essere consapevole che c’è questo rischio”.

Durante la conferenza è stato affermato che i cittadini di Riace hanno ormai “inglobato” il significato di accoglienza, maturando una apertura straordinaria verso gli immigrati: ma come è stato possibile che con il suo arresto e tutto quello che quest’ultimo ha causato, sia stato poi eletto a sindaco Angelo Trifoli, leghista e quindi contro tutti i principi per cui lei si era battuto? 

“Questa è una storia che si interromperà perché lui è stato già giudicato ineleggibile. Per quanto riguarda il passaggio da sinistra a destra: è tutta l’Italia che si è spostata così. C’è stata una pressione molto forte e poi venivo da tre mandati consecutivi… C’era un’idea di cambiare… Non lo so, io non ero lì a Riace”.

 

 

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