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Italia chiusa per Coronavirus? Restare umani! Parla il sindaco Gianmarco Negri

Intervista al primo sindaco transgender d'Italia (nato col nome di Maria), alla guida di Tromello (Pavia), paese che oggi lambisce la zona rossa colpita dal Coronavirus

Gianmarco Negri durante l'intervista alla trasmissione TV "l'Assedio" di Daria Bignardi, del 30 ottobre 2019.

Le misure del governo Conte? "Credo che il criterio prudenziale sia da condividere, non si può fare altro al momento. Penso che stiano tutti cercando di fare del loro meglio, da noi sindaci, ai medici, ai governatori, tutti siamo in prima linea per affrontare qualcosa che ci ha lasciato spiazzati, che ci ha trovato impreparati. Anche i cittadini stanno cercando di fare del loro meglio, questo è un momento molto difficile, in cui dobbiamo portare avanti valori come solidarietà e senso civico. Il mio messaggio è: qualsiasi sia la situazione cerchiamo sempre di restare umani"

Come si vive oggi nella Lombardia colpita dal virus? Ce ne parla il sindaco di Tromello, un paese in provincia di Pavia, confinante con la zona rossa e attualmente in zona gialla. Gianmarco Negri, 41 anni,  è stato eletto con una lista civica “CambiaMenti per Tromello” a maggio del 2019. La sua vittoria (contro un rappresentante della Lega e il vicesindaco uscente) rappresenta una grande ed importante svolta per il nostro paese: Gianmarco infatti è nato con il nome di Maria ed è il primo sindaco transgender (F to M) in Italia.  E’ anche un avvocato e da sempre un attivista nella comunità LGTB+.

La sua è una storia di successo, di rottura degli schemi e di grande coraggio. Gianmarco è amatissimo dai suoi concittadini, che conosce da sempre e che lo hanno sempre stimato e visto come “la persona della porta accanto”. Si percepisce che sono per lui giorni complicati e pieni di incognite. Non è facile essere il primo cittadino in un momento in cui ansie, paure, dubbi e anche preoccupazione economica vengono a galla e colpiscono le comunità del nord Italia.  E’ proprio notizia del 4 marzo il nuovo decreto della presidenza del Consiglio che, fra le altre cose, chiude tutte le scuole, in tutta Italia, dalle materne alle Università fino al 15 marzo, sono sospesi anche eventi sportivi, meeting, rimarranno chiusi cinema e  teatri.

Come sta vivendo questa improvvisa emergenza da primo cittadino del suo paese?

“E’ un momento difficile, sono stati giorni caotici.

Fra i miei concittadini ci sono molte persone anziane, che sono giustamente preoccupate. Se c’è una cosa che mi fa arrabbiare è quando sento alcune persone dire “Eh, ma muoiono solo persone anziane”. Ognuno di noi ha un genitore, un nonno. Non è che solo perché il virus colpisca di più le persone anziane allora va tutto bene. Tutti poi sappiamo quanto siano importanti i nonni per i nipoti, soprattutto adesso che le scuole sono chiuse: chi terrà i piccoli a casa?”

Una veduta di Tromello, in provincia di Pavia (Wikimedia)

Cosa ha notato in questi giorni fra i suoi concittadini: paura, rassegnazione, preoccupazione?

“Un po’ tutte queste cose insieme. Come sempre esce il meglio e il peggio delle persone. Ci sono quelle più schive e magari un po’ egoiste che si chiudono ancora più in loro stessi, le persone spaventate che si preoccupano moltissimo, quelle più generose che stanno aiutando gli altri e si mettono a disposizione della comunità”.

So che avete aperto uno “sportello psicologico” gratuito, un’inziativa davvero lodevole in questo momento.

“Si, per questo devo ringraziare moltissimo la dott.ssa Maddalena Castelletti, una bravissima psicologa che si è messa a disposizione per rispondere alle domande dei cittadini. Mi ha raccontato di aver ricevuto chiamate anche da persone dalla Sicilia, che han trovato il numero dello sportello online e siamo comunque contenti di poter tendere una mano a tutti. La dottoressa sta davvero aiutandoci parecchio, dando supporto psicologico e consigli a chi si sente più fragile. E’ proprio una di quelle persone generose di cui parlavo, che si è messa volontariamente a servizio della comunità”.

La mappa con i casi accertati (in rosso) e sospetti (in blu) in Italia al 2 marzo, 2020 (Fonte WHO – OMS )

Nel suo paese ci sono stati dei casi positivi al coronavirus?

“No, nessun caso. Anche se la stampa locale all’inizio ha sparso la voce di un caso positivo e ci sono stati degli episodi da “caccia all’untore” che ho trovato poco piacevoli. Da parte mia ho cercato sempre di comunicare la verità, tramite video sulla pagina Facebook del comune e comunicati stampa. Mi sono informato anche direttamente alla Regione, che per adesso ha confermato che di casi positivi a Tromello non ve ne sono e ci tengo a ribadirlo. Ciò non toglie che in futuro ci potrebbero essere e che comunque le misure prese dal governo sono necessarie proprio per evitare la propagazione del virus”.

Lei è un avvocato penalista, sta continuando ad andare in udienza? I tribunali rimangono aperti?

“Per adesso sono ancora aperti, ma è palese quanto sia difficile poter rapportarsi “normalmente” anche in ambito giudiziario. Ad esempio, mentre ero in aula nel tribunale di Milano, un giudice mi ha chiesto di non avvicinarmi troppo e ho quasi dovuto lanciare il fascicolo del mio assistito sul suo tavolo.

Salvo però poi ricevere una penna biro proprio dalle sue mani, penna che ha girato varie altre mani, prima di tornare nelle sue. Insomma, le misure a volte vengono richieste ma non osservate, sicuramente c’è ancora un po’ di confusione sulle regole di igiene”.

A Milano come si sta vivendo questa “quarantena imposta”?

“Milano non è deserta come molti dei nostri paesi, ma ad esempio il proprietario di un bar al centro mi ha detto che non potendo più usare i banconi la gente non viene come prima e che comunque dopo le 18.30 lui chiude perché tanto non ci sono clienti. La gente preferisce tornare a casa e stare tranquilla.

Basti dire che il tassista che mi ha portato da San Babila a Corso Sempione mi ha detto che era la sua seconda corsa della giornata, quando a quella stessa ora solitamente ne avrebbe fatte già moltissime”.

Come stanno vivendo l’emergenza i commercianti nel suo paese?

“Male. Sono molto preoccupati e spero che le misure economiche che il governo sta mettendo in campo possano riguardare anche noi che siamo attualmente nella zona gialla. Noi infatti stiamo rispettando tutte le restrizioni come se fossimo in zona rossa ma non so se avremo le agevolazioni che sono state promesse alle zone rosse. Ecco, spero che se ne tenga conto e che si ricordino anche di noi. Ne parleremo proprio in Giunta domani.  Abbiamo deciso di pagare le cooperative che svolgono servizi continuativi anche se i loro servizi per adesso sono stati sospesi, proprio per non metterle in difficoltà”.

Cosa ne pensa delle misure del governo Conte, le approva?

“Credo che il criterio prudenziale sia da condividere, non si può fare altro al momento. Penso che stiano tutti cercando di fare del loro meglio, da noi sindaci, ai medici, ai governatori, tutti siamo in prima linea per affrontare qualcosa che ci ha lasciato spiazzati, che ci ha trovato impreparati. Anche i cittadini stanno cercando di fare del loro meglio, questo è un momento molto difficile, in cui dobbiamo portare avanti valori come solidarietà e senso civico. Il mio messaggio è: qualsiasi sia la situazione cerchiamo sempre di restare umani”.

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