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Le nuove vittime dell’Immigration alla Trump: gli studenti universitari stranieri

L’ultima decisione dell'amministrazione Trump questa volta colpisce gli studenti universitari che frequentano i corsi online: in arrivo espulsioni dal paese

Dormitorio per gli studenti dell'Università di Princeton

Nel mezzo della pandemia arriva come una doccia fredda l’ultima decisione dell’amministrazione Trump, che vuole cacciare dal paese gli studenti stranieri che ora dovranno frequentare i corsi online nelle università americane.

L’Immigration and Customs Enforcement (ICE) degli Stati Uniti ha affermato che gli studenti potrebbero subire espulsioni a meno che non frequentino di persona le lezioni.

La restrizione riguarderà l’intero semestre autunnale 2020, in particolare i visti coinvolti sono F-1 e M-1; il programma per studenti e scambi di visitatori, gestito dall’ICE, che aveva introdotto un’esenzione temporanea per consentire agli studenti, i cui corsi si erano trasferiti online per i semestri primaverili ed estivi, di rimanere negli Stati Uniti.

“Gli studenti attivi attualmente negli Stati Uniti iscritti a tali programmi devono lasciare il paese, o adottare altre misure, come il trasferimento in una scuola con istruzione di persona per rimanere”, si legge chiaramente nel comunicato stampa pubblicato sul sito web ICE. “In caso contrario, potrebbero dover affrontare conseguenze sull’immigrazione, incluso, l’avvio di procedure di espulsione”.

Tweet di Hillary Clinton

La crudele mossa arriva perché i casi di Covid-19 sono in aumento, a causa di una cattiva gestione della pandemia, e le università hanno preso in considerazione l’ipotesi di estendere i loro programmi online per l’anno scolastico 2020-2021.

In particolare, la notizia è arrivata nello stesso giorno in cui la prestigiosa università di Harvard ha annunciato che tutte le lezioni del corso sarebbero state conseguite online nel nuovo anno accademico, anche per il numero limitato di studenti autorizzati a vivere nel campus.

L’occasione è stata presa al balzo dal governo degli Stati Uniti per imporre ulteriori limitazioni, alle sospensioni già annunciate sia sui visti lavorativi (H-1B – H-2B – J – L) che sulle green card.

Il presidente della Harvard University, Larry Bacow, ha comunque dichiarato ai media statunitensi: “Siamo profondamente preoccupati che la guida pubblicata oggi dagli Stati Uniti sull’immigrazione e l’applicazione della dogana imponga un approccio diretto e uniforme per un problema complesso, offrendo agli studenti internazionali, in particolare quelli che partecipano a programmi online, poche opzioni oltre a lasciare il paese o trasferire scuole”.

Il 9% delle università statunitensi ha in programma di insegnare tutte le loro lezioni online in autunno, anche se questo potrebbe cambiare nei prossimi mesi.

Trump continua a giocare a favore degli “scontenti della globalizzazione”, preoccupandosi poco o per niente delle conseguenze e del malcontento che crea attorno a sé. A seguito dell’annuncio del Segretario di Stato Mike Pompeo, arrivano piogge di critiche.

Tweet di Elizabeth Warren

“Cacciare gli studenti internazionali fuori dagli Stati Uniti durante una pandemia globale perché i loro college stanno spostando le classi online per il distanziamento fisico fa male agli studenti”, ha detto la senatrice democratica Elizabeth Warren. “È insensato, crudele e xenofobo.”

L’ex ambasciatrice americana presso le Nazioni Unite, Samantha Power, ha affermato che la decisione non ha “senso e non è realizzabile per la maggior parte degli studenti universitari”.

Anche Hillary Clinton, ex sfidante di Donald Trump alla Casa Bianca, si è fatta sentire con un tweet: “Questa mossa è crudele, non necessaria e controproducente per gli interessi a lungo termine dell’America. Uno speciale dell’amministrazione Trump”.

In effetti, gli studenti internazionali hanno contribuito con ben $45 miliardi all’economia del paese, secondo il Dipartimento del Commercio degli Stati Uniti.

Negli USA sono entrati più di un milione di studenti internazionali che hanno frequentato vari programmi di laurea  nel 2018-19, secondo l’Istituto di istruzione internazionale (IIE), circa il 5,5% della comunità studentesca totale nel paese. I  dati del governo USA mostrano che l’anno scorso sono stati concessi oltre 373.000 di questi visti.

Juliàn Castro, ex Segretario della Casa e dello Sviluppo Urbano, commenta “Questo è crudele e deve essere contestato in tribunale”.

Molte sono le preoccupazioni degli studenti che hanno saputo la notizia in queste ore, tra cui il rischio di infettarsi durante il viaggio, o l’impossibilità di frequentare le lezioni online a causa del fuso orario, come sottolinea la giornalista Elizabeth Spires, che insegna alla New York University (NYU).

Chi può sapere quante nuove sorprese riserverà l’amministrazione Trump all’immigrazione  prima delle prossime elezioni. Intanto la rabbia e la delusione per le decisioni degli Stati Uniti sui visti dilagano a macchia d’olio, ma questa è la cruda realtà, è il volere di Donald Trump, che tutti gli amanti dell’America devono accettare.

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