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Dopo la violenza nel Far West dell’Oregon, Trump spara con twitter sui democratici

Ci scappa il morto a Portland negli scontri tra estremisti pro e contro Trump e il Presidente ne approfitta per la sua campagna elettorale "Law and Order"

Alcuni dei tweet di Trump delle ultime ore contro i democratici per la morte di un suo supporter a Portland, Oregon

"Il solo modo per fermare la violenza nelle città come Portland guidate dai democratici è attraverso la forza!" twitta il presidente mentre il sindaco di Portland Ted Wheeler gli replica: "Trump incoraggia la violenza.. Sei tu Mr. President che hai creato questa campagna di odio negli Stati Uniti". Trump intanto annuncia che andrà a Kenosha, Biden appare prima in difficoltà ma poi va in Pennsylvania e pronuncia un discorso all'attacco: "Trump avvelena la nostra democrazia"

Una “mitragliata” di tweet di Trump contro Biden e i democratici

Donald Trump scatenato: 89 tweets in 3 ore e quasi tutti per elogiare i “patrioti” di Portland o per attaccare il sindaco della città dell’Oregon. Dopo i due morti a Kenosha, in Wisconsin, gli scontri tra sostenitori della linea dura di Trump e Black Lives Matter hanno fatto una vittima anche nella maggiore città dell’Oregon, e hanno infuocato ancora di più questa accesa campagna presidenziale.

“Il solo modo per fermare la violenza nelle città come Portland guidate dai democratici è attraverso la forza!” twitta il presidente mentre il sindaco di Portland, Ted Wheeler, è davanti alle telecamere (vedi video sotto) cercando di placare gli animi dopo gli scontri. In diretta il sindaco si interrompe per un attimo, legge il tweet, poi continua “Trump incoraggia la violenza”, commenta e aggiunge: “Sei tu Mr president che hai creato questa campagna di odio negli Stati Uniti. Sei tu che hai creato queste velenose paure antidemocratiche nel nostro Paese” accusando Trump di capitalizzare politicamente sui timori creati dagli scontri. Gli fa eco il governatore dell’Oregon, Kate Brown, anche lei democratica come Wheeler, che accusa Trump di fomentare gli atti di violenza e capitalizzare sulle paure degli elettori quando tuona “Legge e ordine”.

La vittima tra le fila dei sostenitori del presidente Donald Trump si chiamava Aaron Danielson. La persona sospettata del suo omicidio è Michael Forest Reinoehler di 48 anni. Danielson faceva parte di un gruppo armato di sostenitori di Trump, i “Patriot Prayer” una compagine locale di estrema destra con la Bibbia nella mano sinistra e il fucile in quella destra. Uno dei tanti gruppi di improbabili razzisti contro tutto e contro tutti, in adorazione dell’uomo forte che, ovviamente, deve essere razzista. Manifestavano venerdì sera contro Black Lives Matter.

Di Reinoehler, invece, si sa poco.  Nei suoi post scombinati messi su Facebook afferma di essere di Antifa, il movimento antifascista. Non aveva un lavoro, ma negli Stati Uniti, di questi tempi, sono tanti i disoccupati. I suoi post sono contro l’establishment politico, contro Trump. Tanto è bastato al capo della Casa Bianca per attaccare Wheeler e la sua ostinazione a non fare intervenire gli agenti federali, come più volte da lui proposto. “La nostra grande Guardia nazionale potrebbe risolvere questi problemi in meno di un’ora”, twitta il presidente. “La gente di Portland non sopporterà più questa insicurezza. Il sindaco è un matto. Mandate la Guardia nazionale!”,twitta ancora Trump che chiede “il ripristino della legge e dell’ordine”.

Donald Trump (by Antonio Giambanco/VNY).

Law and order è un tradizionale tema delle campagne presidenziali dei repubblicani. Nel 2020, con l’America squarciata dalle tensioni razziali, è diventato uno dei temi principali (l’altro è l’economia) di queste presidenziali. I suoi oppositori contrattaccano, non è l’order che manca, ma il disorder che il presidente semina. “Trump vede la violenza e la sua capacità di aggravarla come una risorsa per la sua campagna elettorale”, ha commentato il deputato democratico Adam Schiff alla Cnn.

Trump ha più volte evocato l’uso della Guardia nazionale. Gli è stato sempre opposto un netto rifiuto da parte del sindaco di Portland e dal governatore dell’Oregon.

Intanto il candidato dei democratici per la Casa Bianca Joe Biden ieri sera ha affermato: “Vi prometto che da presidente non userò mai la Guardia nazionale per motivi politici o di vendetta personale. Questo non è ‘law and order’, questo è usare l’esercito come una milizia privata violando i diritti dei cittadini”.

“La nostra grande Guardia nazionale può risolvere questi problemi in meno di un’ora” insiste twittando il presidente. “Le autorità locali devono fare la richiesta prima che sia troppo tardi. La gente di Portland, e di altre città guidate dai democratici, è disgustata da Schumer, Pelosi, e dai loro leader locali. Vogliono legge e ordine!”.

Per i democratici questo sta diventando un problema: o si risolve la situazione dell’ordine pubblico o la loro campagna perde il sostegno dell’elettorato. La decisione di Trump di puntare sulla sicurezza e alimentare le paure dei cittadini è stata trasformata in messaggio politico. 

Altra mossa di Trump: la Casa Bianca ha annunciato che martedì il presidente andrà a Kenosha, in Wisconsin, il teatro delle proteste dopo il ferimento da parte della polizia dell’afroamericano Jacob Blake. Una decisione che spiazza Biden, il candidato democratico intervistato da Msnbc aveva detto che “stava valutando” una sua visita a Kenosha. Trump nel week end è volato in New Hampshire, Manchester, un altro Stato in bilico, perso per un soffio nel 2016. Subito dopo è andato nelle zone colpite dall’uragano Laura, in Texas e in Louisiana.

Trump salta da un luogo all’altro, Joe fa dirette su Zoom.  Il candidato democratico replica su Twitter: “Abbiamo un presidente molto più interessato a battere la gente a golf che a sconfiggere il Covid-19”. Ma finché Joe Biden resterà a casa sua nel Delaware la politica del presidente sarà più evidente.

Joe Biden nell’illustrazione di Antonella Martino

L’impressione è quella di una campagna alla quale la convention repubblicana sembra aver impresso una svolta. È troppo presto per fare previsioni ma l’energia della campagna repubblicana è visibile. Prima della convention repubblicana Joe Biden aveva 10 punti di vantaggio nella corsa nazionale, dopo ha perso subito 2 punti scendendo da 52 a 50 punti, mentre Trump è salito da 42 a 44 punti. Il presidente ha guadagnato 4 punti netti, è a soli 6 punti dallo sfidante democratico. La performance di Biden è nettamente migliore di quella di Hillary Clinton, il problema per i democratici è che la campagna di Trump è appena iniziata e sta volando. Trump cercava un balzo con la convention e l’ha avuto, Joe Biden, invece, in questo momento sta perdendo colpi. Ma per il 3 novembre la strada è ancora molto lunga.

AGGIORNAMENTO. Joe Biden è andato lunedì a Pittsburgh, Pennsylvania, dove ha pronunciato in discorso contro la politica divisoria di Trump – “L’attuale presidente vuole farvi vivere nella paura… sta avvelenando la nostra democrazia” – e nell’elencare le proposte politiche della sua amministrazione democratica, ha anche detto: “Veramente qualcuno in America crede che se Trump venisse rieletto presidente ci sarebbe meno violenza in America?”

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