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Trump va a Kenosha mentre in America cova la rabbia e Biden lo rimprovera

In un clima teso e nonostante gli avvertimenti a non farlo, il Presidente si reca nella città del Wisconsin teatro degli scontri mortali tra BLM e "vigilantes"

In volo per Kenosha il presidente con i suoi tweet al vetriolo, se l’è presa anche con i giocatori della NBA che nei giorni scorsi, in solidarietà con Black Lives Matter, hanno sospeso i playoff del campionato. In Wisconsin i familiari di Jacob Blake, il giovane gravemente ferito dagli agenti, non hanno volute incontrare il presidente. Intanto il rivale democratico Joe Biden lo accusa di fomentare "i bassi istinti del suo elettorato e capitalizzare sulle paure della violenza”

Donald Trump urla “Law and Order” prima di imbarcarsi sull’Air Force One che lo conduce a Kenosha. “La legge e l’ordine non sono con lui” risponde Joe Biden parlando da un’acciaieria della Pennsylvania, “non fa altro che fomentare l’odio razziale, incitare i suoi sostenitori a non rispettare l’ordine per mettere in cattiva luce chi protesta contro le violazioni dei diritti civili”.

Il clima politico si surriscalda in una giornata che ha visto il capo della Casa Bianca volare a Kenosha, in Wisconsin, la città dove la settimana scorsa Jacob Blake è stato gravemente ferito dalla polizia con sette proiettili sparatigli alle spalle, e i successivi disordini e incendi e dopo che in una dimostrazione contro Black Lives Matter svoltasi nella cittadina il diciassettenne Kyle Rittenhouse ha ucciso due persone. Il giovane è stato arrestato e nella città è stato imposto il coprifuoco.  La cittadina di Kenosha, sul lago Michigan, quasi al confine con l’Illinois, ha circa 100 mila abitanti con una forte presenza di italiani tanto che è gemellata con Cosenza.

In volo per Kenosha il presidente con i suoi tweet al vetriolo, se l’è presa con i giocatori della NBA che nei giorni scorsi, in solidarietà con Black Lives Matter, hanno sospeso i playoff del campionato. I giocatori parlavano di ingiustizia sociale, delle uccisioni dei giovani afroamericani, dell’insensibilità degli agenti quando confrontano potenziali criminali afroamericani e il presidente twittava  contro i giocatori accusandoli di giocare in una lega che sta perdendo audience. Ma questo è solo l’ultimo episodio che sottolinea l’insensibilità del presidente.

Lunedì pomeriggio Donald Trump durante un suo incontro con i giornalisti alla Casa Bianca ha difeso Kyle Rittenhouse affermando che se non avesse sparato “probabilmente sarebbe stato ucciso”, arricchendo la sua ricostruzione degli eventi con “alternative facts” poichè entrambe le vittime erano disarmate e uno di loro è stato colpito alle spalle. Ma c’è di più. Il presidente, intervistato lunedì pomeriggio da Laura Ingraham della Fox News ha detto che i manifestanti sono “saccheggiatori, rivoltosi, anarchici, gente cattiva”. Infine un paragone che ha già generato diverse polemiche: secondo il presidente alcuni poliziotti – ha detto riferendosi ai casi recenti come quello di Blake – vanno nel pallone, proprio come in un torneo di golf quando un giocatore sbaglia a mandare la pallina in buca da una piccola distanza”. Un’ulteriore evidente mancanza di empatia da parte del presidente come se l’esistenza di una vita umana fosse paragonabile ad un colpo di golf mal eseguito.

Kyle Rittenhouse gira armato durante la protesta a Kenosha indisturbato dalla polizia (immagine da youtube)

Ieri sull’aereo Trump ha continuato: “I sindaci della sinistra radicale e i governatori delle città in cui c’è questa folle violenza hanno perso il controllo del loro ‘movimento’. Non doveva essere così, ma gli anarchici e gli agitatori si sono lasciati trasportare e non ascoltano più. Hanno persino costretto Slow Joe, il lento Joe Biden, a uscire dal suo seminterrato”, ha affermato ancora Trump ribadendo quello che sta diventando il suo ritornello elettorale ‘law and order’.

Immediata la risposta di Biden: “Trump fomenta i bassi istinti del suo elettorato e capitalizza sulle paure della violenza”. “Anche Biden andrà a Kenosha” afferma Symone Sanders, uno dei più stretti collaboratori del candidato democratico. Da definire ancora i tempi e le modalità.

Una notte più calma quella appena passata in quest’America sconquassata dalle violenze razziali. A Portland, in Oregon, la città dove nel weekend è stato ucciso un sostenitore di Trump, solo pochi dimostranti, meno di un centinaio, si sono raggruppati nella piazza davanti la sede del comando della polizia. Ma già verso le 10 di sera erano tornati a casa. Anche se ieri notte un afroamericano è stato ucciso a Los Angeles dalla polizia mentre veniva arrestato dopo un lungo inseguimento in bicicletta. Dijion Kizzee, di 29 anni è stato fermato dagli agenti che lo hanno inseguito perché con la bici andava sul marciapiede. Kizzee, secondo quando detto dagli agenti, avrebbe cercato di disfarsi di una pistola mentre stava per essere arrestato. Un centinaio di persone hanno dato vita ad una dimostrazione davanti agli uffici dello sceriffo della Contea di Los Angeles, ma la situazione, almeno per il momento, è meno tesa.

Donald Trump è andato a Kenosha nonostante l’invito del governatore del Wisconsin, Tony Evers, e del sindaco della cittadina, John Antaramian, di soprassedere alla visita. In una scuola locale, presidiata da centinaia di agenti, in un’aula bunker con accanto il fidatissimo ministro della Giustizia William Barr e l’acting Homeland Security Secretary, Chad Wold. I familiari di Jacob Blake, il giovane gravemente ferito dagli agenti, non hanno volute incontrare il presidente. Trump ha detto che la sua visita era per ringraziare le forze dell’ordine e che se non fosse stato per loro la città sarebbe stata data alle fiamme.

Prima di entrare nella Bradford High School Trump ha visitato sotto imponentissima scorta l’area danneggiata daIle dimostrazioni dei giorni scorsi. Tanti i negozi dati alle fiamme, i supermercati saccheggiati promettendo aiuti finanziari per la ricostruzione.

I sondaggi comunque sono ancora per Biden. Nell’indagine condotta da Morning Consult dal 21 al 31 di Agosto su 17 mila e 800 elettori Biden è avanti di 8 punti su Trump (51 a 43). In un altro sondaggio sempre di Morning Consult condotto solo il giorno dopo la fine della Convention Repubblicana, il vantaggio di Biden si sarebbe ridotto a soli 6 punti su Trump). Nella stessa indagine demoscopica Biden viene dato in vantaggio in stati tradizionalmente repubblicani come l’Arizona (dove la famiglia dello scomparso senatore repubblicano John MacCain si è schierata con il candidato democratico), la Florida (anche qui il clan dei Bush è al fianco di Biden), e Michigan, North Carolina, Pennsylvania e Wisconsin, tutti Stati che nelle passate elezioni erano stati conquistati da Trump. E proprio in Wisconsin il vantaggio di Biden nei confronti di Trump, è di 9 punti. E questo è un fattore chiave nella decisione del presidente se andare a Kenosha o meno.

Ma c’è dell’altro. I sondaggi evidenziano come la campagna di rabbia impostata dal presidente sia controproducente per la sua rielezione.  Secondo quanto scrive Craig Gilbert, analista politico da Washington del Milwaukee Journal Sentinel, Donald Trump è in vantaggio tra l’elettorato delle praterie, e in svantaggio nell’elettorato delle città.  “Sta trasformando la campagna elettorale tra elettorato urbano e rurale”, facendo capire che il risultato dipenderà dall’affluenza alle urne. E le città hanno più elettori delle campagne.

Infine una buona notizia per Joe Biden. La Convention del suo partito è  stata una manna: nel mese di Agosto il candidato democratico è riuscito a ricevere finanziamenti privati per 300 milioni di dollari. Così, galvanizzati dalle casse piene, Biden e la sua vice Kamala Harris hanno rilasciato oggi questo video di una loro lunga conversazione “a distanza” dove parlano di tutto e soprattutto di Trump.

 

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