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L’America per e contro Trump, sull’orlo di una crisi di nervi, che continua a sparare

Più si avvicinano le elezioni di novembre e più il clima nelle piazze si fa incandescente, mentre il Covid-19 continua a far vittime e l'economia barcolla

The Statue of Liberty at the time of coronavirus (Illustration by Antonella Martino)

Nello Stato di Washington, gli agenti federali hanno ucciso Michael Forest Reinoehl, di 48 anni, l’uomo sospettato di aver colpito a morte lo scorso weekend a Portland, nel vicino Stato dell’Oregon, Aaron “Jay” Danielson, di 39 anni, un sostenitore di Trump affiliato agli estremisti di “Patriot Prayer". Intanto nella centralissima Times Square a Manhattan, nel corso di un acceso confronto tra sostenitori di Trump e dimostranti di Black Lives Matter, una Ford nera si è gettata a tutta velocità sui dimostranti... Infine "The Atlantic" rivela che Trump avrebbe chiamato i soldati americani caduti in guerra "perdenti"

E’ un’America lacerata questa che tra due mesi andrà alle urne. Avvelenata dal Covid-19, dalla disoccupazione, dalla crisi economica, dalla retorica populista, dal razzismo, dalle sparatorie e dalle violenze fisiche e verbali. Un’America smemorata, che ha dimenticato le sue radici democratiche, la sua centenaria tradizione politica di accettazione, tolleranza, rispetto, uguaglianza. Un’America esacerbata dai 187 mila morti del coronavirus, dalla disoccupazione, dai veri problemi quotidiani, come l’affitto, il mutuo, la spesa, la scuola. Si spara, sia con le armi da fuoco, che con la bocca.

Trump & Covid (Illustrazione di Antonella Martino)

Un’America bombardata dalla disinformazione dei troller russi che si infiltrano indifferentemente tra i gruppi opposti incitando all’odio, all’escalation delle violenze. Notizie buttate in rete per disinformare, per seminare rancori, per aizzare le divisioni con il beneplacido di un presidente che, nonostante i quasi 200 mila morti del paese, fa battute di spirito durante i suoi comizi sul suo avversario politico che nei rally indossa la mascherina.

E’ un’America che ha perso la bussola. E si continua a sparare. E’ successo giovedì notte a Lacey, nello Stato di Washington, dove gli agenti federali hanno ucciso Michael Forest Reinoehl, di 48 anni, l’uomo sospettato di aver colpito a morte lo scorso weekend a Portland, nel vicino Stato dell’Oregon, Aaron “Jay” Danielson, di 39 anni, un sostenitore di Trump affiliato agli estremisti di “Patriot Prayer”, durante una dimostrazione tra supporter armati del presidente e dimostranti dell’Antifa, il movimento antifascista. Lacey è un sobborgo di Olympia, la capitale dello Stato di Washington, a circa 200 chilometri da Portland.

E sempre ieri sera nella centralissima Times Square a Manhattan, nel corso di un acceso confronto tra sostenitori di Trump e dimostranti di Black Lives Matter, in piazza contro l’ennesima morte di un afroamericano a Rochester mentre era in mano agli agenti, un auto, una Ford nera, si è gettata a tutta velocità sui dimostranti. Nessuno, fortunatamente, è stato ferito. La polizia che cercava di separare i due gruppi, non è intervenuta e l’auto è scomparsa. I dimostranti di Black Lives Matter affermano che l’uomo al volante fosse un agente in borghese che aveva preso parte alla dimostrazione in favore del presidente. Gli agenti, grazie alle decine di riprese fatte dai dimostranti con i cellulari hanno la targa dei veicolo, ma fino ad ora nessun arresto è stato eseguito.

Ma c’e’ dell’altro. Ieri si è diffusa la notizia che il presidente, secondo quanto scrive The Atlantic, avrebbe definito i soldati americani morti in guerra come dei “perdenti” e dei “cretini”. Accuse che la Casa Bianca ha smentito e che sono state riconfermate dal direttore di The Atlantic, Jeffrey Goldberg. Secondo quanto riferisce la rivista, durante una visita in Francia nel novembre 2018 per commemorare i 100 anni della fine della Prima guerra mondiale, Donald Trump aveva annullato all’ultimo momento la sua visita al cimitero americano di Aisne-Marne, vicino a Parigi. Secondo la prestigiosa rivista, il presidente non volle andare perché era una giornata autunnale piovosa e aveva paura che i suoi capelli si spettinassero con le folate del vento. “Perché dovrei andare a questo cimitero? E’ pieno di perdenti”, avrebbe detto a quattro persone dell’entourage, stando a quanto rivelato dall’autorevole rivista che non ha fornito i nomi delle persone. Trump avrebbe anche definito i 1.541 soldati americani morti eroicamente nella battaglia di Bois Belleau come dei “cretini”. Un ritornello già usato dal presidenti quando definì il senatore repubblicano John McCain, ferito e prigioniero di Guerra in Vietnam, un “looser” perché era stato catturato.

Joe Biden nell’illustrazione di Antonella Martino

Joe Biden ha duramente condannato quanto riportato da The Atlantic definendo “disgustosi” i commenti di Trump.

In questo clima infuocato si sono aperte oggi le elezioni presidenziali con l’invio in North Carolina delle schede inviate a casa a 618 mila elettori che hanno chiesto di votare per posta. Il North Carolina è uno degli Stati in bilico, come altri quattro – Pennsylvania, Michigan, Florida e Minnesota – che inizieranno a votare per posta o anticipatamente entro la fine di settembre, ossia prima del dibattito presidenziale fissato per il 29 di settembre. Arizona, Ohio e Iowa avvieranno il voto anticipato subito dopo, nei primi sette giorni di ottobre. Le elezioni nazionali, come e’ noto, si svolgeranno il 3 novembre. I sostenitori di Trump sminuiscono i dati dei sondaggi, “non gli date credito” afferma Arnon Mishkin di Fox News che aggiunge “ricordate i sondaggi nelle elezioni con Hillary Clinton”.

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