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Trump cerca il colpo del KO ma anche sul vaccino per il covid-19 finisce all’angolo

Gli USA ormai prossimi ai 200 mila morti per il coronavirus, costretti a dividersi tra le verità del dr. Redfield e un presidente anti-scienza e "lingua profonda"

Donald Trump con il Dr. Robert Redfield alla Casa Bianca durante una delle tante conferenze stampe della scorsa primavera sul covid-19

Spunta un'altra donna contro Trump con il britannico "The Guardian" che pubblica la storia di Amy Dorris, modella che lo accusa di aver abusato sessualmente di lei durante gli US Open del 1997: "Mi infilò la lingua in gola... continuò a stringermi sempre più stretta ed allungare le sue mani ovunque, toccando il mio sedere, il mio seno, la mia schiena, qualsiasi cosa..."

Donald Trump, come un pugile in un incontro di box, cerca il colpo del KO a meno di 47 giorni dalle elezioni, ma i suoi goffi pugni continuano a perdere forza man mano che i suoi bombastici proclami si scontrano con la verità. 

Ci ha provato strillando “law and order”, continuando a negare che ci sia ingiustizia sociale nel Paese evidenziando come lui, capo dell’Esecutivo del Paese, sia incapace di porvi rimedio, o almeno di provarci, accusando in modo subdolo i ladri che rubano nei negozi durante le dimostrazioni di essere i rappresentanti del malcontento razziale. Difendendo i vigilanti armati che con la scusa di difendere le proprietà private sparano su chi chiede giustizia. Ci ha provato usando le conferenze stampa alla Casa Bianca per fare comizi contro Joe Biden e i democratici, definiti socialisti radicali, partito che di socialismo ha solo il mantenimento della “Social Security”e che chiede una equa ripartizione delle tasse e dei costi sociali. E ora si sta giocando l’incontro, e il titolo, sul vaccino per il covid-19. Ma tutto si complica dopo che Robert Redfield, direttore del Centers for Disease Control and Prevention, scelto e nominato da Trump per dirigere l’importante dipartimento, mercoledì mattina nella sua audizione davanti alla Commissione del Senato, aveva detto che l’uso delle mascherine è molto più efficace del vaccino perché il vaccino funziona solo sul 70 percento delle persone a cui viene inoculato aggiungendo che l’immunizzazione al coronavirus non sarebbe pronta per la distribuzione in massa prima del terzo  trimestre del 2021.  Parole dette dal medico che dirige il massimo organo federale sanitario americano e immediatamente smentite da uno stizzito presidente durante la sua conferenza stampa ieri sera.

 

“Il vaccino è molto più efficace delle mascherine – ha detto Trump – e il vaccino sarà pronto tra 3 o quattro settimane”. Aggiungendo che forse “il dottor Redfield ha capito male anche questa domanda”. Trump alla domanda di un giornalista ha ammesso che il coronavirus ha colpito anche lo staff della Casa Bianca affermando che “c’è un piccolo numero di casi”, poi, dopo aver chiesto ad un suo collaboratore, ha precisato “una sola persona non vicina a me”. “Con l’amministrazione Obama-Biden non avreste avuto un vaccino prima di 2-3 anni: io ho pronto un piano in grado di distribuire 100 milioni di dosi di vaccino entro la fine del 2020, già a partire da ottobre, non appena la Fda darà la sua approvazione”.

E così anche in questo caso gli americani si chiedono il giorno dopo queste dichiarazioni, mentre gli Stati Uniti si avvicinano al triste conteggio di 200 mila morti per il coronavirus, a chi dover credere: ad un medico che dirige il massimo organo sanitario americano, o a un presidente che con la verità ha un difficile e costante rapporto? 

E forse sarà proprio per questo che nell’ultimo sondaggio della NBC News/Survey Monkey, condotto due giorni fa, solo il 26 percento degli intervistati ha detto di aver fiducia nelle azioni intraprese dal presidente sul vaccino.

Joe Biden, in una conferenza da Wilmington, in Delaware, ha affermato che il coronavirus “non andrà via per miracolo. Anche se un vaccino arriverà, non sarà disponibile per la maggioranza della popolazione prima del 2021 inoltrato”. “Mi fido dei vaccini, degli scienziati, ma non di Donald Trump. E in questo momento, nemmeno il popolo americano può farlo. Non possiamo permettere che la politica interferisca in alcun modo con il vaccino” ha aggiunto il candidato democratico affermando che gli americani non si possono fidare di un presidente che suggerisce di  “iniettarsi varechina” o che lancia la proposta di colpire gli uragani con  una “testata nucleare” .

Amy Dorris, la nuova accusatrice di Trump, nel servizio esclusivo del “Guardian”

Mentre infuria la battaglia politica sul vaccino per Trump arrivano nuove accuse di  molestie sessuali. A lanciarle, a 23 anni dal presunto episodio, è l’ex modella Amy Dorris, citata dal britannico The Guardian, che in un’intervista sostiene di aver dovuto subire un bacio con “la lingua in gola” da parte di Trump  durante gli Us Open di tennis del 1997. Dorris, che oggi vive in Florida, afferma di essersi sentita allora “disgustata e violata”. “Mi infilò la lingua in gola e io lo spinsi via”, ma lui continuò “a stringermi sempre più stretta ed allungare le sue mani ovunque, toccando il mio sedere, il mio seno, la mia schiena, qualsiasi cosa”, si legge nell’intervista fatta ad Amy Dorris. Accuse che gli avvocati di Trump smentiscono categoricamente. Prima della Dorris altre 22 donne hanno detto pubblicamente di essere state molestate da Trump.

Ed infinre Saturday Night Live, il programma di satira politica del sabato sera, ha trovato il suo Joe Biden che verrà interpretato da Jim Carrey, mentre  Alec Baldwin continuerà ad interpretare Trump.  Lo show tornerà in onda dal prossimo tre ottobre in tempo per il rush finale della campagna elettorale.

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