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Trump incassa il sì di Romney e accelera verso la nomina per la Corte Suprema

Il senatore ritira le obiezioni alla scelta di un giudice prima delle elezioni e i repubblicani ora hanno i numeri per approvarla. Favorita Amy Coney Barrett

Donald Trump mentre parla ai giornalisti (da youtube)

Nel giorno in cui gli Stati Uniti superano il tragico record di  200 mila vittime per il coronavirus, Donal Trump vince la battaglia per la nomina del giudice della Corte Suprema federale che sostituirà Ruth Bader Ginsburg scomparsa venerdi scorso. Il senatore Mitt Romney, candidato repubblicano alla Casa Bianca nel 2012, ha ritirato le sue obiezioni espresse nei giorni scorsi sulla legittimità di una nomina così importante a pochi giorni dalle elezioni presidenziali e di rinviarla, invece, a dopo il voto del 3 novembre. “Il presidente ha il diritto di scegliere  – ha detto Romney – e il Senato ha il diritto di nominare la persona scelta dal presidente e io rispetterò la Costituzione”. 

Mitt Romney

La dichiarazione di Romney è stata fatta mentre il presidente, con un video registrato dalla Casa Bianca, faceva il suo intervento alle Nazioni Unite. Dal punto di vista pratico ora i repubblicani, nonostante le due senatrici dissidenti Susan Collins e Lisa Murkowski, hanno la maggioranza al Senato per approvare la nomina il giudice scelto da Trump. Una accelerazione questa per confermare la nomina in tempi record, sfidando i democratici che ipotizzano un nuovo impeachment per abuso di potere.

“Quando hai i voti puoi fare quello che vuoi” ha spiegato il presidente a Tucker Carlson di Fox News. “E se i democratici mi  metteranno sotto impeachment per aver fatto il mio dovere costituzionale, vinceremo tutte le elezioni, riconquistando pure la  Camera dei Rappresentanti”, ha aggiunto Trump che non vuole lasciarsi scappare l’occasione di nominare il suo terzo giudice alla Corte suprema cementando una maggioranza conservatrice che sarà chiamata a pronunciarsi su questioni decisive per la vita politica e sociale americana, dall’aborto all’immigrazione, ma soprattutto, e forse questo è l’argomento a cui il presidente è più sensibile, alla probabile controversia sul conteggio dei voti alle elezioni del 3 novembre.

Il giornalista della Fox poi si è fatto gioco anche delle ultime volontà della Ginsburg, la quale prima di morire aveva lasciato scritto alla nipote che il suo “più fervente desiderio è di non essere rimpiazzata prima che si insedi un nuovo presidente”. “Non so se lo ha detto – ha proseguito Tucker Carlson o se è stato scritto da Adam Schiff, da Nancy Pelosi o Chuck Schumer, sarei più incline per la seconda” ipotesi, ha insinuato riferendosi rispettivamente al presidente della commissione intelligence della Camera, alla speaker e al leader della minoranza democratica al Senato.

Intanto Trump in un tweet ha scritto che darà l’annuncio sabato dopo che ieri pomeriggio aveva detto che aveva già fatto una selezione  guidata, a quanto sembra, da Amy Coney Barrett. Con lei anche Barbara Lagoa e Amul Thapar. Ad accomunare le tre è la giovane età, il che significa che potrebbero sedere alla Corte Suprema per moltissimo tempo.  

Il giudice Amy Coney Barrett al momento del giuramento a giudice federale dopo essere stata nominata dal Presidente Donald Trump nel 2018

Cattolica fondamentalista, 47 anni, madre di sette figli, Coney Barrett sarebbe al momento la favorita. Ma – secondo indiscrezioni – le quotazioni di Lagoa starebbero aumentando visto che la giudice è figlia di cubani espatriati in Florida e questo potrebbe aumentare le chance di rielezione di Trump nello Stato. Thapar, che è di Chicago, è invece vicino al leader dei repubblicani in Senato, Mitch McConnell, e Trump lo potrebbe considerare un asset politico in uno stato “incerto”.

Molto negativo il profilo personale  della Barrett tracciato dal settimanale Newsweek che, secondo il periodico, apparterrebbe al gruppo  cattolico ecumenico “People Praise”, paragonato ad una setta distopica oscurantista simile a quella descritta da Margaret Atwood in “The Handmaid’s Tale”.

Martedì prossimo, a Cleveland, in Ohio, ci sarà il primo dei tre dibattiti tra Trump e Biden e la nomina del nuovo magistrato della Corte Suprema entrerà sicuramente nella discussione così come le 200 mila vittime del coronavirus in America.  Proprio ieri Donald Trump, in un comizio in Ohio, ha affermato che il coronavirus non è una minaccia per i giovani e che “non colpisce virtualmente nessuno. Colpisce gli anziani, anziani con problemi di cuore o altri problemi. In alcuni Stati si tratta di migliaia di persone ma nessuno giovane, sotto i 18 anni nessuno, perché hanno un forte sistema immunitario”, ha proseguito. “Ma virtualmente non colpisce nessuno, è una cosa formidabile”, ha assicurato.

Secondo i dati del Centers for Desease, Control and Prevention gli americani tra 0 e 17 anni rappresentano circa l’8,4% dei contagi e finora 107 americani tra 0 e 18 anni sono morti per il Covid-19. Le dichiarazioni del presidente si scontrano con quelle di Anthony Fauci che intervistato da Trevor Noah alla CNN durante il programma “The Daily Show”, ha detto che le 200mila persone circa che finora sono state uccise dal Covid-19 negli Stati Uniti probabilmente non sarebbero morte se non avessero contratto il virus. L’immunologo si è detto poi “preoccupato” perché un crescente numero di giovani si sta ammalando di Covid e le conseguenze della malattia rimangono più a lungo nelle persone guarite. Inoltre, ha fatto osservare Fauci, coloro che guariscono dal covid 19 mostrano un’infiammazione cardiaca e questo significa che ancora non è chiaro quale siano gli effetti del virus sulla salute totale dei pazienti.

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