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Tra gli elettori in Florida che votano in anticipo preoccupati per la democrazia

A Miami sono quasi tutti per Biden, lo votano perché detestano Trump, ritengono queste elezioni "immensamente" importanti, temono trucchi dal "sacco di m..."

On line to vote at City Hall in Miami Beach (Photo David Mazzucchi)

I sostenitori di Trump, esattamente come quelli di Biden, esprimono una profonda sfiducia nel candidato opposto. “La posta in gioco è alta,” dice Patricia, originaria dell’Ecuador, immigrata negli USA nel 1990, che pure vota in anticipo ad ogni elezione e conferma che la presenza alle urne oggi è senza precedenti. Pensa che Biden sia “di estrema sinistra” e vede un grande rischio nell’averlo alla Casa Bianca...

Ralph Richards, residente nel quartiere di Hialeah, a Miami, nei pressi del seggio elettorale mentre sostiene Joe Biden e Kamala Harris (Foto David Mazzucchi)

Sono le sette di mattina al municipio di Miami, che lunedì è il centro elettorale per il primo giorno di voto anticipato delle elezioni presidenziali del 2020. C’è già una coda che va dall’entrata dell’edificio fino al marciapiede, una distanza di circa trenta metri. Ormai è già molto tempo che Joe Biden sottolinea l’importanza della presenza alle urne per la sua vittoria, avendo recentemente organizzato un evento di “voter mobilization” a Miramar, poco fuori della città. Uno dei cittadini mattinieri che ha seguito le sue raccomandazioni è Pamela, residente da lungo tempo a Miami che normalmente vota di persona il giorno stesso delle elezioni, ma ha deciso di votare in anticipo per la prima volta “perché il suo voto non venga messo in questione”. Alla domanda sul senso di urgenza di queste elezioni presidenziali, se sia maggiore che negli anni passati, risponde con una sola parola: “immensamente.”

Biden vs Trump (Illustration by Antonella Martino)

Pamela non è la sola ad essere preoccupata se il suo voto conterà. “Con questa faccenda della posta che Trump sta macchinando, non volevo rischiare,” dice Andrew, un giovane Colombiano-Americano che esce dal municipio poco dopo Pamela. Non si fida del capo delle Poste scelto da Trump, Louis Dejoy, e lo chiama “sacco di merda”. Ha votato per Biden, ma piuttosto che avere un’opinione positiva sull’ex-vice presidente, è motivato a votare contro il presidente attuale: “Sta per diventare una dittatura e se non ci tiriamo fuori rapidamente da questa situazione, è finita”. Vari accademici che studiano le transizioni politiche hanno infatti sollevato simili dubbi.

In fila per votare al seggio di Little Haiti a Miami (Foto David Mazzucchi)

Molti altri che votano per Biden similmente lo fanno in termini negativi . “Vogliamo buttar fuori Trump dalla Casa Bianca, vogliamo la fine di questo incubo,” dice Sara, abitante di Little Haiti che ha già deposto il suo voto alla Lemon City Branch Library. Anche qui, la fila si estende tutto intorno all’isolato. “Vogliamo che la normalità ritorni nella politica americana,” dice il suo fidanzato Luke. Tutti e due votano in anticipo ad ogni elezione e confermano che l’affollamento di oggi alle urne è insolito. “Mi fa piacere  vederlo,” dice Sara.

Se da un lato chi vota a sinistra, come Andrew, ha paura di votare per posta perché non si fida dell’amministrazione attuale, ci sono però forti preoccupazioni anche dall’altra parte sul voto per posta, anche se per ragioni interamente diverse. “Molte volte quando ci sono irregolarità alle urne dipende dalla facilità di frode con i voti a distanza,” dice Rigo, che vota a Hialeah, nel Miami Lakes Community Center. Da sottolineare comunque è la bassissima percentuale di voti privatamente fraudolenti (di ogni tipo, non esclusivamente quelli mandati per posta), nonostante questo sia il tema preferito dei Repubblicani da molti anni.

In fila per votare a Miami (Foto David Mazzucchi)

I sostenitori di Trump, esattamente come quelli di Biden, esprimono una profonda sfiducia nel candidato opposto. “La posta in gioco è alta,” dice Patricia, originaria dell’Ecuador, immigrata negli USA nel 1990, che pure vota in anticipo ad ogni elezione e conferma che la presenza alle urne oggi è senza precedenti. Pensa che Biden sia “di estrema sinistra” e vede un grande rischio nell’averlo alla Casa Bianca: “O è liberalismo, o è socialismo, o invece è come piace a noi: capitalismo”.

Ralph Richards, supporter di Biden (Foto David Mazzucchi)

Ralph Richards, altro residente di Hialeah, è un sostenitore di Biden che vede le preoccupazioni di cui sopra esagerate. “È il Democratico più moderato in cui [i sostenitori di Trump] potessero sperare […] Sarà un presidente che sta a metà tra i due partiti”. Biden certamente si è presentato così agli elettori – alle accuse di essere socialista, risponde che, al contrario, è lui che ha “sconfitto il socialista” (Bernie Sanders) alle primarie.

Ralph è vestito con i colori di Biden dalla testa ai piedi e sventola una sua bandiera (alla distanza d’ordine dalle urne), la sua macchina è ricoperta da ogni parte di cartelli della sua campagna.  “Per quanto umanamente possibile sarò qui a fare pubblicità per Biden”. Ralph non è associato con la campagna di Biden in modo ufficiale, ma si sente mosso all’azione per la sua situazione personale. “Mio marito ed io siamo qui insieme, abbiamo tre bellissimi bambini,” e mi mostra la foto di tutti loro sul suo telefonino. “È una cosa personale per me e la mia famiglia. […] Voglio continuare ad essere il loro padre attraverso gli anni, così è importante per me preservare la salute, e avere un leader che ci guidi attraverso questa pandemia”.

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