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Primo giorno di lockdown per Lombardia, Valle d’Aosta, Piemonte e Calabria

Le nuove misure per contenere Covid-19 scontentano molte regioni. Il premier Conte: “non stiamo dando schiaffi a nessuno, non si poteva fare diversamente”.

La Madonnina di Milano nella illustrazione di Antonella Martino

Il virus corre e i numeri della pandemia crescono ancora. Il bollettino di venerdì 6 novembre indica 37.809 nuovi contagi in 24 ore e 446 vittime. La Lombardia, da sempre, resta la regione più colpita; oggi si registra un nuovo aumento, che sfiora i 10mila contagi giornalieri (+9.934).

Intanto da oggi, Venerdì 6 novembre, sono scattate le misure del nuovo dpcm firmato dal premier Giuseppe Conte, che prevede la suddivisione dell’Italia in 3 fasce di rischio fino al prossimo 3 dicembre. Per le zone rosse Lombardia, Valle d’Aosta, Piemonte e Calabria, è iniziato un lockdown di 15 giorni. In queste regioni, è tutto chiuso, ad eccezione di alimentari, farmacie e parrucchieri.
La sola ristorazione può fare servizio a domicilio fino alle 22, la didattica dalla seconda media in poi è al 100% a distanza, consentita l’attività motoria individuale nei pressi della propria abitazione e i trasporti pubblici possono riempirsi al 50%. Ritorno all’autocertificazione ed è consentito spostarsi solo per comprovate esigenze lavorative o di salute.

Le regioni arancioni sono invece Puglia e Sicilia, mentre il resto d’Italia è considerata zona gialla (qui le informazioni).

Nel primo giorno di lockdown, soprattutto a Milano, sono ancora piuttosto numerosi i pendolari che arrivano alla stazione di Cadorna per motivi di lavoro, ma certamente non c’è il traffico dei giorni scorsi. I controlli da parte delle forze dell’ordine sono stati soft per questo primo giorno. L’idea è quella di vedere come i cittadini reagiscono alle nuove regole, ma successivamente è prevista una rimodulazione dei controlli. Tutto sommato tra gli italiani delle fasce rosse è prevalsa la disciplina.

Il premier Giuseppe Conte illustra il nuovo Dpcm, in vigore da venerdì 6 novembre al 3 dicembre (Youtube)

Ma le nuove misure scontentano molte regioni, e il presidente Giuseppe Conte ribatte: “non stiamo dando schiaffi a nessuno non si poteva fare diversamente”.

In effetti, la Campania, che nell’ultimo mese, è apparsa sui titoli dei giornali per la grave situazione delle terapie intensive e dei contagi, tanto da portare il governatore Vincenzo De Luca a chiedere un lockdown regionale e che ha poi scatenato una guerriglia urbana, è stata inserita tra le regioni gialle, con misure restrittive relativamente più morbide. Conte, rispondendo alle critiche, ha precisato che le zone sono state decise in base a criteri scientifici, ma il consigliere scientifico del ministro della salute Roberto Speranza, Walter Ricciardi, sostiene che “l’area metropolitana di Napoli è già un’area a rischio”, e che “anzi, i dati sono addirittura peggiorati”. “Ci vorrebbe un lockdown a Napoli” spiega, ma “la Campania è in zona gialla perché è stata fatta una media sui dati regionali”.

Riferendosi al Natale, il docente di Igiene dell’università Cattolica, Ricciardi, spiega che il Natale dovrà essere prudente, “in alcune regioni, quelle messe meglio, ci può esser un po’ di mobilità ma sconsiglio cenoni affollati, dovremmo fare celebrazioni sobrie”.

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