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Il solito Trump: chiede al Segretario di Stato della Georgia di “trovare” altri voti per lui

Ma questa volta la telefonata è registrata e viene pubblicata dal Washington Post: il presidente minaccia e infine prega pur di ribaltare il risultato elettorale

Il presidente Donald Trump (Immagine youtube)

Sono passati due mesi dalle elezioni presidenziali, un tempo più che necessario per smaltire la delusione di una bruciante sconfitta. Eppure Trump continua a confermare tutto quello che ormai si sa di lui e del suo carattere, che continua a condizionarlo al punto non solo di non poter ammettere la sconfitta, ma di essere disposto a tutto pur di ribaltare il responso delle urne e compromettere il processo democratico che negli USA dura ininterrotto da due secoli e mezzo.

Ieri, in una lunga telefonata con il Segretario di Stato della Georgia Brad Raffensperger, il presidente uscente ha chiesto al collega repubblicano di “trovare” (le virgolette sono d’obbligo in questo caso) un numero sufficiente di voti per rovesciare il risultato elettorale.

A fare lo scoop è il Washington Post, che pubblica anche la registrazione della conversazione, nella quale Trump prima minaccia Raffensperger, poi lusinga e infine lo prega di agire. “Le persone in Georgia sono arrabbiate – dice Trump nella telefonata –  e non c’è niente di sbagliato nel dire che, sai, ehm, hai ricalcolato”.

Brad Raffensperger (sos.ga.gov)

Dalla telefonata del 2 gennaio traspare la disperazione dell’inquilino della Casa Bianca arrivato ormai all’epilogo della sua esperienza nell’ufficio ovale. “Non posso aver perso la Georgia”, dice Trump più e più volte nel corso della telefonata. “Non è possibile. Abbiamo vinto con centinaia di migliaia di voti”.

Proprio questa mattina, Trump ha scritto su Twitter di aver parlato con Raffensperger, dicendo che il segretario di Stato era “riluttante, o incapace, di rispondere a domande come la truffa dei ‘ballots under table’, la distruzione dei voti, gli elettori morti o fuori e altro ancora”.

Raffensperger non si è fatto attendere e con garbo ha risposto alle accuse “Rispettosamente, presidente Trump: quello che stai dicendo non è vero. La verità verrà fuori”.

Raffensperger ha respinto più volte le richieste di Trump durante la telefonata, spiegando al presidente che si basa su false teorie cospirative e che la vittoria del presidente eletto Joe Biden in Georgia per 11.779 voti è giusta ed accurata. Ma Trump ha insistito. “I cittadini della Georgia sono arrabbiati, i cittadini del Paese sono arrabbiati”, ha detto. “Non c’è niente di sbagliato nel dire che avete ricalcolato”, ha aggiunto. “Signor presidente, i dati che lei ha sono sbagliati”, gli ha risposto Raffensperger. Ad un certo punto il presidente gli confida: “tutto quello che voglio fare è questo. Voglio solo trovare 11.789 voti, che sono molto più di quelli che abbiamo. Perché abbiamo vinto lo Stato”.

Trump, della faccenda, parlerà probabilmente lunedì, quando è atteso in Gerogia in un comizio organizzato in vista delle elezioni a Dalton. “Ci sono grandi elezioni in arrivo – ha proseguito con l’inerme Raffensperger, destinatario di una chiamata che probabilmente non avrebbe mai voluto ricevere – e a causa di quello che hai fatto molte persone non andranno a votare. I georgiani sanno che questa è stata una truffa”,

La conversazione, secondo i legali, mette il presidente in una situazione discutibile. L’invito a “trovare” nuovi voti, secondo il professore di diritto alla Ohio State University Edward B. Foley, lo metterebbero in una posizione complessa che dovrebbe essere valutata da un pubblico ministero.

Trump as “The Great Dictator” (Illustration by Antonella Martino)

Il giornalista Carl Bernstein, protagonista con il collega del “Washington Post” Bob Woodward dell’inchiesta del “Watergate” che costrinse il presidente Richard Nixon a dimettersi, intervistato domenica sera dalla CCN ha dichiarato, dopo aver ascoltato la registrazione di Trump, che questo è uno scandalo ormai molto più grave. Bernstein ha quindi auspicato che i repubblicani possano rimediare alla vergogna internazionale in cui è ormai esposta la democrazia USA, e insieme ai democratici costringano  Donald Trump a dimettersi immediatamente dalla presidenza, ben prima quindi del 20 gennaio, giorno in cui dovrebbe avvenire l’insediamento di Joe Biden.

Anthony Scaramucci, l’ex portavoce di Trump (poi licenziato), anche lui intervistato dalla CNN sulla registrazione, ha detto di non essere sorpreso dall’atteggiamento “fuorilegge” di Trump. Una telefonata simile infatti era emersa già al tempo dello scandalo dell’Ucraina, che aveva portato all’impeachment. Per Scaramucci, quello che Trump ora ha rifatto con il Segretario di Stato della Georgia è un crimine che meriterebbe l’impeachment, ma ovviamente non avverrà perché mancano ormai 16 giorni all’insediamento di Biden. Però sempre Scaramucci ha ammonito: “Anche ai nazisti di Hitler fu impedito una presa del potere illegale la prima volta, ma dopo pochi anni tornarono al potere….”. Secondo Scaramucci, anche i repubblicani che al Congresso assecondano e favoriscono Trump in questi atteggiamenti anti-democratici, dovrebbero essere perseguiti.

 

 

 

 

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