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IL PROFILO/ Emma Bonino,

Emma Bonino

Emma Bonino

Nel governo di Enrico Letta, alla guida della politica estera italiana arriva la donna radicale che fece tremare i talebani e che si batte per gli Stati Uniti d'Europa

Ho chiesto una volta a Emma Bonino: Cosa rappresentano Marco Pannella, Emma Bonino, i radicali per l'Italia? “Credo che il Partito Radicale e tutti noi rappresentiamo lo spirito di responsabilità tremenda e laica dell'individuo”, mi rispose; e in quella risposta c'e' molto della neo-ministro degli Esteri.

 Piemontese di Bra, origini contadine orgogliosamente rivendicate, un misto di tenacia e volonta' d'acciaio, e ce ne vuole se da quarant'anni resiste ai ritmi infernali che il leader radicale Pannella impone da sempre. Con Pannella forma una coppia politica inossidabile: autonoma e leale, fedele e indipendente. Sandro Pertini, che stravedeva per lei, l'aveva battezzata "il monello di Montecitorio", e praticamente le perdonava tutto. Quando Pannella, col vecchio presidente, entrava in conflitto ed erano sfuriate furibonde quelle di Pertini, toccava a lei, al "monello" riallacciare i rapporti.

 L'incontro con la politica, a 24 anni, quando assieme ad Adele Faccio fonda il Centro Informazioni Sterilizzazione e Aborto, che aiuta le donne in difficoltà in un paese dove l'aborto e’ ancora punito penalmente. Con Adele Faccio e l'allora segretario radicale Gianfranco Spadaccia viene arrestata per ordine della magistratura fiorentina. Da quegli arresti nasce una grandissima mobilitazione, e il Parlamento alla fine e' costretto ad approvare una legge, la legge Fortuna, che depenalizza l'aborto. E' la prima di decine di altre battaglie per i diritti civili e umani: dal voto ai diciottenni al nuovo diritto di famiglia, dalla giustizia e l'amnistia alla depenalizzazione delle droghe leggere, alla lotta contro lo sterminio per fame nel mondo.

 Parlamentare italiana ed europea, commissario europeo, ministro per il commercio con l’estero, vice-presidente del Senato… una lunga esperienza nelle istituzioni italiane ed europee, ma anche, alle spalle, mille manifestazioni in favore dei diritti degli ultimi: in Afghanistan, a Cuba, a Varsavia, New York, Roma… Ci sono due immagini emblematiche: una la ritrae seduta sulle ginocchia di un ormai paralizzato dalla sclerosi laterale amiotrofica Luca Coscioni, con il quale si batte per la liberta' di ricerca scientifica; l'altra a Kabul, assieme a una decina di donne oppresse dal burqa. Simultaneamente, in un gesto di gioiosa liberazione quelle donne se lo tolgono, e "liberano" il volto.

 E' anche grazie all'impegno di Emma Bonino se all'Onu si vota una risoluzione che impegna contro la pena di morte, ed e' stata istituita la Corte Penale Internazionale permanente contro i crimini contro l'umanità; e una delle sue battaglie prioritarie e' contro le mutilazioni genitali femminili che proprio lo scorso dicembre e’ approdata ad una risoluzione di condanna approvata dall’Assemblea Generale dell’Onu. 

Chiedetele cosa sogna, vi dira': Stati Uniti d'Europa, sul modello degli Stati Uniti d'America.

Chiedetele per che cosa si batte: vi dirà per il diritto alla vita, e per la vita del diritto.

Chiedetele a chi si ispira: vi dirà ad Altiero Spinelli, Ernesto Rossi, Leonardo Sciascia, Marco Pannella; e a sua madre, a cui – dice spesso – deve tanto, tutto.

 

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