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Obiettivi di Sviluppo del Millennio: come la missione per eliminare la povertá estrema continuerà oltre il 2015

di Stefano De Cupis e Stefano Vaccara
Il Segretari Generale dell'Onu Ban Ki-moon (a destra) riceve il rapporto sul Post-2015 Development Agenda dal Presidente dell'Indonesia Susilo Bambang Yudhoyono (Foto Onu/Mark Garten)

Il Segretari Generale dell'Onu Ban Ki-moon (a destra) riceve il rapporto sul Post-2015 Development Agenda dal Presidente dell'Indonesia Susilo Bambang Yudhoyono (Foto Onu/Mark Garten)

La Commissione di alto livello presieduta da Indonesia, Liberia e Gran Bretagna presenta al Segretario Generale della Nazioni Unite Ban Ki Moon uno storico rapporto di Follow Up agli obiettivi in scadenza

 

Dopo mesi di consultazioni tra eminenti soggetti di vario calibro internazionale, il mondo finalmente dispone di una storica opportunità che potrà davvero salvare milioni di persone. Lo ha ribadito il Segretario Generale dell'Onu Ban Ki-moon all'Assemblea Generale dopo aver ricevuto ieri  dalla Commissione di alto livello per l’Agenda di Sviluppo post 2015 un nuovo rapporto intitolato “Una nuova partnership globale: sradicare la povertà e trasformare le economie attraverso lo sviluppo sostenibile”. Il rapporto definisce un piano universale per eliminare completamente la povertà estrema entro il 2030 attraverso la prospettiva dello sviluppo sostenibile.

La commissione, che è stata istituita nel luglio scorso dal Segretario Generale delle Nazioni Unite, Ban Ki-moon, ha iniziato le sue consultazioni a settembre ed è co-presieduta dalle seguenti personalità: il Presidente indonesiano Susilo Bambang Yudhoyono, la Presidente della Liberia Ellen Johnson Sirleaf e il Primo Ministro del Regno Unito David Cameron.

Ieri al Palazzo di Vetro c'era il Presidente indonesiano Bambang Yudhoyono, in rappresentanza anche degli altri due co-presidenti, a consegnare nelle mani di Ban Ki-moon il rapporto.

"Siamo all'inizio di un viaggio storico" ha detto Ban Ki-moon all'Assemblea Generale dopo aver ricevuto il rapporto che costruisce una roadmap per riempire i buchi chiave lasciati scoperti dagli obiettivi del Millennio, come quello di costruire istituzioni "che siano oneste, responsabili e pronte a rispondere ai bisogni della gente" ha detto il Segretario generale dell'Onu. "Il processo post 2015 é una opportunità per inaugurare una nuova era di sviluppo internazionale, una che eradicherà l'estrema povertà e ci guiderà ad un mondo di prosperità, sostenibilità, equità e dignità per tutti", ha dichiarato all'Assemblea Generale Ban Ki-moon.

Vuk Jeremić, Presidente dell'Assemblea Generale, ha detto di sperare che le raccomandazioni del rapporto possano servire da allarme "dato che tutti noi non stiamo facendo abbastanza, per superare le sfide fondamentali del nostro tempo: per eliminare la poverta' estrema in questa generazione e per diminuire significatamente la distanza globale tra i ricchi e i poveri, senza infliggere irreparabili danni a quell'ambiente che resta fondamentale per la nostra sopravvivenza" .

Il nuovo rapporto ha una ferrea tabella di marcia, infatti l’agenda si basa su cinque cambiamenti chiave che dovranno guidare tutte le strategie post 2015.

Passiamo quindi ad analizzare più da vicino questi cinque shift.

Il primo è quello di non lasciare nessuno indietro, infatti dopo il 2015 si dovrebbe passare dal ridurre al porre fine alla povertà estrema, in tutte le sue forme. A nessuna persona – indipendentemente da etnia, sesso, geografia, disabilità, razza o di altra condizione – verranno negate opportunità economiche fondamentali e diritti umani.

Il secondo principio è di porre lo sviluppo sostenibile al centro di ogni strategia, integrando la dimensione sociale, economica e ambientale della sostenibilità. Inoltre bisognerà agire da subito per rallentare due minacce senza precedenti per l'umanità, ovvero il galoppante cambiamento climatico e il degrado ambientale.

Il terzo pilastro riguarda la trasformazione delle economie al fine di creare occupazione e crescita. Una profonda trasformazione economica può porre fine alla povertà estrema e migliorare i mezzi di sussistenza utilizzando l’innovazione, la tecnologia e il potenziale del business. Per di più economie più diversificate, con eguali opportunità per tutti, possono guidare all'inclusione sociale soprattutto i giovani e a promuovere consumi e produzioni sostenibili.

Il penultimo obiettivo è invece di costruire la pace e delle istituzioni efficaci, aperte e responsabili per tutti. L’assenza di conflitti e violenza è un diritto umano indispensabile e il fulcro centrale per la costruzione di una società pacifica e prospera. Allo stesso tempo, i cittadini di tutto il mondo si aspettano che i loro governi siano onesti, responsabili e pronti a rispondere alle loro esigenze. La pace e il buon governo devono essere un elemento centrale al benessere, non un optional.

Ultimo ma non per importanza è l’obiettivo di istituire un nuovo partenariato globale. Un nuovo spirito di solidarietà, cooperazione e responsabilità reciproca dovrà sostenere l'agenda post-2015. Questo nuovo partenariato dovrebbe basarsi sulla comprensione della nostra comune umanità e allo stesso tempo fondarsi sul rispetto e i vantaggi reciproci. Questa partnership dovrebbe incentrarsi sulle persone, includendo le vittime della povertà e dell'esclusione, le donne, i giovani, gli anziani, i disabili e le popolazioni indigene. Dovrebbe infine includere: società civile, istituzioni multilaterali, governi locali e nazionali, la comunità scientifica e accademica, le imprese e i privati.

Il rapporto presentato giovedi al Segretario Generale delle Nazioni Unite, rappresenta un input alle consultazioni ancora in corso presso l’ONU per l’elaborazione di una agenda di sviluppo che subentrerà nel 2015 alla scadenza degli otto obiettivi di sviluppo del millennio (Millennium Development Goals – MDGs) ovvero dimezzare la povertà estrema e la fame, garantire l’istruzione elementare universale, promuovere l’uguaglianza dei sessi e conferire potere e responsabilità alle donne, diminuire la mortalità infantile, migliorare la salute materna, arrestare la diffusione dell’HIV/AISD, la malaria e le altre malattie importanti, assicurare la sostenibilità ambientale e infine l’ottavo quello inerente appunto lo sviluppo di una partnership globale per lo sviluppo.

Il Segretario Generale si baserà pertanto sulle raccomandazioni contenute nel rapporto odierno per la sua relazione all’Assemblea Generale delle Nazioni Unite prevista a settembre.

Ci sono stati dei sostanziali miglioramenti nel corso di questi ultimi anni sotto vari indicatori, sebbene il 2015 sia davvero ormai alle porte, è importante che la comunità internazionale sia pronta a portare a termine tutti gli obiettivi restanti, al fine di riuscire entro il 2030 a sradicare per sempre – attraverso un valido alleato lo sviluppo sostenibile – la piaga numero uno della moderna civiltà: la  povertà estrema.

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