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ONU: La popolazione mondiale senza freni e l’India supererà la Cina

di Stefano De Cupis e Stefano Vaccara
La popolazione mondiale nel 2011 era arrivata a 7 miliardi, nella foto il Segretario Generale dell'ONU Ban Ki-moon. (UN Photo/Eskinder Debebe)

La popolazione mondiale nel 2011 era arrivata a 7 miliardi, nella foto il Segretario Generale dell'ONU Ban Ki-moon. (UN Photo/Eskinder Debebe)

Nel nuovo rapporto delle Nazioni Unite, si prevede che arriveremo a 9,6 miliardi di abitanti nel 2050. I paesi più poveri raddoppieranno, l'Italia dopo il 2025 inizia una parabola decrescente

 

È stato presentato oggi a New York, presso il Palazzo di Vetro il nuovo rapporto ONU: World Population Prospects: The 2012 Revision il quale prevede un incremento di quasi 1 miliardo di persone nei prossimi dodici anni, raggiungendo 8.1 miliardi nel 2025 e 9.6 miliardi entro il 2050.

Il rapporto, World Population Prospects, rivela che la popolazione delle regioni sviluppate rimarrà sostanzialmente invariata a circa 1,3 miliardi di persone da qui al 2050. Al contrario, i 49 paesi meno sviluppati sono proiettati a raddoppiare la loro popolazione attuale passando da circa 900 milioni di persone a 1.8 miliardi nel 2050.

Rispetto alle precedenti valutazioni sulle tendenze della popolazione mondiale, la nuova popolazione totale prevista è superiore, soprattutto per via dei nuovi dati aggiornati ottenuti sui livelli di fertilità di alcuni paesi principalmente nel continente africano e in Asia. Per esempio, in 15 paesi ad alta fertilità dell'Africa sub-sahariana, il numero medio stimato di figli per donna è rettificato in aumento di oltre il 5 per cento.

L'India afferma il rapporto è destinata a diventare il più grande paese al mondo per numero di abitanti, sorpassando la Cina intorno al 2028. Nel frattempo, si prevede che la popolazione della Nigeria supererà quella degli Stati Uniti entro il 2050.

Per quanto concerne la popolazione europea, il rapporto prevede invece un calo del 14 per cento e il Direttore della Divisione Popolazione del Dipartimento delle Nazioni Unite per gli Affari Economici e Sociali, John Wilmoth ha ammonito che il continente si trova già di fronte a sfide nella fornitura di assistenza e di sostegno a causa di un rapido invecchiamento della popolazione.

Osservando i dati forniti nel documento e precisamente nella tabella S.2 inerente le proiezioni per paese sul totale della popolazione partendo dall’anno 1950 al 2100, possiamo notare che le previsioni per l’Italia registrano dei trend  al ribasso (anno 1950 – 46.367 milioni di abitanti; nel 2013 – 60.990; nel 2025 – 61.335; nel 2050 – 60.015 e infine nel 2100 – 54.598), tutto ciò dovuto a un basso livello di fertilità che porta la popolazione ad invecchiare.

Nel complesso, nei prossimi anni l'aspettativa di vita è prevista in aumento nei paesi sviluppati e in quelli in via di sviluppo. A livello globale, si prevede di raggiungere mediamente i 76 anni nel periodo 2045-2050 e di 82 anni nel 2095-2100. Entro la fine del secolo, le persone nei paesi sviluppati potrebbero vivere in media circa 89 anni, a fronte di circa 81 anni nelle regioni in via di sviluppo.

I dati del rapporto si basano su una revisione completa dei dati demografici disponibili di 233 paesi e aree del mondo, inclusi i vari censimenti della popolazione del 2010.

Per i lettori che volessero approfondire tali tematiche, vi suggeriamo di visitare il seguente sito web delle Nazioni Unite: http://www.unpopulation.org.

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