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Turchia: i media sotto torchio

Una immagione degli scontri tra polizia e dimostranti a Istanbul

Una immagione degli scontri tra polizia e dimostranti a Istanbul

Conversazione telefonica con un dirigente tv di Istanbul che per timore di rappresaglie risponde alle domande solo al telefono...

La Turchia é sull'orlo del disastro. A fare queste considerazioni é un dirigente televisivo di Istanbul il cui nome non puó essere rivelato per timore di rappresaglie.
“Per via delle informazioni che invio via Facebook la polizia potrebbe giá arrivare in qualsiasi momento”, chiarisce, “scusa se non posso rispondere alle domande via posta elettronica e possiamo solo parlare brevemente al telefono”.
“Con l'eccezione di due stazioni Tv, i media locali non riportano le notizie o le riferiscono in modo poco accurato. Ad esempio, la folla che dimostrava a favore del Governo di Recep Tayyip Erdogan non era un milione di persone, come riportato all'estero, bensí solo 247.000 e d alcuni di loro pagati l'equivalente di 100 dollari per partecipare”.
Per la cronaca, le due stazioni Tv che rischiano dure sanzioni sono Ulusal Kanal (di natura molto belligerante, sempre pronta a promuovere l'invasione di Cipro) e Halk-Tv, di proprietá del partito d'opposizione Chp.
Chiediamo al dirigente perché l'opposizione non faccia sentire la sua voce. Ad esempio, durante il discorso di Erdogan al Parlamento turco, tutti i parlamentari hanno applaudito anche quando ha annunciato la linea dura. “Perché alla seduta hanno partecipato solamente parlamentari di Akp, il partito di Erdogan”, é stata la risposta. Poi ci spiega che non é vero che il 50% della popolazione sia a favore di una nazione islamica. É vero invece che il 30% di quel 50% ha votato per Akp perché conservatori, non islamisti.
Questa é una domanda delicata: perché le forze armate sono rimaste silenziose? “Devi sapere che il 40% degli ufficiali, compresi 140 generali, si trova in prigione. Erdogan li ha sostituiti con dei militari a lui fedeli, ma si spera che i cadetti delle scuole militari presto si ribellino”.
Cosa succederá ora? “Per prima cosa quattro dei principali sindacati hanno dichiatato uno sciopero generale. L'opposizione é diventata piú attiva e l'Unione Europea ha notificato ad Erdogan la sospensione dei negoziati per l'ingresso della Turchia nell'Ue”.
Di tutto questo, la parte piú disarmante e' che Erdogan sta facendo esattamente tutto ció che prima rimproverava agli altri governi durante le dimostrazioni come quelle in Egitto, Libia, Tunisia ed ora Siria.

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