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Violenza domestica e sessuale contro le donne: una su tre ne è vittima

Margaret Chan, Director General of the World Health Organization (WHO). Foto: PAHO/WHO

Margaret Chan, Director General of the World Health Organization (WHO). Foto: PAHO/WHO

L'Organizzazione Mondiale della Sanità ha reso noti nuovi dati e guide linee per contrastare una questione globale di proporzioni epidemiche nel rapporto intitolato Global and regional estimates of violence against women: Prevalence and health effects of intimate partner violence and non-partner sexual violence”

L’Organizzazione Mondiale della Sanità – OMS (in inglese WHO – World Health Organization) con sede centrale a Ginevra in Svizzera, ha reso noto oggi 20 giungo 2013, il nuovo report intitolato:Global and regional estimates of violence against women: Prevalence and health effects of intimate partner violence and non-partner sexual violence” – Stime globali e regionali inerenti la violenza contro le donne: Diffusione ed effetti sulla salute causati della violenza domestica e quella sessuale.

La violenza fisica o sessuale è un problema di salute pubblica che colpisce più di un terzo di tutte le donne a livello globale, secondo questo nuovo rapporto pubblicato dall'Organizzazione Mondiale della Sanità, in collaborazione con la London School of Hygiene & Tropical Medicine e il South African Medical Research Council. Lo studio dimostra che circa il 35% di tutte le donne sperimenteranno uno dei due tipi di violenza elencati in precedenza, domestica o sessuale. Lo studio rivela che la violenza domestica è il tipo più comune di violenza contro le donne e purtroppo ancora oggi colpisce il 30% delle donne in tutto il mondo.

Obiettivo principale del rapporto è di descrive l'impatto della violenza sulla salute fisica e mentale delle donne e delle ragazze colpite da questa enorme e infima piaga sociale, elencando anche una serie di linee guida al fine di supportare i vari sistemi sanitari nazionali globali nell’aiutare le donne che si trovano in queste difficili e tragiche situazioni.

"I risultati del rapporto lanciano un messaggio forte ovvero che la violenza contro le donne è un problema di salute globale di proporzioni epidemiche", ha dichiarato Margaret Chan, Direttrice Generale dell'OMS.

Ma vediamo meglio e in breve quali sono stati questi risultati. In primis, lo studio ha rilevato che a livello globale, il 38% di tutte le donne uccise sono state assassinate dai loro partner mentre il 42% delle donne che hanno subito violenza fisica o sessuale per mano del proprio partner avevano riportato lesioni e ferite di conseguenza. Le donne che hanno subito violenza a causa del partner, sono inoltre più predisposte ad avere problemi quali: depressione, uso di alcol, malattie sessualmente trasmissibili come sifilide, gonorrea e HIV (quest’ultimo soprattutto in Africa), gravidanze indesiderate, aborto e neonati sottopeso.

“Questi nuovi dati dimostrano che la violenza contro le donne è estremamente comune. Abbiamo urgentemente bisogno di investire nella prevenzione per affrontare le cause alla base di questo problema di salute globale delle donne ", ha annunciato il Prof. Charlotte Watts, della London School of Hygiene & Tropical Medicine.

Vorrei riportare di seguito soltanto alcuni dati del rapporto – senza annoiare i nostri cari lettori e soprattutto le nostre care lettrici – al fine di porre un’attenzione maggiore su questo cruento e atroce fenomeno.

Per quanto riguarda la violenza domestica ovvero il tipo di violenza contro le donne per il quale erano disponibili più dati, le regioni più colpite sono state: Sud-Est asiatico – 37,7%; Mediterraneo orientale – 37%; Africa – 36,6%. Per quanto concerne invece la violenza sessuale domestica e non su tutte le donne comprese dai 15 anni in poi, i tassi di prevalenza sono stati i seguenti: Africa – 45,6% ; Americhe – 36,1%; Mediterraneo orientale – 36,4% * (i dati non erano disponibili per la violenza sessuale non domestica in questa regione); Europa – 27,2%; Sud-Est asiatico – 40,2%; Pacifico occidentale – 27,9% e infine i paesi ad alto reddito – 32,7%.

In conclusione il rapporto segnala che occorre una maggiore e migliore informazione e attenzione globale su tale piaga sociale che colpisce le donne in qualsiasi ambiente: domestico, lavorativo e così via. Per di più lo studio chiede a tutti i paesi di raccogliere i dati in modo accurato e di intensificare i monitoraggi, soprattutto poiché sono ancora pochi i paesi che raccolgono questo tipo di informazioni e sicuramente ci sono tantissimi casi non registrati ovunque nel mondo. Ultimo ma non per importanza, anzi forse è proprio il pilastro centrale per combattere la violenza sessuale e domestica, è il fatto che le donne  non devono aver paura di essere stigmatizzate per la violenza subita, ma anzi devono avere la forza e il coraggio (anche se a dirlo sembra sempre facile!) di denunciare questi orribili comportamenti. A volte infatti il silenzio non è il grido più forte!

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