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ONU: Passi da gigante nella lotta contro l’HIV in Africa

Lesotho, una donna mostra dei farmaci antiretrovirali per combattere l'AIDS. Foto: IRIN/Eva-Lotta Jansson

Lesotho, una donna mostra dei farmaci antiretrovirali per combattere l'AIDS. Foto: IRIN/Eva-Lotta Jansson

Ghana e Sud Africa sul podio per aver registrato il maggior calo nelle infezioni tra i bambini

Le nuove infezioni da HIV tra i bambini sono state ridotte del 50 per cento (in alcuni casi anche oltre) in sette paesi dell'Africa sub-sahariana, ha affermato ieri l'UNAIDS, programma congiunto delle Nazioni Uniti sull’HIV/AIDS. Missione principale dell’UNAIDS è quello di condurre ed ispirare il mondo al fine di permettere a tutti l’accesso alla prevenzione, cure e sostegno contro l’HIV.

Botswana, Etiopia, Ghana, Malawi, Namibia, Sudafrica e Zambia hanno dimezzato le nuove infezioni da HIV tra i bambini dal 2009, mentre Tanzania e Zimbabwe stanno continuando a registrare notevoli progressi. Queste informazioni sono emerse dall'ultima relazione – lanciata nel luglio 2011 presso l'Assemblea Generale riunione di alto livello delle Nazioni Unite sull'AIDS – inerente i progressi del Global Plan per l'eliminazione delle nuove infezioni da HIV tra i bambini entro il 2015 e mantenere le loro madri invita.

Il Piano Globale ha due principali obiettivi per il 2015: una riduzione del 90% del numero dei bambini contagiati da HIV e una del 50% del numero di morti materne legate all'AIDS. Il Piano si concentra sui 22 paesi che rappresentano il 90% delle nuove infezioni da HIV tra i bambini. La presente relazione evidenzia i progressi realizzati dai 21 paesi dell'Africa sub-sahariana e alcune delle sfide che devono ancora affrontare per conseguire gli obiettivi concordati per il 2015. I dati per l’India non erano disponibili al momento della stesura della relazione.

Nel complesso, il rapporto mostra che ci sono stati 130.000 nuove infezioni da HIV in meno – tra i bambini nei 21 paesi dell'Africa sub-sahariana – un calo del 38% dal 2009.

"I progressi registrati nella maggior parte dei paesi sono un segnale forte che mostra come con sforzi mirati, ogni bambino può nascere senza HIV", ha dichiarato Michel Sidibé, Direttore esecutivo del Programma congiunto delle Nazioni Unite sull'HIV / AIDS (UNAIDS), che ha guidato il Piano Globale assieme al Piano di Emergenza del Presidente degli Stati Uniti per l'assistenza contro l’AIDS (PEPFAR – The United States President’s Emergency Plan for AIDS Relief).

"Tuttavia i progressi sono in fase di stallo in alcuni paesi con un alto numero di nuove infezioni da HIV. Abbiamo bisogno di scoprirne i motivi e rimuovere le strozzature che ne impediscono i miglioramenti ", ha aggiunto il Direttore.

Degni di nota secondo l’UNAIDS sono i positivi riscontri riportati in Ghana che ha mostrato il maggior calo del tasso di nuove infezioni tra i bambini dal 2009 (76%), seguita dal Sud Africa (63%). Sfortunatamente però, il ritmo di riduzione delle infezioni in alcuni paesi prioritari del Piano Globale è stato lento come ad esempio in Angola, dove le nuove infezioni da HIV sono persino aumentate.

Nuove infezioni tra i bambini in Nigeria, la quale ha il numero più elevato di bambini che hanno contratto l'HIV (circa 60.000 nuove infezioni da HIV tra i bambini nel 2012), è rimasta sostanzialmente invariata dal 2009. Bisogna agire il più presto possibile e delineare un piano di urgenza in Nigeria, poiché senza di esso l'obiettivo globale per il 2015 non potrà essere raggiunto, ha ammonito il rapporto.

La relazione rileva inoltre che rispetto al 2009, molte più donne sieropositive in gravidanza nel 2012 hanno ricevuto farmaci antiretrovirali per prevenire che l'HIV possa essere trasmesso ai propri figli e per salvaguardare la propria salute, con livelli di copertura superiori al 75% in molti paesi. L’aumento della copertura ha ridotto i tassi di trasmissione dell'HIV da madre a figlio, nella maggior parte dei paesi. Da menzionare Botswana e Sud Africa che hanno ridotto i tassi di trasmissione al 5% o addirittura al di sotto in alcuni casi . Allo stesso tempo, il rapporto mostra anche che solo la metà di tutte le donne sieropositive che allattano ricevono farmaci antiretrovirali per prevenire la trasmissione del virus HIV. L'allattamento al seno è fondamentale per garantire la sopravvivenza dei bambini e il rapporto sottolinea l'urgenza di fornire la terapia antiretrovirale durante il periodo di allattamento al seno.

Più della metà dei bambini che possono beneficiare di un trattamento in Sud Africa e Swaziland ora ne hanno finalmente accesso. In quanto a Ciad, Etiopia, Ghana, Kenya, Malawi, Nigeria, Sud Africa, Tanzania e Zimbabwe, essi hanno raddoppiato il numero di bambini che hanno potuto al usufruire del trattamento dal 2009 al 2012. Inoltre, il numero di donne in gravidanza affette da HIV e che hanno accesso alla terapia antiretrovirale è aumentato dal 2009, un dato davvero rilevante. Infine in Botswana, Ghana, Malawi, Namibia, Sud Africa, Swaziland e Zambia, oltre il 75% delle donne in gravidanza possono beneficiare della terapia antiretrovirale mentre oltre il 50% in Kenya, Lesotho, Tanzania e Zimbabwe. Tuttavia è necessario prendere misure urgenti per migliorare la diagnosi precoce del virus HIV nei bambini e garantire un accesso tempestivo al trattamento antiretrovirale.

Il seguente link dell’UNAIDS per ulteriori dati, statistiche e indici per paese (www.unaids.org).

 

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