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Caso NSA: Kerry sdrammatizza ma l’UE è infuriata

di La Voce NY
Il Segretario di Stato John Kerry

Il Segretario di Stato John Kerry

Colloquio telefonico tra il Segretario di Stato USA e la responsabile della politica estera dell'Unione europea Catherine Ashton. Per il responsabile del Dipartimento di Stato ricercare informazioni su altri paesi "non è inusuale" ma dalle capitali europee si pretende immediate spiegazioni dagli americani. Il ministro Emma Bonino definisce la vicenda "spinosa", ma i più offesi sono i tedeschi e i francesi

 

 

 L'Alto Rappresentante della politica estera UE Catherine Ashton, questa mattina ha parlato al telefono con il segretario di Stato John Kerry per esprimere le sue preoccupazioni circa lo spionaggio effettuato dagli USA tra le alte cariche politiche europee.

Kerry questo lunedì ha reagito allo scandalo, dicendo che ricercare informazioni ed effettuare investigazioni su altri paesi "non è inusuale" ed ha promesso anche, di voler andare a fondo alla faccenda e fare delle indagini sulle accuse che sono state mosse agli USA.

 

“La signora Ashton ha fatto emergere la questione con me oggi e siamo rimasti d'accordo di rimanere in contatto. Ho promesso che cercherò di capire esattamente quale è la situazione e le farò avere notizie quanto prima” ha dichiarato Kerry ai reporter durante il meeting ASEAN nel Brunei, lunedì.

 

“Mi sento in dovere di dire che qualsiasi paese che sia impegnato nelle relazioni internazionali, nella sicurezza nazionale, deve impiegare diverse attività per proteggere la propria sicurezza e tutte le informazioni che la possono influenzare”. Con queste parole probabilmente Kerry ha voluto sottolineare come le attività di raccolta di informazioni effettuate alla NSA, non sono così inusuali per le nazioni implicate nella politica internazionale.

 

Kerry però al termine del suo discorso è stato molto cauto ed ha dichiarato: “Nonostante tutto, non ho intenzione di fare ulteriori commenti fin quando non avrò valutato i fatti e capito precisamente quale sia la situazione”.

Kerry, che è volato la scorsa notte nel Brunei in vista del meeting, si è mostrato "profondamente immerso" nel voler far rivivere i trattati di pace con il Medio Oriente.

Intanto l'UE si è mostrata oltraggiata dalle ultime scoperte, cioè che Washinghton avrebbe messo delle “cimici” negli uffici delle alte cariche dell'UE e nelle ambasciate europee. Le singole nazioni hanno rilasciato commenti diversi, ma quasi tutti di profonda preoccupazione.

Emma Bonino, ministro degli esteri italiano ha chiesto chiarimenti agli USA sulla “molto spinosa vicenda” del Datagate, ma si è mostrata fiduciosa sul fatto che gli USA forniranno tutte le informazioni richieste. Più dura invece la Germania, che ha definito la situazione inaccettabile. Il portavoce del governo tedesco Steffen Seibert questa mattina ha dichiarato che “bisogna ricostruire la fiducia con gli Stati Uniti”, aggiungendo che la cancelliera Angela Merkel discuterà al più presto della questione con il Presidente Barack Obama.

 

Anche il Belgio chiede chiarimenti, Il ministro degli Esteri, Didier Reynders, incontrerà l'ambasciatore Usa in Belgio, Howard Gutman per ottenere spiegazioni sul caso Datagate.

Anche il Presidente francese Hollande, ha espresso il suo rammarico esortando gli Usa a terminare subito le operazioni di spionaggio sull'UE.

Queste attività da parte degli Stati Uniti devono cessare "immediatamente", ha dichiarato il presidente francese Francois Hollande. "Non possiamo accettare questo tipo di comportamento tra partner e alleati", ha aggiunto ancora Hollande "gli elementi sono già sufficienti per chiedere loro delle spiegazioni".

 

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