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All’ONU Pistelli presenta il governo Letta con l’ombra del caso Kazakistan

Il Vice Ministro degli Esteri Lapo Pistelli durante una recente visita al contingente italiano dei caschi blu in Libano

Il Vice Ministro degli Esteri Lapo Pistelli durante una recente visita al contingente italiano dei caschi blu in Libano

Agenda piena per la visita del Vice Ministro degli Esteri al Palazzo di Vetro, con Africa e Medio Oriente al centro. Del  "caso Shalabayeva” nessuno ha chiesto, ma dall'Alto commissario per i diritti umani di Ginevra il caso è stato già chiamato "extraordinary rendition"

La prima uscita del governo Letta alle Nazioni Unite si è avuta venerdì al Palazzo di Vetro  con i numerosi incontri istituzionali avuti dal Viceministro degli Affari  Esteri Lapo Pistelli (In alto il video con l'intervista per Radio Radicale). Africa e Medio Oriente al centro dell’agenda, ma quando poi Pistelli ha incontrato i giornalisti italiani nella sede della missione permanente dell’Italia all’Onu, il vice ministro di Emma Bonino ha subito messo le mani avanti: “Prima che mi facciate la domanda, vi anticipo dicendo che nessuno mi ha chiesto chiarimenti sul caso Shalabayeva”.

Eppure proprio nelle stesse ore, da Ginevra, era arrivata la notizia che in un comunicato dell’Alto commissariato dei diritti umani Onu,  tre esperti dichiaravano che la loro  impressione è che si sia trattato di una “extraordinary rendition”. E quindi si chiede a Italia e Kazakistan un “rapido ritorno” di Alma Shalabayeva e sua figlia nel nostro Paese.

Francois Crèpeau, Juan E. Mèndez e Gabriela Knaul, rispettivamente esperti sui diritti dei migranti, sulle torture e sull’indipendenza dell’ordinamento giudiziario, ritengono che le azioni delle autorità italiane hanno violato le garanzie del giusto processo e privato la signora Shalabayeva del suo diritto di presentare ricorso contro l’espulsione e di chiedere asilo. “Le circostanze”, secondo gli esperti, “danno l’impressione che fosse di fatto un’extraordinary rendition” e “ci preoccupa molto”. “Siamo incoraggiati – hanno dichiarato i tre esperti – nel vedere che ora l’Italia ha riconosciuto pubblicamente che l’espulsione della signora Shalabayeva e di sua figlia è stata illegittima e inaccettabile”. “Apprezziamo l’impegno delle autorità italiane di effettuare indagini approfondite sul caso”, hanno precisato gli esperti, che invitano “Italia e Kazakistan a proseguire nell’inchiesta ed individuare i responsabili“, di “collaborare” e di “trovare un accordo diplomatico per facilitarne il rapido ritorno”. Hanno quindi esortato il governo di Roma affinché non risparmi “alcuno sforzo per facilitare il ritorno in Italia della cittadina kazaka Alma Shalabayeva e della sua figlia di sei anni, che sono state deportate illegalmente in Kazakistan lo scorso 31 maggio 2013”.

Sull’espatrio “illegale” della moglie e della figlia del maggiore dissidente politico del Presidente Nazarbayev, il viceministro Pistelli da New York  ha così precisato: “Vorrei dire che rispetto alla denuncia della donna di qualche giorno fa per cui sembrava che lei e la sua bambina fossero state abbandonate dal nostro Paese, così non è. Da quando noi del Ministero degli Esteri siamo stati informati, purtroppo soltanto il giorno dopo l’uscita della donna e la figlia – ha proseguito Pistelli – siamo stati costantemente in contatto, come possono testimoniare gli avvocati. Proprio in questi giorni mi risulta che la signora si sia recata al nostro consolato di Astana autonomamente, a piedi, in buone condizioni di salute, senza pressioni”.

In merito alla responsabilità del ministero degli Interni, Pistelli ha commentato: “Il modo migliore per garantire i diritti umani fondamentali e processuali alla difesa è non fare spegnere le luci e in questo voi giornalisti siete fondamentali. E’ importante che la vostra attenzione sul caso resti constante, questo ci aiuterà sicuramente. Ma vorrei che il caso Shalabayeva tornasse ad essere un caso di tutela dei diritti umani di una persona e non dell’uso politico che se ne può fare per opporsi ad un legittimo governo in carica”.

Messo da parte il caso Kazakistan, ecco quindi un resoconto degli incontri avuti dal viceministro Pistelli al Palazzo di Vetro attraverso le dichiarazioni poi rilasciate dalla missione diplomatica italiana:

“Rimangono costanti l'attenzione politica e l'impegno finanziario dell'Italia per far fronte alle numerose crisi umanitarie nel mondo, a partire da Siria e Sahel. Fondamentali in questi frangenti il ruolo di coordinamento delle Nazioni Unite e la legittimità universalmente riconosciuta a OCHA (Office for the Coordination of Humanitarian Affairs), braccio operativo dell’Organizzazione per gli interventi umanitari”. Così ha dichiarato il Vice Ministro degli Affari Esteri, Lapo Pistelli, al termine dell’incontro avuto venerdì pomeriggio al Palazzo di Vetro con l’Under-Secretary-General per gli Affari Umanitari, Valerie Amos.

Al centro del colloquio la risposta umanitaria della Comunità Internazionale alle crisi in Siria e nel Sahel, con un'attenzione particolare alla Nuova Strategia per il Sahel del Rappresentante Speciale del Segretario Generale Romano Prodi.  Grande apprezzamento espresso da Valerie Amos per il ruolo che l’Italia svolge, anche attraverso il suo contributo alle iniziative dell’Unione Europea, a sostegno delle popolazioni coinvolte nel conflitto siriano sia con interventi interni, sia con aiuti forniti ai Governi dei Paesi confinanti (Giordania, Libano e Turchia), in stretta cooperazione con le Agenzie dell'ONU e cone le ONG.

In precedenza Pistelli aveva incontrato il Vice Segretario Generale dell’ONU, Jan Eliasson, che ha accolto il viceministro degli Esteri italiano calorosamente con queste parole: “Grazie all'Italia per la collaborazione che continua a prestare alle Nazioni Unite: voi siete davvero multilateralisti di lungo corso”. L’incontro ha avuto al centro soprattutto tematiche inerenti lo sviluppo.

Eliasson si è congratulato con l'Italia per la capacità della cooperazione italiana di porre al centro dei propri interventi di sviluppo la formazione e il sostegno ai processi di “institution building”. Solo così, infatti, ha proseguito il vice Segretario Generale dell’ONU, si gettano le fondamenta per iniziative sostenibili nel tempo, capaci di contribuire davvero alla riduzione delle diseguaglianze.

Somalia, Libia e Siria sono state anche al centro dei colloqui. Per il vice Ministro Pistelli “il popolo libanese sta dimostrando un’eccezionale capacità di accoglienza nei confronti dei rifugiati siriani”. Pistelli ed Eliasson si sono trovati concordi nel giudicare “critiche” le condizioni della Siria sia dal punto di vista politico sia dal punto di vista umanitario, con conseguenze che potrebbero condizionare in futuro anche il Libano e la Giordania. Quanto alla Somalia, concorde la valutazione cautamente ottimistica sul futuro del processo di transizione in Libia e sulle prospettive di stabilizzazione della Somalia.

Il Vice Ministro Pistelli, sempre al Palazzo di Vetro, ha avuto anche un incontro con il responsabile ONU per le missioni di pace, Hervè Ladsous, per una valutazione aggiornata sulle più importanti operazioni di peacekeeping delle Nazioni Unite, a partire da UNIFIL, in Libano, cui l’Italia contribuisce con successo, con il più numeroso contingente occidentale. Pistelli ha tenuto a sottolineare “la consapevolezza da parte italiana della cruciale importanza della missione UNIFIL per il quadro regionale in cui si colloca, soprattutto alla luce del concreto rischio di spill-over proveniente dalla Siria”. Il rappresentante italiano ha, poi, assicurato “il pieno coinvolgimento dell’Italia in ogni decisione che – su impulso del Segretariato – il Consiglio di Sicurezza sarà chiamato ad adottare nel contesto dei periodici riesami della struttura della missione”. Ladsous, da parte sua, ha rivolto un caloroso ringraziamento per la fondamentale opera di stabilizzazione di UNIFIL nel sud del Libano, rinnovando il forte apprezzamento del Segretario Generale per l’azione svolta sul campo dal Comandante della missione, Generale Serra.

Nella fitta agenda all’Onu del vice di Emma Bonino, soprattutto i teatri di crisi in Medio Oriente: “La crescente instabilità generata dalla crisi siriana e gli sviluppi della primavera araba costituirà il primo banco di applicazione dell'accordo di collaborazione che ho firmato oggi tra il Ministero degli Esteri e il Dipartimento per gli Affari Politici delle Nazioni Unite”, ha infatti dichiarato il Vice Ministro Pistelli, al termine dell’incontro avuto sempre venerdì al Palazzo di Vetro con l’Under Secretary General per gli Affari Politici, Jeffrey Feltman, con il quale ha siglato l’intesa che consentirà di intensificare le iniziative congiunte tra l'Italia e le Nazioni Unite nei settori della mediazione, dell’assistenza elettorale e dell’analisi politica, attraverso scambi di informazioni e condivisione di esperienze nei settori del peace-making e del peace-building.

Anche al centro dell’incontro Pistelli-Feltman, Siria, Libia , Mali , Somalia e Sahel. Forte apprezzamento espresso da Feltman per il ruolo determinante che l’Italia svolge a sostegno della transizione in Libia, al processo di stabilizzazione e consolidamento delle istituzioni e della sicurezza di quel Paese e della Somalia.

“Sulla Siria – ha ricordato infine Pistelli – abbiamo fatto il punto circa le prospettive di una soluzione politica e inclusiva della crisi, con un'attenzione particolare alla dimensione regionale del conflitto e al coinvolgimento di attori esterni”.

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