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Nazioni Unite esortate a indagare sul caso di Oswaldo Paya

Oswaldo Payà (29 febbraio 1952, L'Avana, Cuba - 22 luglio 2012, Bayamo, Cuba)

Oswaldo Payà (29 febbraio 1952, L'Avana, Cuba - 22 luglio 2012, Bayamo, Cuba)

Un anno dopo la morte misteriosa del dissidente di Cuba, 125 leader internazionali hanno presentato un appello che apparirà nell’agenda della sessione di settembre all'ONU, per avviare un’indagine sul mistero che ancora avvolge questo caso avvenuto al tramonto del regime castrista

Lunedì scorso in occasione del primo anniversario delle morti sospette del dissidente cubano Oswaldo Payà e dell’attivista Harold Cepero in un incidente d'auto a Bayamo, Cuba, il 22 luglio 2012, più di 100 personalità di tutto il mondo hanno esortato gli alti funzionari delle Nazioni Unite ad avviare una indagine internazionale e indipendente su questo caso ancora misterioso.

La petizione include tra i suoi firmatari l'arcivescovo Desmond Tutu, il Vice-presidente del Parlamento Europeo Edward McMillan-Scott, il dissidente cinese Yang Jianli, numerosi ex presidenti, ministri e ambasciatori stranieri, parlamentari e attivisti per i diritti umani.

Nella drammatica testimonianza del conducente della vettura dei due dissidenti, Ángel Carromero descrive in un’intervista al Washington Post del 6 marzo 2013, come il loro veicolo sia stato seguito, infastidito e infine speronato da dietro da un’auto con targa governativa. Carromero sostiene inoltre che, a seguito dello schianto, venne drogato, maltrattato e costretto dalle autorità cubane a rendere una falsa confessione.

“Il governo cubano potrebbe essere stato complice nell'omicidio del suo più importante critico, una figura di spicco nel mondo dei diritti umani e pertanto questo caso non può essere ignorato dalla comunità internazionale”, implora la petizione.
Questa è la prima volta che la controversia sarà ufficialmente parte dell’agenda delle Nazioni Unite. Il manifesto è stato presentato lunedì 22 luglio al Consiglio dei Diritti Umani delle Nazioni Unite grazie a UN Watch che ha organizzato l'appello insieme a un gruppo di sostenitori dei diritti umani e la Direzione Democratica Cubana.

Per chi volesse saperne di più su UN Watch vi dico subito e in breve che si tratta di una organizzazione non governativa (ONG) con sede a Ginevra, il cui mandato è quello di monitorare le prestazioni delle Nazioni Unite con il “metro” della propria Carta dell’ONU. 
La UN Watch è stata istituita nel 1993 sotto la presidenza dell'Ambasciatore Morris B. Abram, ex Rappresentante Permanente degli Stati Uniti presso le Nazioni Unite a Ginevra. L’Organizzazione partecipa attivamente alle Nazioni Unite come ONG accreditata con Special Consultative Status per il Consiglio Economico e Sociale (ECOSOC) e come ONG Associata al Dipartimento della Pubblica Informazione delle Nazioni Unite (DPI).

In base alle norme delle Nazioni Unite che disciplinano le comunicazioni delle ONG accreditate, l'appello verrà distribuito a tutti i delegati come documento ufficiale delle Nazioni Unite oltre ad essere iscritto nell'ordine del giorno per nella prossima sessione di settembre del Consiglio dei Diritti Umani, aumentando la pressione per l’avvio di un'inchiesta e per esortare Cuba a far chiarezza sulle presunte uccisioni.

La dichiarazione chiede al Segretario Generale dell'ONU Ban Ki-moon, all’Alto Commissario per i diritti umani Navi Pillay e a tutti i 193 stati membri delle Nazioni Unite di sostenere la richiesta per un'indagine internazionale. Nonostante le suppliche precedenti, né Ban né Pillay hanno ancora dato il loro consenso.

UN Watch è stata tra le voci principali presso le Nazioni Unite per i diritti umani a Cuba, spesso portando i dissidenti a testimoniare di fronte al Consiglio dei Diritti Umani.
Nel mese di marzo, UN Watch ha infatti portato l’attivista Rosa Maria Payà, figlia del dissidente ucciso, a testimoniare davanti al Consiglio, dove è stata bruscamente interrotta dal delegato cubano.
Nel mese di maggio, UN Watch ha rivelato come Cuba abbia utilizzato più di 400 gruppi di facciata al fine di barare sulla sua revisione quadriennale delle Nazioni Unite sui diritti umani.

Il gruppo di attivisti ha inoltre osservato con ironia il fatto che l'UNESCO abbia da poco onorato il rivoluzionario cubano Ernesto Che Guevara elencando le sue opere nel Registro Mondiale della Memoria.

"Le Nazioni Unite invece di onorare Che Guevara – un uomo di violenza che si vantava all'Assemblea Generale dell’ONU dei suoi plotoni d'esecuzione – dovrebbe in realtà onorare Oswaldo Payà, un uomo della non-violenza e discepolo di Martin Luther King," ha dichiarato Hillel Neuer, Direttore Esecutivo di UN Watch.

Come conclude la petizione, le famiglie delle vittime e il popolo di Cuba, hanno il diritto di conoscere la verità. Ciò potrà avvenire solo con la creazione di un’inchiesta internazionale e indipendente. 

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