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Massacro in Egitto, stato d’emergenza in tutto il paese

di La VOCE NY
Una donna egiziana nel luogo degli scontri al Cairo

Una donna egiziana nel luogo degli scontri al Cairo

La polizia appoggiata dall'esercito uccide centinaia di militanti che protestavano da giorni contro la rimozione del presidente Morsi. Tra le vittime, ci sarebbero anche donne e bambini. Morti anche dei giornalisti. La Casa Bianca protesta, ma il regime militare sembra deciso a spegnere nel sangue l'opposizione dei Fratelli Musulmani. Apprensione per gli italiani in vacanza nelle località turistiche egiziane nel Mar Rosso

Non ci sono ancora cifre confermate, ma almeno 250 manifestanti sono stati uccisi al Cairo durante lo sgombero della polizia degli accampamenti dei sostenitori del deposto presidente egiziano Mohamed Morsi. Fonti parlano di almeno 40 morti anche tra le forze di polizia. I Fratelli Musulmani, la confraternita di cui Morsi è espressione, hanno parlato di oltre 2000 vittime, ma non è stato possibile ottenere conferme indipendenti, mentre il bilancio fornito dal ministero della Salute egiziano è di 230 morti e quasi mille feriti. Intanto, Mohammed El Baradei, Premio Nobel per la Pace, ha annunciato le sue dimissioni da vice presidente.  

Il governo  egiziano ha dichiarato lo stato di emergenza per un mese in tutto il Paese. Lo ha reso noto la televisione di Stato. Una dichiarazione dell’ufficio del presidente ad interim Adly Mansour ha reso noto che lo stato di emergenza ha effetto dalle 16 di mercoledì (ora locale). Non ha fornito altri dettagli, ma ha dichiarato che Mansour ha anche ordinato alle forze armate di sostenere la polizia nei loro sforzi di restaurare il diritto e l’ordine e proteggere le strutture dello Stato. Il Consiglio dei ministri ha inoltre deciso il coprifuoco in tutto l’Egitto dalle 19 di mercoledi alle sei del mattino di giovedì. 

Il vice presidente ad interim El Baradei si è dimesso dopo le violenze politiche scoppiate in Egitto. Lo ha comunicato con una lettera al presidente egiziano. Nella lettera, ElBaradei spiega che c'erano una serie di opzioni di carattere politico che avrebbero permesso di porre un termine alla crisi. “Mi è diventato difficile di proseguire ad assumere la responsabilità di decisioni con le quali non sono d'accordo”, scrive tra l'altro il vicepresidente dimissionario.

Gli Stati Uniti hanno subito reagito alla dichiarazione di stato di emergenza dei militari in Egitto opponendosi alle misure speciali. Lo ha detto il portavoce della Casa Bianca Josh Earnest in un briefing ai giornalisti. Il portavoce di Obama ha anche sollecitato i leader militari egiziani a rispettare i diritti umani di base del popolo. «La violenza – ha detto il portavoce – renderà solo più difficile per le parti tornare a un percorso di pace e democrazia». 

Il minisro degli Esteri italiano, Emma Bonino, ha detto di essere "profondamente addolorata per quanto sta avvenendo in Egitto e per la perdita di vite umane". Così il ministro degli Esteri Emma Bonino ha proseguito: "Avevo espresso l'auspicio che i sit in si svuotassero grazie al raggiungimento di un accordo tra le parti, e non con l'intervento delle forze di polizia che non aiuta la ricerca di una soluzione alla crisi"

L’Unione Europea considera «le notizie di morti e feriti sono estremamente allarmanti», ha detto un portavoce dell’Alto rappresentante per la politica estera e di sicurezza comune europea, Catherine Ashton. «Gli scontri e le violenze non sono il modo per risolvere importanti questioni politiche ed affrontare le sfide attuali», ha aggiunto il portavoce. «Ribadiamo la posizione dell’Unione Europea che la violenza non è la soluzione ed invitiamo tutte le parti alla massima moderazione», ha concluso.  

La polizia, sostenuta dall’esercito, ha sferrato l’assalto mercoledì  mattina su due piazze che i pro Morsi occupavano da oltre un mese con donne e bambini. Dopo l’irruzione in piazza Rabaa al-Adawiya un’analoga operazione per disperdere i manifestanti pro Morsi è scattata a piazza al-Nahda, l’altro luogo dove si è concentrata la protesta dei Fratelli Musulmani che chiedono il reintegro di Morsi. Nelle ore precedenti all’inizio del blitz, la polizia egiziana ha annunciato che non sarebbero stati arrestati i dimostranti che avessero lasciato volontariamente le piazza. Alcuni residenti nelle zone del blitz hanno riferito che le strade intorno alle aree dei due sit-in sono bloccate. Le operazioni delle forze di sicurezza egiziane sono scattate dopo che ieri alcuni media egiziani, citando fonti delle guardie di Morsi, hanno riferito che il deposto presidente avrebbe minacciato lo sciopero della fame nel caso in cui le autorità ad interim avessero deciso di ricorrere alla forza per sgombrare i sit-in dei suoi sostenitori. Le forze di sicurezza egiziane si servono di veicoli blindati e buldozer. Un-video giornalista dell’Associated Press ha dichiarato di aver sentito grida di donne. Il giornalista ha riferito che un buldozer dell’esercito stava rimuovendo cumuli di sacchi di sabbia e muri di mattoni costruiti dai manifestanti come linea difensiva nell’accampamento di Nasr City. Le forze dell’esercito tuttavia non partecipavano all’operazione.

Intanto arrivano notizie che negli scontri hanno perso la vita un cameraman e una giovane reporter. Un cameraman di Skynews Mick Deane è rimasto ucciso  al Cairo. Lo riferisce l'emittente precisando che il resto della troupe è incolume. Dick Deane aveva 61 anni e ha lavorato per Sky News, parte della piattaforma BSkyB, per 15 anni tra Washington e Gerusalemme. E' sposato e padre di due figli. ''La perdita dell'amato collega è profondamente sentita a Sky News. I nostri pensieri e le nostre preghiere sono rivolte alla moglie e alla famiglia di Mick'', ha dichiarato in un comunicato il capo di Sky news John Ryley''. ''Sono rattristato per la notizia della morte del cameraman Mick Deane, che stava coprendo la violenza egiziana''. E' quanto ha dichiarato il premier britannico David Cameron.. Tra le vittime anche una giovane reporter di Xpress, del gruppo emiratino Gulf news. Habiba Ahmed Abd Elaziz, 26 anni, è stata uccisa stamani al Cairo. Lo riferisce il sito di Gulf News, aggiungendo che secondo i familiari si trovava nella piazza pro-Morsi di Rabaa quando le hanno sparato.

L’ambasciata italiana al Cairo “consiglia i viaggi in Egitto con destinazioni diverse dai resort situati nelle località turistiche del Mar Rosso (Sharm el Sheikh, Marsa Alam, Berenice e Hurghada) ed in quelle della costa nord (Marsa Matrouh, El Alamein), dove al momento non si registrano elementi di criticità”’. Sul sito web della rappresentanza diplomatica,si legge che  “in ragione del continuo evolvere degli eventi non sono da escludere azioni dimostrative legate alla situazione di generale instabilità del Paese”. “Si suggerisce fortemente – si legge ancora – di evitare escursioni fuori dalle istallazioni turistiche ed in particolare nelle cittò A causa della presenza di un quadro di sicurezza altamente precario in Nord Sinai, si sconsigliano viaggi e spostamenti in tale regione”.  

Il movimento integralista Jamaa Islamiya, vicino ai sostenitori di Morsi, ha avvertito che se non cambierà la situazione in Egitto "ci sarà una rivoluzione globale in tutto il Paese". In un comunicato all’agenzia italiana ANSA l'organizzazione denuncia "i massacri commessi dal regime militare golpista contro sit-in pacifici a Rabaa e Nahda”.

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