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La grande illusione dell’Occidente

Il Presidente americano Barack Obama con il collega russo Vladimir Putin

Il Presidente americano Barack Obama con il collega russo Vladimir Putin

Secondo il rapporto “Transatlantic Trends” dovremmo dormire sonni tranquilli e nulla temere da russi e cinesi…

 

E’ uscito mercoledì scorso, sotto gli auspici della German Marshall Fund e della Compagnia di San Paolo, il nuovo rapporto geo-politico della Transatlantic Trends. Che cosa vi si dice? Vi si dice che la maggioranza di americani e europei vede tuttora Ue e Stati Uniti come il “perno del mondo” e Russia e Cina Popolare come “semplici” comprimari, per quanto agguerriti, forti e, adesso, anche sofisticati. Non una parola sul Giappone, sull’India, sul Brasile.

Noi diffidiamo dei sondaggi. I sondaggi non ci convincono. Spesso vengono ideati e effettuati in base al più smaccato, al più controproducente, autolesionistico “wishful thinking”. Sono eseguiti da chi ha un ben preciso padrone e questo padrone deve, vuole, soddisfare; altrimenti lui, individuo disumanizzato, chiude il rubinetto, blocca gli alimenti, ti schiaffa in mezzo alla strada; è anche capace di aprire il vuoto intorno a te. Diventi uno che non sa più dove sbattere la testa. Perfino amici “fidati” ti piantano in asso, fingono di non conoscerti, guardano altrove. Il mondo d’oggi è fatto “anche” così. Sono troppi, ormai, gli interessi cui sottomettersi. Troppo rigido e spietato il Sistema che in Occidente vige da una ventina d’anni, con implacabili e continui giri di vite negli ultimi cinque o sei. Il fallimento, il colossale fallimento, della Lehman Brothers non ha insegnato nulla a nessuno. Questo poiché non si vuole imparare!

Bene: secondo “Transatlantic Trends” dovremmo dormire sonni tranquilli e nulla temere da russi e cinesi. Quasi come se loro manco esistessero… La Cina? Paese di “mondine”, entità tuttora sottosviluppata, Nazione priva di un grosso “peso specifico”. La Russia? Solo steppa, anche se il petrolio è ingente e la liquidità vi scorre a fiumi. Attenzione, invece, a russi e cinesi. Gli uni e gli altri da secoli coltivano (poco importa sotto questo aspetto il succedersi dei regimi, delle epoche) l’idea della “grande spinta a Ovest”, analoga a quella della “grande spinta a Est” germanica, il “Drang nach Osten” concepito ben prima dell’avvento di Adolph Hitler, e irrobustitosi col Nazionalsocialismo.

La Cina Popolare si è già comprata mezza Africa, la Russia tiene per la gola almeno un settimo (percentuale elevatissima) del capitale Ue. E sull’Affare Siria, Vladimir Putin, il russo che, a differenza di Barack Obama (per non dire dei politicanti di casa nostra…), parla ben tre lingue e molto afferra, molto intuisce; ha inferto di recente a Washington lo scacco matto o una mossa a esso vicina.

Seguitiamo a scaldarci al fuocherello della ‘supremazia’ americano-europea… E’ così che un bel giorno spalancheremo le porte alla nostra stessa rovina. Di colpo (!), ci toccherà prendere ordini (secchi!) da Mosca e Pechino.

Adenauer, De Gaulle, Schmidt, Enrico Mattei, William Averell Harriman non abitano più qui…

Questo articolo viene pubblicato anche su Oggi7-America Oggi

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