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L’Italia apre per prima all’Iran, ma la strada è tutta in salita

il ministro degli Esteri italiano Emma Bonino con il collega iraniano Javad Zarif durante l'incontro bilaterale Italia-Iran al Palazzo di Vetro dell'ONU

il ministro degli Esteri italiano Emma Bonino con il collega iraniano Javad Zarif durante l'incontro bilaterale Italia-Iran al Palazzo di Vetro dell'ONU

Il ministro degli Esteri Emma Bonino incontra all'ONU il collega iraniano Javad Zarif, affronta il problema Siria ma non parla di nucleare

Il ministro degli Esteri italiano, Emma Bonino, incontra lunedì mattina al Palazzo di Vetro dell’ONU il collega iraniano Javad Zarif per un  bilaterale che l’Italia, primo paese occidentale,  inaugura con l’Iran, e quindi auspica che la comunità internazionale valuti le novità portate dal nuovo corso iraniano avviando un dialogo con il governo del nuovo presidente Hassan Rohani.
 “Vale la pena di andare a vedere, di cogliere i segnali e di chiedergli di essere affidabili”, ha dichiarato la responsabile della Farnesina al termine di un colloquio con il collega iraniano Zarif durato circa 40 minuti. "Un dialogo può sempre essere interrotto ma io sono per avviare un confronto” ha aggiunto Bonino.

Alla fine del colloquio, fuori dal Palazzo di Vetro, nel giardino delle rose, c’erano decine di giornalisti internazionali ad attendere il ministro degli Esteri italiano. Infatti nel nuovo vento di aperture “per andare a vedere” le nuove proposte iraniane, l’Italia è arrivata in anticipo sugli altri. E su questo Bonino ha tenuto a sottolinerarlo: “Subito dopo l’elezione del Presidente Rohani, ho inviato a Theran il vice ministro Pistelli per aprire subito un contatto con la nuova amministrazione”.

Già perché dialogando con l’Iran, si potrebbero avere più chance di domare certi infuocati scenari mediorientali, come in Siria.

Mettendo le mani avanti, Bonino ha comunque detto che “la praticabilità di una soluzione politica al conflitto siriano è ancora da conquistare”. Tuttavia, ha chiarito Bonino dopo l’incontro con Zarif, “si è aperta una finestra di opportunità temporale”. “L’Iran è parte del problema e deve essere parte della soluzione” ha aggiunto Bonino dopo aver quindi discusso anche di Siria con il ministro degli Esteri iraniano.

Con alle spalle una lunga carriera diplomatica, Zarif è stato nominato capo negoziatore per il nucleare dal presidente Hassan Rohani, mossa che segnala l’intenzione della Guida suprema Ali Khamenei di condurre negoziati con le potenze del 5+1 (Usa, Russia, Cina, Francia e Gran Bretagna più Germania) in chiave più moderata. Ma quando al ministro degli Esteri Italiano è stato chiesto se avesse toccato l’argomento nucleare con il ministro degli Esteri iraniano,  Bonino ha risposto che nell’incontro bilaterale, “la questione del nucleare non è stata toccata”.

Poi Bonino ha annunciato quello che nei corridoi dell’Onu stava maturando proprio in quelle ore, e cioè “sembra ci sia ripresa volontà dialogo sul nucleare tra l'Iran e le potenze del 5+1”. E infatti è ormai certo che il Segretario di Stato Americano John Kerry vedrà proprio in questo ambito il ministro degli Esteri iraniano Zarif durante i lavori delle Nazioni Unite di questa settimana. Invece non è ancora stato confermato, ma sarebbe un colpo di scena ancora possibile, l’incontro tra il Presidente Barack Obama  e il Presidente iraniano Hassan Rohani che in quel caso avverrebbe proprio domani, martedì, quando entrambi i capi di stato saranno dentro il Palazzo di Vetro per pronunciare i loro discorsi per l’inaugurazione dei lavori della 68esima Assemblea Generale.

Sempre sui colloqui bilaterali tra Italia e Iran, Bonino ha ricordato che “la liberazione di alcuni prigionieri politici è stata incoraggiante”, riferendosi alle prime mosse sui diritti umani del  nuovo governo del presidente Hassan Rohani. “Una delle decisioni che abbiamo preso è di riprendere il dialogo proprio sui diritti umani”, ha aggiunto.

Bonino ha annunciato anche di aver firmato con l’iraniano Zarif un memorandum d’intesa per la stabilizzazione dell’Afghanistan, per il dopo ritiro delle truppe italiane che avverrà nel 2014.

Eppure l’accelerazione del dialgo occidentale con l’Iran non lascia all'interno del Palazzo di Vetro tutti entusiasti. Proprio mentre il ministro Bonino era a colloquio con il ministro Zarif, l’ambasciatore d’Israele Ron Prosor, che in quel momento passava da lì, ci ha chiesto cosa stava avvenendo. Quando gli abbiamo detto che c’era un bilaterale tra l’Italia e l’Iran, Prosor ha esclamato: “Con Zarif? Adesso? Speriamo allora che l’Italia sappia fargli le giuste domande. Per esempio se il governo di Theran ritenga ancora che l’Olocausto non sia mai accaduto”.

 

 

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